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Etruschi, maestri di scrittura al Maec

“Etruschi maestri di scrittura” sarà inaugurata a Cortona il 19marzo. Fra i reperti provenienti da mezzo mondo la mummia di Zagabria, le lamine di Pyrgi, il vaso per profumo del Louvre

Si apre una finestra sulla scrittura etrusca grazie alla mostra “Etruschi maestri di scrittura” che il 19 marzo sarà inaugurata a Cortona, progettata congiuntamente dalla città toscana insieme al Louvre e al Museo Henri Prades di Lattes. Istituzioni che già nel 2011 avevano proficuamente cooperato per un’altra iniziativa, “Gli etruschi dall’Arno al Tevere: le collezioni del Louvre a Cortona”, premiata da un notevole successo di pubblico. Il tema della scrittura etrusca ci rimanda a un popolo e una cultura che con conquiste, commerci, idee, storie in tutto il bacino del Mediterraneo sono stati protagonisti fra il settimo e il primo secolo avanti Cristo. L’arrivo dell’alfabeto dalla Grecia verso la fine del settimo secolo è l’aspetto culturalmente più qualificato e più qualificante di un movimento che ha portato nelle nostre terre manufatti, uomini, esperienze, idee che hanno segnato un’autentica rivoluzione socio culturale.

Etruschi maestri di scrittura
Etruschi maestri di scrittura

Maestri di scrittura: un vuoto di 30 anni.

Da oltre tre decenni non si facevano iniziative di così alto livello internazionale su un argomento tanto dibattuto e affascinante. Il vuoto si colma ora con questo grande evento archeologico alla luce anche delle recenti scoperte di epigrafi vicino a Montpellier e al ritrovamento nel 1992 della “Tabula cortonensis”, che è il terzo testo etrusco in ordine di lunghezza fra quelli esistenti, un testo che ha aperto nuovi orizzonti sul diritto privato e più in generale sulla cultura etrusca in età ellenistica.

Cortona capitale etrusca, grazie ai maestri di scrittura

Ora per questi “Etruschi maestri di scrittura” lo sforzo organizzativo è stato ben più ampio e la stessa ricerca più approfondita. Come più lunga sarà la tenitura. I reperti, gli oggetti, le opere che provengono da alcuni dei più importanti musei del mondo, resteranno in mostra nelle sale di Palazzo Casali in piazza Signorelli, sede del Maec (Museo dell’Accademia etrusca e della Citta di Cortona) fino alla fine di luglio. Lungo il percorso spiccano alcune delle testimonianze più importanti dell’epigrafia etrusca. Autentiche rarità per non dire capolavori. Come la Mummia di Zagabria o le lamine di Pyrgi, il vaso per profumo che arriva dal Louvre, o l’iscrizione sul “fegato di Piacenza” dal museo di Palazzo Farnese, pezzi che con tutti gli altri illustreranno, come mai prima d’ora era stato fatto, la diversità dei supporti e delle tecniche di scrittura.

Etruschi Maestri di Scrittura
Etruschi Maestri di Scrittura

La lingua misteriosa dei Maestri di scrittura.

Oggetto di profondi studi, l’idioma etrusco resta per certi versi ancora misterioso. Sono infatti irrisolti i significati specifici di molte parole, in particolare quelle che non presentano parentele con le lingue antiche più note. La difficoltà di comprensione dipende essenzialmente dalla scarsità di testi lunghi e dalla ripetitività dei testi brevi che ci sono giunti, quasi esclusivamente di natura funeraria, giuridicao commerciale. Iscrizioni ed epigrafi. L’esposizione di Cortona intende dimostrare i progressi negli studi nella sintassi e nella grammatica, attraverso una rilettura e una nuova interpretazione di molti epigrafi e alcune novità assolute. Le iscrizioni infatti (siano esse su oggetti di uso quotidiano o di culto, su statue o su atti) saranno classificate per settori di appartenenza: dalla sfera del rito a quella del sacro, dall’ambito funerario a quello giuridico. Un altro aspetto importante riguarderà i supporti e le tecniche scrittorie, le modalità di insegnamento e di trasmissione dell’alfabeto, le tipologie letterarie attestate, le vicende, talora avventurose, di alcuni testi.

Lamine di Pyrgi
Lamine di Pyrgi

Passato e futuro degli etruschi, maestri di scrittura.

Senza dimenticare la grande attenzione che sarà riservata all’allestimento di Palazzo Casali: un allestimento a suo modo futuribile, che godrà delle più moderne tecniche di lettura e comunicazione, non solo per scopi didattici, e che secondo i curatori dovrebbe trasformare il segno della scrittura etrusca in una forma d’arte, al limite del design, grazie anche al contributo di una grafica innovativa e coinvolgente. Numerose infine saranno le iniziative collaterali previste per tutto il periodo dell’evento, conferenze, convegni, incontri, allo scopo di approfondire i temi illustrati nelle varie sezioni del percorso espositivo, mentre una particolare attenzione sarà rivolta alla scomparsa della lingua e alla sua interpretazione, oggi resa possibile dalla continua ricerca e da studi approfonditi sia di tipo glottologico che archeologico. «Cortona è il polo attrattore della rete toscana di un centinaio di musei archeologici nell’ ambito del programma di valorizzazione del patrimonio storico artistico che vogliamo completare nei prossimi anni» ha detto l’assessore alla cultura regionale Monica Barni nel presentare l’iniziativa, sottolineando che «si tratta di una delle più importanti mostre archeologiche organizzate in questo 2016 nel nostro Paese».

