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Sator Duomo di Siena

Il mistero del Sator di Siena

Sator: Chiarini indaga storia e significati del “quadrato magico”

Il Sator è, da sempre, un chiodo logico, un cortocircuito, un’ossessione. Un rimando continuo, misterioso,al labirinto, allo specchio, alla croce, allo scendere due volte nello stesso fiume. All’eterno ritorno delle stesse cose. Allo stupore della vita. Parliamo, naturalmente, del noto motto latino Sator Arepo Tenet Opera Rotas che, scritto in righe allineate in una sorta di “quadrato magico”, ci restituisce una frase che può essere letta allo stesso modo da ogni verso

Cinque parole allineate che si possono leggere allo stesso modo da ogni verso Un arcano che da Roma antica si
ritrova in varie parti del mondo
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È dunque un enigma, sia dal punto di vista del contenuto del motto, che della sua forma. Ed uno dei più grandi misteri è che il quadrato magico del Sator è emerso in siti archeologici diversissimi e molto lontani fra loro. Il quadrato del Sator è stato ritrovato in vari scavi di Pompei e di Roma antica e in numerosi siti di antiche città romane di confine, come la latina Corinium, l’attuale Cirencester, in Inghilterra.

Ma è stato ritrovato anche in Egitto e in Mesopotamia. Il motto, dunque, era già molto diffuso e popolare nell’antica Roma, ed aveva di certo un significato di rilievo, immediatamente riconoscibile, data la sua presenza negli elementi di costruzione.

Era forse, il quadrato del Sator, una immagine di un culto del mondo antico?

O un semplice arguto indovinello?

O il riconoscimento di una imprescindibile verità, come quelle frasi che la tradizione vuole che i Sette Sapienti greci avessero scolpito su quadrati simili?

È sicuro, comunque, che il Sator è centrale nel mondo antico. E che diviene poi altrettanto centrale nella tradizione cristiana. Si ritrova infatti nei sotterranei della basilica romana di Santa Maria Maggiore, a Santiago di Compostela, nell’Abbazia di Sermoneta, nella Collegiata di Sant’Orso ad Aosta, e nel Duomo di Siena. E anche in molti altri edifici civili pubblici e privati di età medioevale. In disegni, miniature, immagini e dipinti.

Sator

Ma qual è il significato della frase?

Ad una prima traduzione, il breve testo sembra parlarci di un tal seminatore Arepo che si occupa attentamente della manutenzione dei suoi strumenti di lavoro agricolo. Arepo, però, non sembra nome di derivazione latina. Molti hanno fatto dunque notare che potrebbe avere un altro significato. O numerosi altri. Da qui partono appassionanti lavori di ricerca per diverse ipotesi di traduzione: una delle possibili interpretazioni legherebbe addirittura la frase alla struttura delle costellazioni.

Nel mondo antico, dunque, molteplice poteva essere il significato del Sator. In età cristiana, invece, il Sator sembra essere – anche nella costruzione della frase nel quadrato magico, con Tenet palindromo al centro – un rimando alla figura della Croce. E al Buon Seminatore, Cristo. Che si occupa della semina del mondo.

Nel corso del tempo, il Sator è stato l’oggetto dei richiami più inattesi e inaspettati. Come quello, per sempio, di Johan Sebastian Bach che, parlando del suo modo di comporre, accenna proprio al Sator ed al suo labirinto linguistico come modello che ha sempre seguito.

Paracelso dice che il Sator è sostanzialmente un talismano erotico. Anche Girolamo Cardano lo cita più volte. E ne indica effetti benefici e terapeutici. È uscito di recente un testo che, proprio a partire dalla presenza del motto su un lato esterno del Duomo di Siena, vuole rendere conto e analizzare l’importanza e la centralità del Sator nelle diverse tradizioni culturali.

Il sator si trova sul lato destro del Duomo di Siena

È il volume di Gioachino Chiarini, studioso dell’Università di Siena, “Il Sator e il Duomo di Siena” pubblicato dalla Nuova Immagine Editrice. Chiarini, con le competenze di latinista e di valido studioso del mondo antico, ricostruisce e analizza l’emergenza del quadrato magico in diverse epoche e culture. Le varie traduzioni, i significati. Il seminatore, che dà vita alla terra – dice – è il sole. Il sole, l’ombra. Il sole che danza nel suo cammino. È il sole che scandisce il tempo. Il sole che segna i ritorni. Le possibili traduzioni del motto vengono saggiate e soppesate. Come i motivi per i quali il Sator attraversa i millenni, le estetiche, gli eventi umani. Chiarini lo lega anche alla figura del labirnto nel mondo antico. L’importante ricerca di Chiarini verrà discussa, a Siena, durante la Notte dei ricercatori.

