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I guerrieri di Poggetto Mengarelli – Vulci

La necropoli etrusca in località Poggetto Mengarelli svela nuovi tesori. Questa volta riferibili a due uomini d’arme, forse caduti insieme e perciò sepolti a poca distanza l’uno dall’altro e con corredi composti dai medesimi oggetti

La ripresa delle ricerche archeologiche nella necropoli vulcente di Poggetto Mengarelli, proprio lí dove qualche mese fa era stata scoperta la Tomba dello Scarabeo Dorato, si stanno rivelando estremamente interessanti.

Al momento in cui scriviamo, sono state scavate 18 tombe, tra le quali, seppur parzialmente violata, spicca quella di un guerriero che, tra la fine dell’VIII e gli inizi dei VII secolo a.C., fu sepolto in una profonda fossa con numerosi oggetti di corredo.

Parco Archeologico di Vulci
Parco Archeologico di Vulci

Di quest’ultimo fa parte un set di pregevoli vasi in ceramica etrusco-geometrica (due piatti, due coppe, una brocca e un piccolo cratere), che denota – insieme a due situle e a un’olla red on white dipinte con fregi geometrici e animalistici, ad alcuni vasi d’impasto, a un reggivasi in ferro, a due affibbiagli in bronzo e ad alcuni vaghi in argento – il grado di benessere raggiunto in vita.

L’INDIZIO DECISIVO DI POGGETTO MENGARELLI

Inoltre, la presenza di un’ascia in ferro e, soprattutto, di un’anomala quanto preziosa lancia polimaterica, suggerisce il ruolo guerriero del defunto. L’arma da lancio è insolitamente costituita da una bella e sviluppata punta foliata in ferro, dalla quale si diparte una lunga spirale di anelli in bronzo e completata da un piccolo sautoter (puntale dell’estremità posteriore della lancia), anch’esso in bronzo. A fianco, in una fossa simile, un altro guerriero dello stesso periodo ha trovato l’eterno riposo.

Vulci, necropoli di Poggetto Mengarelli. La tomba di guerriero n. 16 in corso di scavo. L'uomo venne deposto con un ricco corredo, dei quale, come si vede nella foto, facevano parte, oltre alle armi, numerosi vasi in ceramica. La sepoltura è databile tra la fine dell'VIII e gli inizi dei VII sec. a.C.
Vulci, necropoli di
Poggetto Mengarelli. La tomba di
guerriero n. 16 in corso di scavo.
L’uomo venne deposto con un ricco
corredo, dei quale, come si vede nella
foto, facevano parte, oltre alle armi,
numerosi vasi in ceramica.
La sepoltura è databile tra la fine
dell’VIII e gli inizi dei VII sec. a.C.

UN DESTINO COMUNE PER I GUERRIERI DI POGGIO MENGARELLI?

La presenza di una stessa lancia, di una stessa ascia e di affibbiagli simili, insieme a vasi etrusco-geometrici e d’impasto, oltre all’estrema vicinanza fra le due tombe, sembrano indicare una stringente relazione tra i due defunti. Che forse morirono a causa del medesimo evento, come sembrerebbe suggerire la frettolosa preparazione del secondo sepolcro.

E chissà che anche le inconsuete buche di palo poste ai quattro angoli del pavimento della fossa non siano da attribuire a un veloce rinforzo del sistema di chiusura. Il corredo è poi completato da una fibula a drago, un rasoio lunato in bronzo, un coltello e dal sauroter in ferro.

specchio in bronzo dalla tomba n. 18/A
specchio in bronzo dalla tomba n. 18/A

La distanza di quest’ultimo dalla punta indica la lunghezza della seconda, che non sembra superare i 120 cm: sarebbe, quindi, una corta zagaglia da lancio, con alta impugnatura, indicata dagli anelli di bronzo, per ottimizzarne l’equilibrio e che armava i due fanti etruschi insieme alle asce in ferro, utili per farsi largo tra le linee nemiche.

Gli scavi di Poggetto Mengarelli vengono condotti grazie al contributo dell’amministrazione Comunale di Montalto di Castro, sotto il coordinamento scientifico di Alfonsina Russo e con la collaborazione di Simona Carosi e Patrizia Petitti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale e di Carlo Regoli di Fondazione Vulci.

La tomba ellenistica n. 18/A, rinvenuta nei pressi della toniba n. 16
La tomba ellenistica n. 18/A, rinvenuta nei pressi della toniba n. 16

 

 

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Vulci riapre al pubblico

Finalmente Vulci riapre al pubblico, con il suo splendido castello e l’interessante Museo Archeologico Nazionale di Vulci

Il Museo Archeologico Nazionale di Vulci e il Ponte della Badia sono stati finalmente riaperti al pubblico. Erano stati chiusi entrambi, anche se per motivi diversi: il primo per realizzare il nuovo progetto di allestimento, il secondo per risolvere gli annosi problemi causati dalle piene del fiume Fiora. Valorizzazione e tutela si sono dunque coordinate per rispondere alle esigenze del patrimonio e delle persone che possono tornare a usufruirne, condividendo le ragioni e le identità di un territorio per certi aspetti unico come quello vulcente.

Per saperne di più su Vulci clicca qui

Vulci riapre al pubblico
Vulci riapre al pubblico
Vulci riapre al pubblico con la mostra «I misteri di Mithra»

Superato il ponte e varcata la soglia dei museo, si visitano le sale in cui regnò Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, ci si imbatte in ricostruzioni affascinanti, che illustrano la storia di quella che fu forse la piú florida delle città etrusche: Vulci. Non mancano elementi di novità, come il corredo di una giovane principessa etrusca vissuta intorno alla fine dell’VIII secolo a.C., caratterizzato dai gioielli che l’avevano accompagnata nella sua breve vita e rinvenuto solo pochi mesi fa nella Tomba dello Scarabeo Dorato.

Inoltre, fino al 31 gennaio 2017, il museo ospita la mostra «I misteri di Mithra», incentrata sul Mitreo di Vulci. Info: http://archeologialazio.beniculturali.it

Vista Vulci
Vista Vulci

In alto: Vulci. II Ponte e il Castello della Badia, sede del Museo Archeologico Nazionale.

 

INFO UTILI SU VULCI

Biglietteria Parco Archeologico Naturalistico di Vulci

Telefono: +39.0766.89298 +39.0766.870179

Fax: +39.0766.89298

e-mail: info@vulci.it

Fondazione Vulci- Uffici Amministrativi

Telefono: +39.0766.870180

Fax: +39.0766.870199

e-mail: fondazione@vulci.it

Coordinate GPS: 42.42364659294317, 11.627140045166015

Buona visita e buon divertimento

 

 

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