Info www.cortonamaec.org

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Infinito etrusco nasce un distretto con Chiusi Murlo e Volterra

Infinito etrusco è un patto che unisce tre comuni etruschi al fine di sviluppare e dare una spinta considerevole al turismo

Nasce Infinito etrusco, un progetto culturale ed economico che unirà per almeno 5 anni i comuni di Chiusi, Murlo e Volterra con l’obiettivo dichiarato di istituire un distretto in grado di intercettare finanziamenti, creare servizi e prodotti turistici per i territori di competenza attraverso il minimo comun denominatore dell’antica civiltà etrusca che accumuna le tre realtà.

Infinito etrusco è un patto che unisce tre comuni etruschi al fine di sviluppare e dare una spinta considerevole al turismo
Infinito etrusco è un patto che unisce tre comuni etruschi al fine di sviluppare e dare una spinta considerevole al turismo

Allo studio varie iniziative per facilitare gli interscambi di turisti tra questi paesi, a partire da eventi e manifestazione in comune. L’intesa è stata firmata al palazzo comunale di Chiusi alla presenza del primo cittadino Juri Bettollini, sindaco di Murlo Fabiola Parenti, dell’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari, del  dell’assessore alla cultura di Volterra Alessia Dei e della consigliera Tiziana Garfagnini.

«Il messaggio che parte con questa firma – annuncia Bettollini – è quello di rilanciare la cultura al fine di valorizzare i nostri territori. La nostra storia può valorizzare grandi elementi di eccellenza e di attrattività. Gli attuali progetti in sinergia tra città diverse lo dimostrano. Abbiamo bisogno di mostrare le nostre bellezze e di incuriosire più persone possibili così da far conoscere ad un pubblico vasto le meraviglie di un territorio dalle grandi potenzialità e che anche attraverso progetti come questo può essere promosso nel migliore dei modi».

Soddisfatta anche l’assessore Lanari: «I progetti di valorizzazione che partono dalla cultura del nostro passato e ci proiettano nel futuro sono fondamentali – ha detto –, tutto questo è ancora più importante nel momento in cui parliamo di etruschi perché possiamo apprezzare una cultura e una storia che arriva da lontano ma che ancora oggi ci può far scoprire o riscoprire dei territori attraverso una radice comune molto preziosa. Auspichiamo di avviare attività promozionali che attraverso la sinergia e l’unione riescano ad avere importanti ricadute sia dal punto di vista culturale che turistico ».

Città e Necropoli d'Etruria
Città e Necropoli d’Etruria

Entusiasta pure il sindaco di Murlo di infinito etrusco : «Siamo partiti dall’idea di unire i territori attraverso la cultura comune e quindi attraverso gli etruschi – ha detto – Personalmente ho sempre amato la civiltà etrusca e quando mi sono trasferita dalla provincia di Pisa a quella di Siena ho scelto una città nella quale gli etruschi vivono ancora oggi. Sicuramente questo progetto è ambizioso e rappresenterà un impegno continuo nella valorizzazione dei nostri territori».

Anche i rappresentanti di Volterra hanno detto la loro su Infinito Etrusco : «Grazie a questo protocollo d’intesa potranno essere attivati percorsi che faranno riscoprire i nostri territori attraverso le radici comuni della nostra cultura e questo porterà sicuramente un arricchimento culturale e personale».

Volterra - Guida alla città e ai dintorni
Volterra – Guida alla città e ai dintorni
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Le parole degli Etruschi

Le parole degli Etruschi: Cortona riunisce i più importanti documenti provenienti dai musei del mondo Dalla Mummia di Zagabria alle lamine di Pyrgi, 77 testimonianze scritte su oro, bronzo, lino, pietra

Tinscvil/ Mi unial Curtun:  Offerta votiva/Cortona mi ha donato a Giunone.
Il toponimo compare nella breve iscrizione incisa sulla base di una statuetta in bronzo del III-II secolo a.C.  A Cortona si scriveva le parole degli Etruschi, e non sempre in maniera così essenziale. È probabile che questa città-stato affacciata sulla valle del Clanis — e che rappresentava un importante avamposto settentrionale dell’Etruria — fosse anche il principale centro di scrittura dell’intera Federazione. Lo fa ipotizzare la presenza sull’acropoli di un santuario dedicato a Uni/ Giunone (divinità della triade celeste) e la conseguente attività degli scribi, appartenenti al ceto sacerdotale; lo possiamo dedurre dall’adozione di un sistema ortografico tipico dell’attuale area tosco-umbra, che trova conferma nei più significativi testi rinvenut

Etruschi Maestri di Scrittura
Etruschi Maestri di Scrittura

Etruschi maestri di scrittura: un’esposizione che mette in mostra le parole degli Etruschi

Appare quindi legittima la scelta di Cortona come sede della mostra Etruschi maestri di scrittura, inaugurata lo scorso 17 ottobre al Museo Henri Prades di Lattes (Montpellier) e che dal 19 marzo al 31 luglio approderà al Maec, il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona all’interno di Palazzo Casali. L’esposizione è il risultato di un imponente progetto, finalizzato a ripresentare al pubblico, dopo oltre trent’anni, i maggiori scritti etruschi aggiornati, provenienti da 18 musei italiani ed esteri (tra cui Louvre, Villa Giulia e Museo di Zagabria): 77 testimonianze epigrafiche lasciate in eredità su anfore di bucchero, tegole di terracotta, lamine d’oro, specchi bronzei, cippi in pietra, e perfino sull’unico libro di lino pervenuto dall’antichità, utilizzato per avvolgere una mummia e contenente un calendario rituale che potrebbe — stando a recenti scoperte ermeneutiche — avere elementi cerimoniali comuni alla liturgia cristiana. Tutte queste testimonianze hanno contribuito a districare il mistero che avvolge le parole degli Etruschi.