Dal volume nasce infatti una proposta culturale di rilevo. Una proposta di una serie di dialoghi ed incontri dedicati all’immagine del Sator e del labirinto nelle tradizioni culturali, nelle arti visive, nella musica. Fino al Sator informatico. Incontri ed approfondimenti che partono proprio dalla ricerca di Chiarini, che si aprono ad ottobre a Siena. E, a seguire, in altre sedi universitarie italiane

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Bluetrusco 2017

Torna Bluetrusco Dedicato al Vino

MURLO TANTI APPUNTAMENTI NEL FINE SETTIMANA Torna Bluetrusco Epilogo di fine estate dedicato al vino

MURLO da domani a domenica torna Bluetrusco, il festival dedicato al misterioso popolo. E una `coda’ di fine estate che privilegia le produzioni vitivinicole del mondo antico. Saranno tre giorni intensi, con la presenza, accanto ad altri illustri protagonisti, del sottosegretario del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Ilaria Borletti Buitoni. Il programma prevede domani, alle 17, la presentazione del romanzo `I segreti della vita etrusca’, con l’autore Gianfranco Bracci e le letture di Camillo Zangrandi.

Alle 18, Simona Rafanelli, direttrice del museo archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia, parlerà di questa città etrusca, scoperta da un medico. Alle 20, appuntamento al ristorante Bosco della Spina, Lupompesi, con letture del Simposio di Platone a cura di Alessandro
Calonaci voce narrante e Giulio Stracciati accompagnamento musicale; il menù particolarmente ricco, bevande incluse.

Sabato 30 settembre è in programma il convegno, alle 11, su ‘Olivi e viti del paesaggio antico’. Con il sottosegretario Borletti Buitoni, parteciperanno Andreas Steiner, direttore
di Archeo; Andrea Ciacci, direttore del Laboratorio di etruscologia e antichità italiche all’Università di Siena e responsabile del progetto Senarum Vinea ; Andrea Zifferero, docente di Etruscologia e antichità italiche all’Università di Siena); Alessandro Pozzebon,
ricercatore al Dipartimento di ingegneria dell’informazione e scienze matematiche dell’Università di Siena; Paolo Corbini, vicedirettore dell’Associazione nazionale Città del vino; Antonio Balenzano, direttore Associazione nazionale Città dell’olio.

Senarum Vinea al BluEtrusco
Senarum Vinea al BluEtrusco

Coordinamento di Giuseppe Della Fina.

Nel pomeriggio, alle 17, si parlerà di Tarquinia e Veio con Giovanna Bagnasco docente di Etruscologia all’Università di Milano e Maurizio Sannibale direttore del Museo gregoriano etrusco. Alle 19, aperitivo al museo, con letture di Alessandro Calonaci. Domenica primo
ottobre, chiusura in bellezza con il passaggio dell’Eroica nell’arco dell’intera mattinata. Alle
12 arriveranno anche i viaggiatori del Treno Natura.

A seguire, una visita guidata al museo e dimostrazione di tecniche di tessitura antica a cura di Giulia Ciuoli. Gran finale in serata: aperitivo, alle 20, al circolo Arci con una proiezione del video sugli eventi di Bluetrusco, a cura di Fabio Cappelli.

Ci sarà inoltre la presentazione del libro di Luigi Bicchi ‘Il gioco dei nomi’, alla presenza
dell’autore e con le letture di alcuni brani a cura di Alessandro Calonaci (www.bluetrusco.land – 3489002057).

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Presentazione Lo Specchio della Storia

L’11 Ottobre verrà presentato il volume “Lo Specchio della Storia anzi la Storia allo Specchio” di Fabio Bisogni

Mercoledì 11 Ottobre 2017, alle ore 17, presso il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena in via Roma 47 Palazzo San Galgano, si terrà la presentazione del libro “Lo Specchio della Storia anzi la Storia allo Specchio” di Fabio Bisogni ed edito dalla Nuova Immagine Editrice di Siena.

Lo specchio della storia anzi la storia allo specchio
Lo specchio della storia anzi la storia allo specchio

La presentazione sarà a cura di Raffaele Argenziano e Maria Corsi, interverranno Michele Bacci dell’Universität Freiburg/Schweiz e Roberto Rusconi dell’Università degli Studi Roma Tre

Questo volume raccoglie, a dieci anni dalla sua improvvisa scomparsa, una scelta di scritti di Fabio Bisogni. Si vuole così non solo tributare un omaggio alla memoria di uno studioso appassionato e dai numerosi interessi, ma pure riflettere su un approccio di studio attento a leggere significati e motivazioni sottese ad un’immagine, analizzando caratteri stilistici e contenuti figurativi, senza mai perdere di vista le relazioni esistenti con il contesto storico. La convinzione che l’iconografia fosse, secondo la definizione che lui stesso ne aveva dato, «lo specchio della storia, anzi la storia allo specchio» è alla radice della maggior parte dei suoi lavori e il filo conduttore di quelli riuniti in questa raccolta.

