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Fanum Voltumnae, il Luogo Celeste

Prenderà il via a luglio una nuova campagna di scavi in quello che viene identificato come il Fanum Voltumnae

Sul Campo della Fiera sono all’opera studenti di atenei italiani e stranieri per apprendere le tecniche di indagine archeologica, rilievo e classificazione dei materiali e per consentire il completamento dello scavo. Le ricerche archeologiche, condotte su concessione ministeriale dall’Università di Perugia e dirette da Simonetta Stopponi, fanno parte di un progetto che vede in campo a vario titolo Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, Comune di Orvieto, Opera del Duomo di Orvieto, Protezione civile.

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Scavare in Sicurezza
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Negli ultimi anni, in particolare, alcune attività sono indirizzate anche verso la valorizzazione dell’area ai fini di una migliore fruibilità delle evidenze archeologiche. Prenderà il via a luglio, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, nell’area archeologica di Campo della Fiera, una nuova campagna di scavi in quello che viene identificato come il Fanum Voltumnae , il celebre santuario federale noto agli etruschi come “luogo celeste”; mentre ad agosto si presume ritorni “Sotto il cielo degli Etruschi. Notte bianca al Fanum Voltumnae”, con la suggestiva e imperdibile visita guidata notturna durante la campagna. Di notevole interesse, i risultati finora ottenuti che documentano l’importanza storica di un luogo che dal VI secolo a.C. fu sede del santuario federale etrusco e venne ristrutturato in epoca romana, per poi continuare a vivere in epoca cristiana e medievale. La funzione di luogo sacro ebbe dunque lunghissima vita e perdurò per circa 2000 anni, fino alla Peste Nera del 1348. Negli scorsi anni i lavori hanno portato alla luce strutture di edifici sacri etruschi, depositi votivi con frammenti di statue, ceramiche greche offerte al santuario Fanum Voltumnae, mosaici romani e tombe cristiane. Alcuni tra i più importanti materiali sono esposti presso il Museo archeologico nazionale di Orvieto. Fra questi reperti emerge la base di una statua con iscrizione dedicatoria che rivela il suggestivo nome con cui gli Etruschi chiamavano il sito Fanum Voltumnae, ovvero luogo celeste. Da non perdere infine la visita al Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano. In collaborazione fra loro, otto Comuni dell’ambito orvietano (Allerona, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Montegabbione, Orvieto, Parrano, Porano, San Venanzo), unitamente alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, alla Regione Umbria ed alla Provincia di Terni, hanno da tempo progettato il cosiddetto Paao, organismo che ha lo scopo di tutelare, valorizzare e gestire l’immenso patrimonio storico-archeologico e paesaggistico-ambientale che caratterizza l’intera area del comprensorio.

Fanum Voltumnae
Fanum Voltumnae

“Una vasta area spazialmente omogenea – spiega il direttore Claudio Bizzarri – caratterizzata anche da peculiarità proprie e suscettibile di essere rapidamente integrata con nuove adesioni utili per la messa a rete di un ampio distretto. Dal punto di vista ambientale si passa dal comparto d’origine vulcanica del quale la rupe d’Orvieto ne rappresenta la massima espressione, alle alture del massiccio del Monte Peglia, connotate da calcari incisi da profonde forre. Il carico culturale che il territorio si porta appresso è veramente infinito, dato l’interesse che il Paao dedica anche a tutte quelle forme che compongono una variegatissima e ricchissima realtà storica”. In cima a tutto, la valorizzazione dei beni mobili ed immobili e delle aree aventi valore archeologico, storico, artistico, ambientale.

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Magica Etruria – Orvieto e Perugia di Mario Bizzarri

Magica Etruria - Orvieto e Bolsena
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Orvieto e Bolsena di George Dennis, a cura di Giuseppe M. della Fina

Orvieto e Bolsena - Città e Necropoli d'Etruria
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Nell’attesa, i riflettori sono puntati sul sito archeologico di Coriglia, da cui affiorano nuove importanti scoperte. Il Paao, d’intesa con il St Anselm College, l’Institute for Mediterranean Archaeology e il Comune di Castel Viscardo organizza per domani alle 18 una visita guidata al sito. I risultati della campagna di scavo saranno illustrati, invece, alle 21.30 in piazza dello Statuto, a Monterubiaglio, dai codirettori dello scavo Claudio Bizzarri e David B. George. Due, intanto, le iniziative che arrivano a conclusione del programma estivo della University of Arizona presso il Centro studi città di Orvieto. Si tratta del progetto di collaborazione fra due studiosi di letteratura italiana e un artista visivo che viene presentato oggi alle 18.30 al palazzo dei Sette da Fabian Alfie e Aileen A.Feng. “I due docenti di letteratura medievale e rinascimentale – anticipa Bizzarri -hanno curato la prima edizione in lingua inglese delle opere del poeta e barbiere Domenico di Giovanni, detto il  Burchiello, vissuto dal 1404 al 1449, i cui versi sono portati a modello della poesia comica. Valore aggiunto dell’iniziativa è la mostra di acqueforti e disegni dell’artista David Christiana, sempre dell’University of Arizona e direttore della Scuola d’Arte che ha tradotto visivamente le suggestioni linguistiche del Burchiello”. La mostra sarà visitabile fino a venerdì, in occasione della presentazione degli elaborati realizzati dagli studenti, alcuni dei quali verranno selezionati per poi promuovere il programma“Arizona in Italy” e la città di Orvieto.

 

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