Le parole degli Etruschi a Cortona
Le parole degli Etruschi a Cortona

Se vuoi saperne di più sugli etruschi e il loro misterioso mondo, consulta il nostro catalogo ciccando qui

Da sempre un alone di mistero — creato spesso intenzionalmente — avvolge il mondo degli Etruschi, che vissero in Italia 2700 anni fa, prima di venire assorbiti dai Romani, a seguito di una profonda contaminazione sociale, culturale e religiosa. In realtà, dei cosiddetti Rasenna sappiamo molto: da dove provenivano (dalla Lidia, nel rispetto della versione tramandata da Erodoto), cosa mangiavano, cosa commerciavano, quali divinità veneravano. Sappiamo che erano tanto raffinati nelle manifatture e nelle arti figurative quanto feroci nelle imprese per mare (e pare ovvio, visti i coinquilini europei del I Millennio avanti Cristo). Inoltre, siamo a conoscenza del fatto che scrivevano: utilizzavano un alfabeto di derivazione greca e una struttura sintattica elementare simile al latino, e ci hanno consegnato qualche migliaio di vocaboli (soprattutto toponimi, antroponimi e appellativi) dei quali troviamo corrispondenza nella lingua dell’antica Roma, come fa notare il noto linguista sardo Massimo Pittau.

La mostra di Cortona sarà l’occasione per osservare gli straordinari supporti materiali che reggono questo «corpus inscriptionum», composto perlopiù da scarne testimonianze funerarie e in minima parte da consistenti contributi a carattere religioso e giuridico, nei cui confronti gli archeologici continuano a palesare riserve interpretative, e i pochi linguisti ad avanzare proposte coraggiose ma accolte con freddo distacco.

Tegola di capua

Parole degli Etruschi fra i pezzi esposti a Cortona

Parliamo dei pezzi pregiati che saranno esposti a Cortona: il già citato Liber Linteus della Mummia di Zagabria (200 righe, 1200 parole leggibili, la testimonianza più estesa arrivata ai giorni nostri), la Tegola di Capua (un calendario di cerimonie funerarie), la Tabula Cortonensis (atto giuridico riguardante una compravendita, o forse un’eredità), le lamine auree di Pyrgi (testo bilingue etrusco/fenicio), il Cippo di Perugia (arbitrato su possedimenti terrieri), il Fegato di Piacenza (un modellino in bronzo di fegato di ovino utilizzato dagli aruspici per l’arte divinatoria), il Piombo di Magliano (una lamina a forma di cuore che riporta indicazioni di preghiere).

Alfabeto Etrusco
Alfabeto Etrusco

«Con l’arrivo della scrittura in Etruria siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione antropologica e la mostra vuole esaltare questa eccezionalità — spiega Giovannangelo Camporeale, Lucumone dell’Accademia Etrusca di Cortona che ci illumina sulle parole degli Etruschi— Ancora conosciamo poco la lingua etrusca, i pannelli illustrativi saranno di carattere generale e si limiteranno a fornire un inquadramento storico- culturale dei testi». «Continuo a ripetere che la lingua etrusca non è un mistero — replica Massimo Pittau, che da 35 anni studia i testi etruschi e che recentemente ha avanzato due proposte di traduzione per il complicatissimo Liber Linteus e per il Piombo di Magliano — Possediamo un patrimonio lessicale di oltre 200.000 voci latine e greche, ed è un’assurdità pensare che un popolo che è stato in contatto con i greci e i latini, non abbia condiviso questo rapporto di reciproca influenza linguistica»

Dove e Quando:

Dal 19 marzo al 31 luglio approdano al Maec di Cortona la parole degli etruschi, con la mostra Etruschi maestri di scrittura in collaborazione con il Louvre e il Museo Henri Prade di Montpellier

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I campi Displaced Person per profughi ebrei stranieri in Italia

I campi Displaced Person per profughi ebrei stranieri in Italia 1945 – 1950 / Incontro con Martina Ravagnan

Domenica 31 gennaio ore 10.30 – matroneo della Sinagoga di Siena

 

L’incontro vuole focalizzare lo sguardo su una storia non molto nota al grande pubblico: il tema dei profughi ebrei stranieri in Italia, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale. Tra il 1945 e il 1950 oltre 40.000 profughi ebrei d’ogni parte d’Europa, ma provenienti soprattutto da Polonia, Ungheria e Stati del Baltico, passarono dal suolo italiano. L’Italia, per la sua posizione geografica rappresentò una “stazione di partenza” e fu una tappa del viaggio che portò migliaia di profughi verso la terra d’Israele.
Per accogliere queste persone, nel nostro Paese vennero organizzati decine di campi da Nord a Sud, dove «collettivi sionisti» (Hachsharot) o kibbutz, preparavano i rifugiati al tipo di vita che avrebbero trovato in Palestina.
L’incontro vuole raccontare la storia di migliaia di persone che dopo anni di sofferenze, stenti, persecuzioni, iniziarono lentamente a tornare alla vita normale. L’educazione e la produzione culturale svolsero un ruolo fondamentale nei campi. Furono create scuole, biblioteche, teatri, dove suonare musica o partecipare ad eventi sportivi; nacquero settimanali in lingua yiddish e una rivista letteraria pubblicata dall’Unione degli scrittori, dei giornalisti ed artisti ebrei in Italia, a partire dal 1946.
Per ricominciare a vivere, a passare del tempo libero, ad amare.