Divisi cronologicamente in tre differenti sezioni, che vanno dal tardo Medioevo al Seicento, con alcune incursioni nell’Ottocento, vengono riproposti dei saggi che rispecchiano la varietà di interessi che ha caratterizzato il percorso dei suoi studi. L’ultima sezione del volume è invece dedicata ad un lavoro rimasto incompiuto, legato al ritrovamento di una serie di documenti ottocenteschi, ancora oggi in gran parte inediti e ora qui pubblicati, relativi alla vicenda processuale originata dall’illecita vendita di una tavola con Storie della vita di Cristo, conservata nella chiesa di Badia Ardenga e già all’epoca dei fatti riconosciuta come opera di Guido da Siena.

Invito Presentazione Lo specchio della storia anzi la storia allo specchio
Invito Presentazione Lo specchio della storia anzi la storia allo specchio

 

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Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine

Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine, il nuovo libro per bambini con le Illustrazioni di Elena P. e i testi di Raffaele Moretti edito dalla Nuova Immagine Editrice di Siena

Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine

Se si passa il tempo a fare cose serie (talvolta anche un po’ noiose), riservandosi ogni giorno qualche ora per stare nel Mondo delle Figurine, quando si è là è facile lasciarsi andare all’improvvisazione.

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Così l’Illustratrice, subito accortasi della naturale tendenza a favorire il suo lato infantile, ha chiesto aiuto al Narratore per ristabilire un po’ d’ordine e di serietà.

Sebbene il ruolo del Narratore preveda per contratto queste mansioni, non c’è stato modo: costui, oltre a distribuire i tempi della storia a suo piacimento, ha capeggiato le scorribande immaginarie tra le opere con i pupazzetti, componendo per loro piccole filastrocche in tre lingue e talvolta accompagnandole con la chitarra.

Per vedere gli altri libri di Elena P. clicca qui

C’è stata allora una riunione del Comitato di Redazione del Mondo delle Figurine, nel corso della quale Illustratrice e Narratore hanno concordemente stabilito di lasciare ai cataloghi scientifici gli argomenti seri e le complesse cronologie riguardanti l’opera del grande pittore senese Ambrogio Lorenzetti, riservando per sé solo la fantasia (in effetti la loro comune voglia di divertirsi li fa sembrare a volte quasi parenti).

L’Editrice si è dichiarata d’accordo, dicendo solo “Gioco anch’io”; il suo inseparabile barboncino (detto Piccolo Bianco) ha aggiunto “Buufff”, da intendersi come “Allora anch’io”.

Ed è stato piacevolissimo, perché giocare un po’ non fa mai male!

Questo libriccino si rivolge a:

  • bambini fantasiosi (è la loro natura);
  • ragazzi fantasiosi e non solo elettronici;
  • adulti di ogni genere e dimensione, purché fantasiosi e poco noiosi, compresi gli storici dell’arte fantasiosi. Insomma, quasi a tutti.

P.S. L’ambientazione è Siena, città di Ambrogio Lorenzetti.

Scheda del Libro Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine:

  • Autore: Illustrazioni di Elena P. e testi di Raffaele Moretti
  • Anno: 2017
  • Formato: 23×21
  • Pagine: 72
  • ISBN: 9788 8 7145 368 2
  • Prezzo 12,00€

Copertina di Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine

Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle figurine Illustrazioni di Elena P e testi di Raffaele Moretti
Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle figurine
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La Grande Guerra in Provincia oggi la presentazione

Oggi all’Accademia dei Rozzi la presentazione del volume “ La grande guerra in provincia ” curato da Giacomo Zanibelli edito dalla Nuova Immagine Editrice.

Questa sera, alle ore 17.30, presso la “Sala degli Specchi” dell’Accademia dei Rozzi si terrà la presentazione ufficiale del libro ” La Grande Guerra in provincia. Comunità locali e fronte interno:  fonti  e studi su società e conflitto” curato da Giacomo Zanibelli ed edito da Nuova Immagine Editrice.

L’Accademia dei Rozzi si rese disponibile a presentare i lavori del convegno internazionale sulla Grande Guerra in provincia tenutosi a Siena nel corso del 2015 e che aveva avuto come protagonisti la stessa Accademia e la rivista “Progressus“.  Un progetto di ricerca che ha visto impegnati ricercatori provenienti dalle diverse realtà della penisola e che si colloca come pubblicazione pionieristica all’interno del dibattito storiografico.

Nel volume “La Grande Guerra ” è presente anche una sessione specifica dedicata a Siena che non vuole essere un punto di arrivo ma offrire nuovi spunti di riflessione per future indagini di natura quantitativa e qualitativa.

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Presenterà il  volume il noto storico Paolo Gheda dell’Università della Valle d’Aosta, da qualche tempo nuovo direttore scientifico di Progressus.