I campi Displaced Person per profughi ebrei stranieri in Italia 1945 - 1950
I campi Displaced Person per profughi ebrei stranieri in Italia 1945 – 1950

Martina Ravagnan, nata a Venezia nel 1986, si è laureata in storia presso l’Università di Bologna con una tesi su “I campi Displaced Persons in Italia (1945-1950)”. Ha studiato la lingua Yiddish a Vilnius, Varsavia, Gerusalemme e Parigi. Recentemente ha lavorato come Archival Fellow presso il Center for Jewish History a New York e come Teaching Assistant all’Yiddish Book Center in Massachusetts.
Si prega di confermare la partecipazione inviando una mail a sinagoga.siena@coopculture.it o telefonando allo 0577- 271345

 

A Siena e dintorni sono tante le iniziative organizzate per non dimenticare gli orrori nazisti. La Nuova Immagine Editrice ha contribuito con due pubblicazioni :

A 24029 – Autore: Alba Valech Capozzi
A-24029 di Alba Valech Capozzi
A-24029 di Alba Valech Capozzi
Gli Ebrei Senesi Raccontano 1938-1944 Docomenti, Storie e Memorie – Autore: Patrizia Cioni, Fabio Masotti, Laura Mattei
gli-ebrei-senesi-raccontano

 

 

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Archeo Club Valdarno alla raccolta di reperti etruschi

Dar vita a un museo per raccogliere i reperti etruschi, è l’idea che viene lanciata dall’ Archeo Club Valdarno che ha fatto numerose ricerche nella zona.

Molto si sa della storia del Valdarno in età antichissima, con reperti risalenti addirittura al Pliocene (fra i cinque e i due milioni e mezzo di anni fa circa), e tanti documenti di permettono di riscrivere le varie vicende che si svolsero nella vallata dall’epoca medioevale a oggi, mentre gran parte della storia del periodo etrusco è stata sempre poco studiata, anche se grazie all’attività dell’ Archeo Club Valdarno (ottantacinque soci tutti volontari) questa lacuna si sta colmando e una serie di scavi, compiuti in località La Rotta fra San Giovanni e Figline, hanno permesso di fare importatori ritrovamenti.

Archeo Club Valdarno impegnato nella raccolta di reperti etruschi
Archeo Club Valdarno impegnato nella raccolta di reperti etruschi

L’ Archeo Club Valdarno Superiore nasce nel 2002 quando un gruppo di appassionati di archeologia sentì l’esigenza di ufficializzare e legittimare le prime attività di ricerca e tutela del patrimonio archeologico nel proprio territorio: già dal 1999 cominciarono da parte del gruppo, allora composto da un pugno di persone, le prime segnalazioni (il primo ritrovamento in assoluto avvenne in maniera del tutto casuale durante l’aratura di un campo) alla Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana della presenza di frammenti ceramici di probabile età etrusca. Gli anni seguenti videro organizzate vere campagne d’ indagine che portarono al primo scavo archeologico nel 2001, che diede subito la sensazione di trovarsi davanti un importante contesto da indagare.

A questo si sono susseguite altre campagne di scavo in cui l’associazione ha affiancato la Soprintendenza non solo con la propria manovalanza ma reperendo i fondi necessari per poter lavorare sul campo, raccogliendo, lavando (attività svolta con acqua fredda e prodotti chimici particolari che aiutano mantenere le caratteristiche originali, poi con spugne e cotone vengono rimossi i residui di terra), restaurando, catalogando tutelando i materiali rinvenuti in questi anni di ricerca.

Località La Rotta- Figline Incisa Valdarno
Località La Rotta- Figline Incisa Valdarno

Il fatto di non avere ritrovato delle abitazioni (solo delle parziali strutture murarie) rendono difficile capire quanti di questi nostri antenati abitassero la zona e si spera che nuove campagne di scavo, che però difficilmente si terranno prima del 2017 riescano a dare delle risposte, mentre il 2016 sarò dedicato al lavaggio, catalogazione e restauro del materiale non ancora interessato da questo processo. Il sogno, vista la grande mole di reperti depositata presso l’ Archeo Club Valdarno, è quello di potere creare un giorno un museo, affinché la comunità prenda conoscenza e possa condividere questo patrimonio.

 

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Pistoia Capitale della cultura 2017

La Capitale della cultura 2017 sarà Pistoia, preferita alla favorita Ercolano, grazie a libri e musei

Città con una prestigiosa storia lunga dall’antica Roma a oggi, Pistoia, la minore tra le “perle” delle città d’arte toscane è stata incoronata Capitale della cultura 2017. La piccola Cenerentola immersa nel cuore verde del Granducato è riuscita a scalzare rivali ben più blasonate, come Parma, Ercolano e la vicina Pisa, e incassare il contributo statale da un milione di euro.

Pistoia è la Capitale della cultura 2017
Pistoia è la Capitale della cultura 2017

Nell’annuncio ufficiale di ieri, lo stesso ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha parlato di una «vittoria a sorpresa», subito rimbalzata oltre le quattro mura di una città che conta poco più di 90mila abitanti. Almeno nelle previsioni di buona parte del mondo culturale pistoiese, il riconoscimento della commissione presieduta da Marco Cammelli doveva essere per Ercolano. E invece la commissione ministeriale ha premiato il progetto messo a punto dal sindaco, Samuele Bertinelli, con la collaborazione di una manciata di intellettuali pistoiesi e non, guidati da Giuseppe Gherpelli (ex assessore alla cultura di Reggio Emilia e manager pubblico).

Nel dossier sottoposto al ministero, Pistoia, per diventare Capitale della cultura 2017, aveva puntato molto sulla sua Biblioteca San Giorgio, fra le più grandi e fornite della Toscana, e sul ristretto ma ricco circuito museale. Fra le motivazioni per l’assegnazione del riconoscimento e dei fondi, anche un programma di eventi «in grado di reggersi sulle proprie gambe» dal punto di vista finanziario. «Un risultato straordinario – ha commentato il giovane sindaco Bertinelli, ex libraio con il pallino della filosofia, sorpreso dalla notizia nel bel mezzo di un Consiglio comunale –. L’assegnazione con un così largo anticipo ci consentirà di disporre di undici mesi per prepararci al meglio».

Per la città conosciuta dal largo pubblico soprattutto per il Festival Blues e, dai circoli culturali, per i “Dialoghi sull’uomo”, le aspettative sono per una netta impennata del turismo «di alto livello». «Ho già ricevuto decine di messaggi e un’affettuosa telefonata di congratulazioni del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi. Collaboreremo con lui e con tutti gli amministratori delle altre città candidate», ha sottolineato Bertinelli.

Ora Pistoia sarà conosciuta anche come Capitale della cultura 2017.

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Etruschi Maestri di Scrittura

Etruschi maestri di scrittura a marzo arriva la mostra. Intanto, nasce il concorso letterario per racconti brevi.

Il 2016 sarà un anno molto impegnativo, soprattutto per il Maec che ospiterà, da marzo a luglio la mostra Etruschi maestri di scrittura realizzata assieme al Museo del Louvre e a quello di Lattes/ Montpellier (inaugurazione prevista per il 18 marzo).

Etruschi Maestri di Scrittura
Etruschi Maestri di Scrittura

Caratteristica principale della scrittura degli etruschi è che ad oggi, non è ben compresa, soprattutto per quel che riguarda  i significati specifici delle singole parole, che non presentano parentele accomunabili con lingue antiche più note, alimentando il grande alone di mistero che circonda questa affascinante civiltà.

Presso il sito archeologico di Lattes, a Montpellier, sono state scoperte recentemente delle epigrafi etrusche che testimoniano la presenza stabile di possibili mercanti di origine etrusche in territorio francese; a Cortona invece è stato ritrovato il terzo testo etrusco più lungo mai ritrovato, la cosiddetta Tabula cortonensis. Questi eventi hanno invogliato il Museo del Louvre, il Museo Henri Prades di Lattes, e il MAEC  di Cortona a progettare ed ideare una mostra che ha lo scopo di rendere conto delle ultime ricerche sul tema della scrittura degli etruschi.

TABULA CORTONENSIS
TABULA CORTONENSIS

 Etruschi Maestri di Scrittura conta di oltre 80 reperti etruschi, tra cui le lamine di Pyrgi, la Mummia di Zagabria, mostreranno la diversità delle tecniche e dei supporti della scrittura, ma anche le acquisizioni della ricerca.

Etruschi maestri di scrittura vuole evidenziare tutti questi aspetti, dimostrando, il progredire della ricerca degli studi nella grammatica e nella sintassi, tramite una rilettura o presentazione nuova di molteplici epigrafi, alcune delle quali di assoluta novità.

In attesa della mostra Etruschi maestri di scrittura, che sarà inaugurata il 19 marzo presso il Palazzo Casali di Cortona, uno degli edifici più antichi e ricchi di storia della città, dove, in oltre 2000 mq di spazio espositivo, sono esposti alcuni tra i più straordinari capolavori della civiltà etrusca, Aion Cultura ha ideato, in collaborazione con il Maec, il concorso «ScribiAmo! Narrazioni etrusche». Si tratta di una competizione incentrata su racconti inediti brevi con tema gli etruschi, al fine di giocare sul tema della scrittura degli etruschi e del suo ruolo come mezzo di comunicazione e per promuovere la fantasia di autori esordienti. La partecipazione al concorso è gratuita. Il racconto breve dovrà essere incentrato sull’ interpretazione della cultura, della scrittura e del mondo degli Etruschi. Info su www.cortonamaec.org/novita/foto/concorso_letterario.pdf.