Il nuovo corso editoriale inaugurato da Gheda mira a far acquisire alla rivista un ruolo ancora più significativo nel panorama internazionale. Tra le novità preme segnalare che a partire dal primo numero del 2017 la rivista uscirà anche in formato cartaceo grazie alla sinergia con la Fondazione Bianca Piccolomini Clementini Onlus di Siena.

L’obiettivo di “Progressus” è quello di porre sempre maggiore attenzione verso fenomeni storiografici di frontiera come la Public History e la storia locale (intesa come elemento sintomatico per indagini di più ampio respiro).

La rivista, nata grazie all’intraprendenza dell’editrice Laura Neri (Nuova Immagine Editrice), sta cercando di sviluppare progetti innovativi e  sperimentali tra i quali rientra sicuramente anche l’interessante e puntuale pubblicazione sulla Grande Guerra.

La Grande Guerra in Provincia sarà presentato all'Accademia dei Rozzi
La Grande Guerra in Provincia sarà presentato all’Accademia dei Rozzi
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Presentazione La Grande Guerra in Provincia

Giovedì 8 Giugno, alle ore 18, presso la Libreria Senese ci sarà la presentazione del volume ” La Grande Guerra in Provincia”

 

La Grande Guerra in Provincia – Comunità locali e fronte interno: fonti e studi su società e conflitto” edito dalla Nuova Immagine Editrice, a cura di Giacomo Zanibelli sarà presentato giovedì 8 Giugno alla Libreria Senese di via di città alle ore 18; interverranno Giovanni Mazzini e Paolo Gheda, sarà presente il curatore.

Presentazione La Grande Guerra in Provincia

Maggiori informazioni sul libro

COLLANA STORICA NUOVA SERIE – 1
Come la storiografia ha già ampiamente evidenziato, la Grande Guerra fu molto di più di quella combattuta in trincea. La definizione stessa di fronte interno rimanda del resto a un concetto della guerra in cui nessuno, neppure chi rimane lontano dai combattimenti, può e deve ritenersi esonerato dallo sforzo comune che la contingenza bellica richiede.
In questo senso anche la prima guerra mondiale fu innegabilmente esperienza totalizzante. Ed è proprio sul tema del “fronte interno” che, si ritiene, molto rimane ancora da dire. Partendo dal presupposto che la comprensione del conflitto non può e non deve limitarsi alla dimensione combattuta della guerra, nei suoi protagonisti e nei suoi territori.
Ne uscirebbe infatti una visione parziale, che finirebbe per escludere tutti coloro che, pur non essendo mai entrati materialmente in contatto con il conflitto, ne pagarono ugualmente le conseguenze sul loro vissuto quotidiano, e tutti quei territori che, pur non avendo conosciuto distruzioni, invasioni, campi di battaglia, non per questo mancarono di mostrare le proprie “macerie”.
Due i punti di osservazione privilegiati da cui ci si propone di approfondire il tema del fronte interno italiano. La dimensione locale, che indagando con una sorta di lente di ingrandimento in che modo comunità e territori affrontarono il trauma del conflitto, permette di aggiungere tessere ancora mancanti alla ricostruzione storiografica sulla Grande Guerra.


Non dunque una deriva localistica ma un’attenzione nuova a tutti quegli aspetti che fecero delle comunità e dei territori le cellule primarie attraverso i quali l’esperienza bellica venne filtrata a livello più alto. La “provincia”, dunque deve essere vista come un angolo di lettura privilegiato per aggiungere un nuovo tassello al quadro della reazione della società italiana al conflitto.
In secondo luogo, la dimensione “umana”. Tanto si è parlato del paese in guerra, del paese mobilitato. Ma la guerra la fecero soprattutto gli uomini; quelli al fronte, ovviamente, prima di tutto. Ma anche tutti coloro che rimasero, o che tornarono. La guerra la fecero anche, a modo loro, le donne e i bambini, gli uomini delle fabbriche mobilitate, industriali e operai, i contadini nelle campagne, ma anche coloro che si trovarono a gestire l’emergenza bellica dai loro posti di potere.
Ognuno di loro, da posizioni diverse e con sacrifici senza dubbio imparagonabili, si trovò comunque a dover rivedere la propria esistenza sulla base delle esigenze imposte dal conflitto. La storia della Grande Guerra in Italia come storia di “persone”, dunque; risucchiati negli ingranaggi di una mobilitazione civile che non fu meno dura di quella militare.

 

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Presentazione ” Laggiù nel profondo “

Venerdì 5 Maggio, alle 17.30, presentazione del libro Laggiù nel Profondo alla Libreria Mondadori di Siena.

Venerdì 5 maggio, alle ore 17.30 presso la Libreria Mondadori di Siena ci sarà la presentazione del libro “ Laggiù nel profondo – Mondo Letterario e mondo psicoanalitico in Lehane, McCarthy, Schnitzler, Serrano, Tobino” di Andrea Marzi e Francesco Ricci edito dalla Nuova Immagine Editrice; alla presentazione saranno presenti gli autori ed interverrà Mariangela Colella.

Per conoscere le altre opere di Francesco Ricci clicca qui

Laggiù nel Profondo – Cinque romanzi (Shutter Island, La strada, Fuga nelle tenebre, Dieci donne, Le libere donne di Magliano). Cinque scrittori (Lehane, McCarthty, Schnitzler, Serrano, Tobino). Cinque maestri di stile. Ad accomunarli è la capacità di cogliere e di mostrare il fondo della coscienza dei loro personaggi,  fondo melmoso e oscuro, tra le cui pieghe crescono i fiori del male, che avvelenano l’esistenza e i rapporti interpersonali, e dove deflagra il conflitto tra le energie vitali e creative e la distruttività auto ed etero diretta. Uno psicoanalista, Andrea Marzi, e un critico letterario, Francesco Ricci, conducono per mano il lettore, movendo ciascuno dal proprio ambito di competenza, a confrontarsi con questi cinque classici della letteratura novecentesca e contemporanea, che hanno saputo raccontare con grande sensibilità le angosce, le inquietudini, i tormenti dell’uomo moderno.

 

 

Andrea Marzi, psichiatra, psicoanalista, dottore di ricerca in deontologia ed etica medica, è membro ordinario della SPI e dell’IPA, in cui svolge incarichi a carattere nazionale e internazionale, tra cui redattore della Rivista di Psicoanalisi.  È stato docente di Psicologia dello Sviluppo presso l’Università di Siena, città dove vive e lavora. Tra i suoi lavori più recenti: Realtà psichica e fantasia sociale nella relazione analitica. Spunti clinici sull’aziendalismo interno (2012), Psicoanalisi, Identità e Internet (di cui è è curatore, Milano, Franco Angeli, 2013), Psychoanalysis, Identity and the Internet. Explorations into cyberspace (London, Karnac, 2016), Postmoderno. Un post da decifrare (con altri autori, Siena, Becarelli, 2016).

 

Francesco Ricci (Firenze 1965) è docente di letteratura italiana e latina presso il liceo classico “E.S. Piccolomini”di Siena, città dove risiede. È autore di numerosi saggi di critica letteraria, dedicati in particolare al Quattrocento (latino e volgare) e al Novecento, tra i quali ricordiamo: Il Nulla e la Luce. Profili letterari di poeti italiani del Novecento (Siena, Cantagalli 2002), Alle origini della letteratura sulle corti: il De curialium miseriis di Enea Silvio Piccolomini (Siena, Accademia Senese degli Intronati 2006), Amori novecenteschi. Saggi su Cardarelli, Sbarbaro, Pavese, Bertolucci (Civitella in Val di Chiana, Zona 2011), Anime nude. Finzioni e interpretazioni intorno a 10 poeti del Novecento, scritto con lo psicologo Silvio Ciappi (Firenze, Mauro Pagliai 2011), Un inverno in versi (Siena, Becarelli, 2013), Da ogni dove e in nessun luogo (Siena, Becarelli, 2014), Occhi belli di luce (Siena, Nuova Immagine Editrice, 2014), Tre donne. Anna Achmatova, Alda Merini, Antonia Pozzi (Siena, Nuova Immagine Editrice, 2015), Pier Paolo, un figlio, un fratello (Siena, Nuova Immagine, 2016). Inoltre, ha scritto il capitolo dedicato alla letteratura per il volume collettaneo interdisciplinare Il Postmoderno (Siena, Becarelli, 2015).

Informazioni Utili
Laggiù nel profondo –  Mondo letterario e mondo psicoanalitico  in Lehane, McCarthy, Schnitzler, Serrano, Tobino
Francesco Ricci – Andrea Marzi
Libreria Mondadori – Via Montanini – Siena
Ore 17.30.

 

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Siena e il Vino Etrusco

A Siena si moltiplicano i progetti di ricerca sulla viticoltura antica: e presto si potranno gustare le fragranze sprigionate dai calici colmi di vino etrusco

Tutto è iniziato nel 2004 da tre interrogativi: si può studiare l’ambiente con una prospettiva di ricerca storica, che aiuti a fissarne i caratteri e ne colga al tempo stesso i momenti evolutivi?

Si può interpretare l’attuale assetto dell’ambiente anche con gli strumenti dell’archeologia?

Si può, infine, pensare a forme di valorizzazione dell’ambiente che si ispirino all’evoluzione storica dei paesaggio e ai condizionamenti imposti dall’azione persistente dell’uomo sulle risorse naturali, per trarne alimenti utili alla sopravvivenza?