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L’antica città di Cosa pulita dagli “angeli”

Volontari e dipendenti del ministero al lavoro: grazie a loro il sito archeologico della città di Cosa svela altre meraviglie

Volontari all’opera per riportare la città di Cosa, sulla cima del promontorio di Ansedonia, al suo antico splendore. «Siamo agli inizi dell’opera – spiega Maria Angela Turchetti, funzionaria della Soprintendenza – la mole di lavoro è immensa. Sono tredici ettari di terreno ma questo gioco di squadra sta dando già i primi frutti. Il lavoro che stiamo svolgendo nella città di Cosa è una grande dimostrazione di cittadinanza attiva».

Vista da città di Cosa verso la costa di Vulci
Vista da città di Cosa verso la costa di Vulci

Maria Angela Turchetti è entusiasta e soprattutto grata a tutti coloro che le hanno dato una mano nei lavori di ripulitura: «Voglio dire grazie ad ognuno di loro, volontari e dipendenti del Ministero che si sono rimboccati le maniche per riportare la città di Cosa, un nostro gioiello, ai suoi antichi splendori ripulendola dalla vegetazione che in alcuni punti la stava letteralmente inghiottendo».

Ed eccoli, i nomi degli “angeli di Cosa”: Graziano Bannino, l’associazione Odysseus con Antonio Cagnacci e Maria Rita Paffetti, Fabrizio Leoni e Filippo Muneghina. I lavori sono iniziati dal tempio della Concordia. «Siamo partiti da lì – spiega Turchetti – perché abbiamo pensato che la dea della Concordia potesse essere di buon auspicio per l’armonia fra le genti. Ci siamo poi concentrati nell’area intorno all’accesso dell’acropoli per mettere in evidenza il poderoso podio del Capitolium in tutta la sua altezza e splendore e tirar fuori la via processionale che essendo larga nove metri e ancora ben conservata era un peccato fosse inghiottita dalla boscaglia». Zone di Cosa che rivedono la luce dopo anni di oblio sotto la macchia mediterranea che spadroneggiava coprendo alla vista siti di interesse unico.

«Questo primo intervento – dice la funzionaria – ha permesso di evidenziare, anche se ancora da finire, il tratto della fortificazione bizantina dell’acropoli che non si vedeva». Il muro risale a quando l’acropoli era servita come presidio bizantino contro l’avanzata longobarda. «Era invisibile – spiega Turchetti – e il lavoro è perciò partito da un vero e proprio disboscamento, tagliando rami e alberi, per proseguire in un lavoro di rifinitura». La strada è ancora lunga ma la funzionaria è sicura che questa sia la via giusta per ridare alla città di Cosa il suo giusto valore e renderla fruibile in tutte le sue parti al pubblico che con questi lavori e con quelli che verranno potrà vedere siti archeologici mai visti prima. Era dagli scavi dell’Accademia che non veniva fatto un simile intervento. «Una volta pulito – conclude Turchetti – dovremo tutelare il lavoro fatto con una corretta e costante manutenzione».

 

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Strade Bianche 2016 il grande ciclismo a Siena

Strade Bianche 2016 presentata con successo ieri a Milano la “classica” senese. ECCO I PERCORSI. Partenza dalla Fortezza ed arrivo in Piazza del Campo il 5 marzo.

E’ stata definita “la Classica del Nord più a Sud d’Europa”. E’ la Siena Strade Bianche 2016 presentata ieri alla Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. L’evento del ciclismo mondiale, giunta alla sua 10a edizione per gli uomini e alla 2a per le donne ed organizzata da Rcs Sport / LaGazzetta dello Sport, è entrata di diritto tra le classiche più prestigiose del panorama Mondiale: “E’ la quinta corsa tra le più belle delle mondo”, la quinta meraviglia del ciclismo mondiale che quest’anno parlerà interamente senese. La novità, come già svelato nei giorni scorsi dal Corriere di Siena, partirà da Siena con la Fortezza Medicea a fare da baluardo alla partenza delle due corse e Piazza del Campo ad ospitare l’arrivo,come ormai da tradizione, all’ombra della Torre del Mangia.

Strade bianche 2016
Strade bianche 2016

Strade Bianche 2016: Uomini, 176 chilometri

C’era grande curiosità intorno al nuovo percorso. La partenza da Siena e non più da San Gimignano ha portato ad un cambiamento da parte degli organizzatori che sono comunque riusciti a regalare un bellissimo percorso molto mosso e ondulato sia sul piano planimetrico che altimetrico, privo di lunghe salite, ma costellato di strappi più o meno ripidi specie su sterrato. Sono presenti circa 53 km di strade sterrate divise in 9settori. Partenza da Siena (zona Stadio/FortezzaMedicea) primi chilometri ondulati su asfalto per raggiungere al km 11 il primo settore sterrato (2,1km) perfettamente rettilineo sempre in leggerissima ascesa. Pochi chilometri separano dalla prima asperità (in asfalto) del Passo del Rospatoio (km 5 circa quasi al 5%). Si raggiunge quindi Murlo e subito dopo un settore classico (5,5 km, presente dalla prima edizione) altimetricamente meno impegnativo che porta a Buonconvento. Pochi chilometri dopo si affronta la salita di Montalcino la seconda asperità di giornata (4 km – 5%). Dopo Torrenieri, iniziano i tratti 3 (11,9 km) e 4 (8,0km) intervallati da solo 1 km di asfalto, entrambi impegnativi, ondulati, molto nervosi e con parecchie curve e saliscendi.

Strade Bianche 2016 - Percorso Uomini
Strade Bianche 2016 – Percorso Uomini

Strade Bianche 2016: Dalle Crete alle Tolfe

Dopo il secondo passaggio in Buonconvento è posto il rifornimento fisso nella zona di Ponte d’Arbia prima di giungere a Monteroni d’Arbia dove inizia il settore sterrato successivo di San Martino in Grania (9,5km) in mezzo alle crete senesi. Un settore sterrato lungo e con un susseguirsi di leggeri saliscendi nella prima parte per concludersi con una scalata a curvoni per immettersi nuovamente nell’asfalto. A Ponte del Garbo (Asciano) inizia il sesto sterrato di 11,5km (il più impegnativo della corsa), prevalentemente in salita e caratterizzato da notevoli saliscendi tra i quali vanno citati quelli in prossimità di Monte Sante Marie che raggiungono bruscamente sia in salita che in discesa pendenze molto elevate (su brevi distanze). Dopo Castelnuovo Berardenga si incontra un brevissimo sterrato di 300 m in piano prima di affrontare, dopo Monteaperti, il settimo settore di soli 800 m, ma con uno strappo sterrato con pendenze a doppia cifra prima di ritrovare l’asfalto a Vico d’Arbia e superare sempre su asfalto Pieve a Bozzone. Si affronta quindi il penultimo settore (di 2,4 km) sulla strada in salita di Colle Pinzuto (pendenze fino al 15%). Pochi chilometri dopo è posto l’ultimo tratto sterrato (di 1,1 km) con una sequenza di discesa secca seguita dal una ripida risalita (max 18%) che si conclude alle Tolfe. Al termine restano poco più di 12 km all’arrivo a Siena nel Campo.

Strade Bianche 2016
Strade Bianche 2016

Strade Bianche 2016: Donne, 121 chilometri

Sono presenti circa 22 km di strade sterrate divise in 7settori (molti in comune con la corsa maschile). Partenza da Siena (zona Stadio/FortezzaMedicea) primi chilometri ondulati su asfalto per raggiungere al km11 il primo settore sterrato (2,1 km) perfettamente rettilineo sempre in leggerissima ascesa. Pochi chilometri separano dalla prima asperità (in asfalto) del Passo del Rospatoio (km 5 circa quasi al 5%). Si raggiunge quindi Murlo e subito dopo un settore classico (5,5 km, presente dalla prima edizione) altimetricamente meno impegnativo che porta a Buonconvento. Dopo il passaggio in Buonconvento è posto il rifornimento fisso nella zona di Ponte d’Arbia prima di giungere a Monteroni d’Arbia dove inizia il settore sterrato successivo di San Martino in Grania (9,5 km) in mezzo alle crete senesi. Un settore sterrato lungo e con un susseguirsi di leggeri saliscendi nella prima parte per concludersi con una scalata a curvoni per immettersi nuovamente nell’asfalto. Segue un tratto asfaltato con poche difficoltà fino all’abitato di Guistrigona un breve settore di 1 km reimmette nel percorso classico maschile e propone il medesimo impegnativo finale. Dopo Castelnuovo Berardenga si incontra un brevissimo sterrato di 300 m in piano prima di affrontare, dopo Monteaperti, il settimo settore di soli 800 km, ma con uno strappo sterrato con pendenze a doppia cifra prima di ritrovare l’asfalto a Vico d’Arbia e superare sempre su asfalto Pieve a Bozzone. Si affronta quindi il penultimo settore (di 2,4 km) sulla strada in salita di Colle Pinzuto (pendenze fino al 15%). Pochi chilometri dopo è posto l’ultimo tratto sterrato (di 1,1 km) con una sequenza di discesa secca seguita dal una ripida risalita (max 18%) che si conclude alle Tolfe. Al termine restano poco più di 12 km all’arrivo a Siena nel Campo.

Strade Bianche 2016 - Percorso Donne
Strade Bianche 2016 – Percorso Donne

Strade Bianche 2016: Ultimi chilometri

Gli ultimi km si snodano per la prima parte all’esterno dell’abitato di Siena su strade larghe e lunghi rettifili collegati tra loro da ampie curve, prima in discesa e poi in leggera salita fino ai 2km dall’arrivo dove viene imboccata la via Esterna di Fontebranda con pendenze fino al 9%. A 900m dall’arrivo si supera la Porta di Fontebranda e inizia la pavimentazione lastricata. La pendenza supera il 10% fino a raggiungere attorno ai 500 m dall’arrivo, in via Santa Caterina, punte del 16%. Segue una svolta decisa a destra nella via delle Terme e l’immissione in via Banchi di Sotto. Dai 300m la strada è sempre in leggera discesa. Ai 150 m svolta a destra in via Rinaldini. Ai 70m si entra nel Campo, ultimi 30 in discesa al 7%, traguardo pianeggiante.