L’obiettivo della ricerca diventava, insieme al sito archeologico indagato con lo scavo, anche il contesto vegetale circostante, nel quale recuperare brandelli di paesaggio antico ancora nascosti.

vigna del chianti

Alla ricerca della vite selvatica per arrivare al vino etrusco

Cosí è nato il Progetto VINUM (il termine etrusco indicante la bevanda), con il suo postulato iniziale: “Al pari delle tracce lasciate dalle attività umane, anche l’ambiente può offrire nella vegetazione attuale forme di domesticazione delle viti selvatiche o, al contrario, forme di rinselvatichimento delle antiche viti domestiche”.

In tre anni di lavoro, il Progetto ha tracciato un solco metodologico centrato sull’analisi di quelle popolazioni di vite selvatica (Vitis vinifera ssp. sylvestris) presenti in prossimità di siti di carattere produttivo, soprattutto etruschi e romani, che mantenessero resti quali vinaccioli, impianti di spremitura e/o contenitori per la fermentazione, la conservazione e il trasporto del vino.

Botanici e biologi molecolari sono diventati i compagni di viaggio degli archeologi per approfondire i caratteri ampelografici e genetici di queste popolazioni, utili per verificarne i rapporti con i vitigni attuali.

Sono cosí emerse, per la prima volta, le differenze genetiche tra le viti selvatiche campionate in prossimità dei siti archeologici e quelle censite lontano da essi: un indizio di domesticazione a opera delle comunità antiche, impresso nel germoplasma di piante un tempo coltivate e ancora presente nelle popolazioni oggi selvatiche.

La cronologia della domesticazione coincide con quella dei sito, la cui comunità ha curato lo sviluppo delle piante spesso per lungo tempo e in forma diversa.

Vino Etrusco
Vino Etrusco

Il ProgettoVINUM ha fatto inoltre progredire la caratterizzazione storica dei vitigni, attraverso il sequenziamento del germoplasma della vite coltivata, per far emergere rapporti di similarità genetica tra i vitigni dell’area mediterranea e con l’analisi della circolazione varietale, rispetto all’attuale distribuzione geografica.

Una circolazione molto antica, che spesso risale alla fondazione delle colonie greche nell’Italia meridionale e nella Sicilia: i coloni recavano dalla madrepatria semi e talee dei tre prodotti tipici della policoltura mediterranea, i cereali, la vite e l’olivo.

II successivo Progetto ArcheoVino, realizzato a Scansano nella Maremma grossetana, per scoprire il vino etrusco ha messo in luce un’importante area di domesticazione della vite tra la media e bassa Valle dell’Albegna: la documentazione archeologica (fornaci di anfore da trasporto e relitti di navi onerarie provenienti dall’area in questione rinvenuti tra l’AltoTirreno e il Mar Ligure) qualifica il comparto come grande produttore di vino durante il periodo etrusco e romano, una sorta di Chianti dell’antichità.

La Valle dell’Albegna costituisce inoltre uno dei punti di arrivo del vitigno Sangiovese in Etruria, nel suo viaggio verso nord, iniziato dalla Calabria e dalla Sicilia.

ArcheoVino
ArcheoVino

Anche il paesaggio vitato della città di Siena e della fascia suburbana è stato esplorato, con l’intenzione di recuperare in parte l’antico legame tra la città, la vite e il vino ben illustrato nell’affresco del Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti.

Il Progetto Senarum Vinea (del quale vi invitiamo a leggere il libro a questo link), ancora in corso, è incentrato sui vitigni a rischio di estinzione e di antico radicamento nel territorio, sparsi tra i conventi e negli orti urbani e le forme tradizionali della viticoltura senese, quali spalliere e alberate di derivazione etrusca, con i sostegni (testucchi) formati da aceri campestri a sviluppo orizzontale per l’appoggio dei tralci.

Senarum Vinea
Senarum Vinea

II lavoro interdisciplinare degli archeologi con botanici e biologi è ricco di implicazioni utili al progresso delle discipline e alla realizzazione di nuove ricerche, come il Progetto Farfalla, finanziato nel 2015 dalla Regione Toscana e condiviso dalle tre Università di Siena, Pisa e Firenze con aziende, consorzi e associazioni di produttori.

L’assunto è che occorra individuare una nuova chiave competitiva per le imprese del territorio toscano e per i singoli comparti rurali, in grado di creare valore aggiunto nel mercato dei prodotti agro-alimentari e dei prodotti turistici.

Una strategia competitiva, in grado di contrastare le forme di globalizzazione, è tale se riesce a esprimere un valore di «unicità» da proporre sul mercato: il Progetto Farfalla ha identificato tale valore dell’ancoraggio storico-archeologico dei prodotti agro-alimentari con il territorio, ponendo particolare attenzione ai caratteri dei paesaggi agrari di età etrusca e romana.

Uno degli obiettivi, costruito con economisti e ingegneri dell’informazione, è la messa in atto di un modello organizzativo che connetta piú strettamente le risorse culturali, in particolare storico-archeologiche, ai prodotti dell’agricoltura per costruire itinerari di valorizzazione e certificarne l’effettiva specificità, con una menzione aggiuntiva di identità storica, da associare al vigente sistema di certificazioni.

Vino Etrusco a Siena
Vino Etrusco a Siena

Sall’archeologia all’enologia: scoperta del Vino Etrusco

Tali azioni congiunte tra diverse discipline stanno portando al trasferimento dei risultati al mondo della produzione e della trasformazione alimentare: i vigneti sperimentali allestiti a Siena con i vitigni recuperati dal Progetto Senarum Vinea e piantati con la tecnica medievale ad alberello -documentata nel Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti e a Scansano presso il sito etrusco di Ghiaccio Forte -, con le viti selvatiche a riprodurre l’alberata etrusca e la tecnica romana a paio secco, sono oggi la prova vivente del tentativo, per dirla con Duccio Balestracci, di «far partecipare anche le papille gustative alla conoscenza della storia».

Con le viti senesi è infatti auspicabile la produzione di un vino dal gusto medievale, mentre con quelle maremmane l’intento è la riproposizione di un vino etrusco.

Articolo tratto dalla rivista Archeo a firma Andrea Ciacci e Andrea Zifferero

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I Colori di Siena di Elena Matteuzzi

I Colori di Siena – Gli intonaci decorati del centro storico

L’immagine tradizionale di Siena è una città di mattoni. Ma non è sempre stato così, perché fin dal Medioevo fu anzi assai colorata. Soprattutto a partire dal ‘700 si diffusero infatti capillarmente le facciate con elementi decorativi in stucco o dipinti a trompe l’oeil: intonaci a imitazione di muri in pietra o mattoni, motivi geometrici o figurativi, membrature architettoniche e perfino intere rappresentazioni di porte e finestre.

 

I Colori di Siena - particolare della copertina
I Colori di Siena – particolare della copertina

I Colori di Siena ci guida alla scoperta di questo mondo ormai sbiadito: sintetizza il contesto storico, illustra gli aspetti stilistici e spiega i lati tecnici. Ritrovare i colori perduti di Siena è infatti un preciso dovere culturale e anche l’obiettivo di questo lavoro, perché un aspetto poco noto della città – di straordinario valore storico e testimoniale – merita di essere conosciuto e salvato.

Come tutte le città, Siena è una città di colori. E più si va indietro nella storia, più colorato appare il suo volto. A Siena resta nei secoli alta la sensibilità per l’importanza dei colori nel paesaggio urbano, come dimostrano ad esempio i concorsi sostenuti dal Monte dei Paschi di Siena nei primi anni del Novecento per il restauro delle facciate nei quartieri degradati.

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Esempio dei Colori di Siena
Esempio dei Colori di Siena

Elena Matteuzzi, con il suo meticoloso lavoro su I colori di Siena, continua questa tradizione. Il materiale che ha sotto le mani lo illustra da più punti di vista: sintetizza il contesto storico, riassume gli aspetti tipologici e morfologici e spiega i lati tecnici. Così, con grande impegno e amore, ci porta a scoprire una ricchezza spesso dimenticata, sottovalutata e maltenuta.

Perlustrando il centro storico di Siena, l’Autrice individua centinaia di facciate dipinte, spesso degradate o addirittura ormai scomparse (il lavoro di ricognizione è stato infatti eseguito nell’ottobre 2006), che meritano attenzione perché fanno parte di una Siena poco percepita e dal volto classicista, che dal punto di vista stilistico ha ben poco a che fare con la Città gotica

Scheda del Libro
I colori di Siena - Gli intonaci decorati del centro storico
I colori di Siena – Gli intonaci decorati del centro storico
  • Autore: Elena Matteuzzi
  • Anno: 2016
  • Formato: 17×24
  • Pagine: 112
  • ISBN: 97888 7145 360 6

PREZZO:  20,00 €

Conosciamo meglio l’autore di I Colori di Siena

Elena Matteuzzi, nata a Bologna nel 1981, si è laureata a Ferrara in architettura nel 2007 con una tesi in Restauro dei Monumenti da cui è tratto questo lavoro. Particolarmente interessata allo studio, restauro e miglioramento sismico dell’edilizia storica e tradizionale, svolge la professione di architetto come freelance, a cui affianca l’attività di pubblicistica per alcune riviste di architettura, design e tutela dei beni culturali.

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Cartazucchero, libri e caffè in Camollia

Cartazucchero è l’esaltante sfida di due umaniste a caccia di “nicchie”. Una libreria dove poter sorseggiare un caffè e leggere un buon libro; magari proprio un nostro libro!

Là dove un tempo c’era un salumiere, hanno montato personalmente 72 librerie, intese come scaffali su cui esporre la merce del caso. Non solo: hanno “studiato” da bariste, prestando un occhio particolare a tè e caffè nelle lorotante, possibili sfaccettature.