Strade Bianche
Strade Bianche

Strade Bianche 2016: Weekend di grande ciclismo

Gli appassionati potranno gustare un intero week end all’insegna del Grande Ciclismo, della cultura e del buon cibo. Oltre alle gare dei professionisti, il giorno dopo, domenica 6 marzo, infatti, si svolgerà la Gran Fondo Strade Bianche 2016 che ripercorrerà in buona parte le strade e gli sterri che i Campioni del Pedale calcheranno il giorno prima. Mauro Vegni, direttore area ciclismo di Rcs Sport ha dichiarato entusiasta: “Questa manifestazione sta riscuotendo sempre più successo nell’ambito del ciclismo internazionale. Lo dimostrano sia l’attenzione mostrata dai corridori che dei media che ogni anno vengono a Siena sempre più numerosi e qualificati. Da parte nostra, già dallo scorso anno, abbiamo voluto triplicare proponendo oltre la prova femminile anche la Gran Fondo Strade Bianche. Sono certo che in marzo ci attenderà un week end ricco di sport e spettacolo in uno scenario, unico al mondo, che solo Siena e le sue Crete possono offrire, e che verrà mostrato nei 5 continenti grazie alla distribuzione televisiva con 146 Nazioni. Del resto questa corsa rientra le 5 più belle del mondo”.

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Natale a Siena, tutto quello che devi sapere

Natale a Siena 2015, oltre due mesi di eventi e doppia edizione dell’ormai irrinunciabile “Mercato nel Campo”, al quale parteciperà anche la Nuova Immagine Editrice

Siena si accende con oltre due mesi di eventi per vivere la calda atmosfera delle feste. Dal 1 dicembre al 31 gennaio 2016 la città del Palio apre le sue porte a turisti e cittadini con un ricco cartellone di appuntamenti che unisce arte, musica, gusto, tradizione e tante iniziative “a misura di bambino”. Sta per partire il Natale a Siena. Oltre centocinquanta appuntamenti per vivere la magia delle feste in compagnia di “Tutto il Natale di Siena”, rassegna dedicata alla scoperta della città attraverso itinerari insoliti, aperture straordinarie, musica, mostre e percorsi teatrali.

Natale a Siena
Natale a Siena

Gli eventi del Natale a Siena

L’arte in tutte le sue forme torna protagonista ogni giovedì sera fino al 17 dicembre con Sette note in sette notti” (clicca per scoprire il programma completo della rassegna), un viaggio alla scoperta del Museo Civico, con racconti e aneddoti. Al centro di ogni serata ci sarà la visita guidata di uno dei capolavori del Museo Civico, seguirà la pausa del gusto, dove sarà possibile assaggiare una selezione di etichette del territorio, accompagnata da un prodotto tipico dell’enogastronomia senese. A concludere l’evento, il concerto di musica dal vivo che, ogni giovedì, vedrà alternarsi sul palco gli alunni e i docenti della Fondazione Siena Jazz e dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci.

Appuntamento da non perdere nella splendida cornice di Piazza del Campo, sarà la doppia edizione dello storico Mercato nel Campo di Siena, che andrà in scena nella sua tradizionale veste invernale, sabato 5 e domenica 6 dicembre, con orario continuato, a cui si unisce, per la prima volta, l’edizione primaverile che si svolgerà sabato 2 e domenica 3 aprile 2016. Come nel Trecento, Piazza del Campo, cuore pulsante della città tornerà ad essere, come in uso al tempo della Repubblica di Siena, luogo di commercio e di relazioni sociali. Oltre centoquaranta banchi, allestiti nella suggestiva conchiglia della Città del Palio, metteranno in mostra i migliori prodotti dell’enogastronomia e dell’artigianato locale per dare vita a un appuntamento unico, sulle tracce di quanto avveniva nel Medioevo. Ad animare le due edizioni inoltre saranno visite guidate alla scoperta dei luoghi di consumo e di vendita del passato e un ricco cartellone di degustazioni, attività per bambini e performance dal vivo. Sui banchi i visitatori potranno trovare dai salumi alla pasta fresca; dai formaggi all’olio; dal miele allo zafferano; dai dolci tipici, come i ricciarelli, i cavallucci e il panforte al cioccolato, fino alle mandorle, alle erbe aromatiche, alla frutta e alla verdura di stagione.

Natale a Siena 2015
Natale a Siena 2015

Per gli amanti dell’arte e dell’antiquariato il Mercato propone, tra l’altro, oggetti esclusivi, come i libri e i disegni sull’arte e la storia locale, i manufatti di cartotecnica, oggettistica in vetro fusione, complementi in ferro battuto, bigiotteria in pietre dure e argento e ceramiche artistiche dipinte a mano. Tra i banchi non mancheranno, in vista delle Feste, articoli da regalo, per il presepe e per i decori natalizi. Per chi è a caccia di regali originali, il grande mercato ospita variegate realtà artigianali provenienti da tutta Italia e i più golosi potranno assaggiare i migliori prodotti della tradizione culinaria del nostro Paese. Un vero e proprio tutto nel passato questo Natale a Siena, che porterà i turisti e i cittadini ad osservare dal vivo le lavorazioni a mano, curate dagli artigiani presenti in Piazza del Campo, impiegati nella rilegatura dei libri, nella lavorazione della lana, nella tessitura con gli antichi telai e nel restauro dei mobili.

Nuova Immagine Editrice
Nuova Immagine Editrice

Natale a Siena con la Nuova Immagine Editrice

Anche la Nuova Immagine Editrice sarà presente con le proprie pubblicazioni in occasione del Mercato nel Campo. Questo è reso possibile grazie alla collaborazione con Sienalibri.it che anche quest’anno curerà il Salone degli Editori Senesi. In occasione del Mercato del Campo infatti verrà allestita una tendostruttura all’interno della quale saranno esposti e venduti i libri inerenti a Siena e il suo territorio, viaggi/pellegrinaggi, enogastronoomia e pubblicistica per bambini.

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