Libreria Caffetteria Cartazucchero
Libreria Caffetteria Cartazucchero

E soprattutto, hanno puntato – anzi: rilanciato – su un tipo di proposta al pubblico che Siena aveva un po’ già assaggiato, ma anche già bruciato. Quella di Maddalena ed Elisabetta è la versione 2.0(14) di una vocazione che è di base umanistica e che per far tornare i conti aveva già indossato una veste commerciale.

http://www.cartazucchero.it/

Si chiama Cartazucchero, questa versione: da un paio d’anni si affaccia sulla parte bassa di via Camollia, dopo essersi cambiata d’abito nel tragitto da via delle Terme. Nei cinque anni precedenti infatti gestivano la Libreria Ancilli, un punto vendita di libri esclusivamente antichi o usati. “Il contesto generale diventato più critico ci aveva messo di fronte a una scelta: lasciare, o raddoppiare – raccontano – prevalse la seconda opzione, motivandoci a voltare pagina fare uno scatto in avanti”.

cartazucchero bar

Un cambio di insegna, di concept e conseguentemente anche di indirizzo per Cartazucchero: perché l’idea è quella di abbinare il banco bar agli scaffali dei libri, e nel cuore del centro (tecnicamente detta zona 1) non ci sono licenze disponibili per farlo. Si presta allo scopo di Cartazzucchero un fondo commerciale sui 100 metri quadri, in disuso da decenni. E qui due anni or sono prende forma quello che ad oggi è l’esempio più longevo di libreria caffetteria dentro le mura cittadine, guardando a tipi di clientela anche molto diversi tra loro, con l’ambizione di incrociarne gusti e scelte di consumo.

“Una sfida importante che tutt’ora stiamo combattendo – spiega Maddalena – La parte più impegnativa del nostro lavoro è proprio far comprendere a pieno il nostro assortimento”.

Cosa c’è di tanto difficile?
“Intanto una mentalità di partenza, quella italiana, che è ancora poco abituata all’idea del negozio misto. Lo dimostra il comportamento diverso della clientela straniera, molto più disinibita a sfogliare uno dei libri esposti mentre prende un aperitivo, o viceversa. A questo aggiungiamo la forte presenza di reminders o libri fuori catalogo nella nostra offerta, impronta della precedente libreria che in una parte di pubblico ancora non digerisce; a fronte di chi, per contro, viene da noi soprattutto per quello”.

Non avete investito su un negozio “chiavi in mano”, insomma…
“No. Eravamo e siamo consapevoli dell’impegno che richiede questa scelta. I lettori in Italia sono già una nicchia, gli amanti del libro d’annata una nicchia della nicchia e quelli che amano leggere al tavolino di un bar un’altra nicchia ancora, da far venire allo scoperto. Abbiamo puntato sulla possibilità di distinguerci, convinti che nel mondo social di oggi distinguersi può fare la differenza”.

Cartazucchero interno
Cartazucchero interno

A proposito: internet per voi è un nemico?
“No. Lo usiamo non solo per far conoscere il negozio e le nostre iniziative, ma anche direttamente per vendere: capita anche con gente che magari abita a qualche chilometro da qui. Il nostro vero nemico sono i libri nuovi venduti a forte sconto nei supermercati”.

E quanto conta il banco bar inquesto locale?
“Conta poco per chi va al bar solo per far colazione di prima mattina, anche perché noi apriamo dalle 10 alle 19.30. Conta abbastanza per chi ha tempo e piacere di indugiare qualche minuto in più, assaporando in modo meno distratto ciò che consuma: l’assortimento di tè in foglia che facciamo vedere e odorare prima della scelta. La frutta fresca che usiamo per frappe o frullati. I caffè dal mondo: ogni giorno ne proponiamo due diversi, 100% arabica e 100% robusta, in questi giorni ad esempio un “indiano monsonato” e un “monte everest”. E’ l’effetto di una collaborazione con una piccola torrefazione artigianale di Firenze, la Mokaflor, che ci ha aiutato molto per costruire la nostra idea di locale”.

C’è spazio per i libri a Siena? Cosa scelgono i vostri clienti?
“I gusti variano molto, fatti salvi i classici del Novecento italiano che non conoscono mai flessioni. La città ha una tradizione culturale che presupporrebbe un’attenzione sempre alta per il libro, considerando quel che avviene anche altrove; a noi ad esempio piacerebbe esporre qualcosa all’esterno,ma il suolo pubblico è riservato ai pubblici esercizi. Allora ci concentriamo su chi sceglie di entrare dentro, e quando c’è una faccia nuova che si guarda intorno incuriosita, ordina un prosecco e si mette a sfogliare un libro, la gratificazione è massima”.

Da Cartazzucchero in Camollia potrete trovare anche i libri della Nuova Immagine Editrice.

 

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