Archivi tag: etruscologia

Celebrazioni Etrusche in Val di Cornia

Celebrazioni Etrusche : Parchi e Musei della Val di Cornia, un’estate di eventi

Un ricco calendario di eventi, iniziative e appuntamenti fissi tra natura e archeologia arricchiscono l’offerta dell’estate 2016 nei Parchi e Musei della Val di Cornia. Tra i principali appuntamenti in calendario troviamo le iniziative proposte in occasione delle Celebrazioni Etrusche previste dal Consiglio Regionale della Toscana nel periodo compreso tra sabato 20 agosto e domenica 4 settembre 2016.

Nello specifico i Parchi e Musei della Val di Cornia presentano un calendario che spazia dalle passeggiate trekking ai laboratori archeologici, dalle conferenze alle proiezioni cinematografiche.

Celebrazioni Etrusche in Val di Cornia
Celebrazioni Etrusche in Val di Cornia

Si inizia martedì 23 agosto al Parco di Baratti – installazione Turuscia, con la conferenza a cura di Andrea Camilli (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno).

Venerdì 26 agosto la scena si sposta sul Museo archeologico del Territorio di Populonia, nel cuore del centro storico di Piombino, con “Gli Etruschi per gioco”, una serata per grandi e piccini dedicata alla scoperta del mondo degli Etruschi con laboratori didattici e proiezioni video.

Sabato 27 agosto si torna nel Parco archeologico di Baratti e Populonia per una mattinata di trekking alla scoperta degli “Etruschi di Populonia” da trascorrere nella natura, alla scoperta dell’antica città di Populonia, unica città etrusca fondata sul mare. II ritrovo è previsto alle ore 9.00 al Parco archeologico di Baratti e Populonia (ingresso necropoli).

Inoltre, per tutto il mese di agosto, si susseguiranno serate e appuntamenti speciali nei Parchi e Musei.

Per consultare l’intero calendario sulle Celebrazioni Etrusche in Val di Cornia e verificare orari e date visitate il sito www.parchivaldicornia.it

Info e prenotazioni: tel. 0565 226445

Per saperne di più sul misterioso mondo degli Etruschi non perdete gli articoli pubblicati sul nostro blog http://news.nielibrionline.it/

Non perderti nemmeno le nostre pubblicazioni sugli Etruschi, visita periodicamente il nostro sito internet http://nielibrionline.it/ dove nella Homepage saranno pubblicate le ultimissime novità.

 

Condivi subito:

Vulci riapre al pubblico

Finalmente Vulci riapre al pubblico, con il suo splendido castello e l’interessante Museo Archeologico Nazionale di Vulci

Il Museo Archeologico Nazionale di Vulci e il Ponte della Badia sono stati finalmente riaperti al pubblico. Erano stati chiusi entrambi, anche se per motivi diversi: il primo per realizzare il nuovo progetto di allestimento, il secondo per risolvere gli annosi problemi causati dalle piene del fiume Fiora. Valorizzazione e tutela si sono dunque coordinate per rispondere alle esigenze del patrimonio e delle persone che possono tornare a usufruirne, condividendo le ragioni e le identità di un territorio per certi aspetti unico come quello vulcente.

Per saperne di più su Vulci clicca qui

Vulci riapre al pubblico
Vulci riapre al pubblico
Vulci riapre al pubblico con la mostra «I misteri di Mithra»

Superato il ponte e varcata la soglia dei museo, si visitano le sale in cui regnò Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, ci si imbatte in ricostruzioni affascinanti, che illustrano la storia di quella che fu forse la piú florida delle città etrusche: Vulci. Non mancano elementi di novità, come il corredo di una giovane principessa etrusca vissuta intorno alla fine dell’VIII secolo a.C., caratterizzato dai gioielli che l’avevano accompagnata nella sua breve vita e rinvenuto solo pochi mesi fa nella Tomba dello Scarabeo Dorato.

Inoltre, fino al 31 gennaio 2017, il museo ospita la mostra «I misteri di Mithra», incentrata sul Mitreo di Vulci. Info: http://archeologialazio.beniculturali.it

Vista Vulci
Vista Vulci

In alto: Vulci. II Ponte e il Castello della Badia, sede del Museo Archeologico Nazionale.

 

INFO UTILI SU VULCI

Biglietteria Parco Archeologico Naturalistico di Vulci

Telefono: +39.0766.89298 +39.0766.870179

Fax: +39.0766.89298

e-mail: info@vulci.it

Fondazione Vulci- Uffici Amministrativi

Telefono: +39.0766.870180

Fax: +39.0766.870199

e-mail: fondazione@vulci.it

Coordinate GPS: 42.42364659294317, 11.627140045166015

Buona visita e buon divertimento

 

 

Condivi subito:

Tomba degli Scudi di Tarquinia, il restauro

Presentato l’importante progetto per la Tomba degli Scudi della necropoli di Tarquinia

Nella Sala dell’ex Consiglio nazionale del MiBact, a Roma, Alfonsina Russo, soprintendente per l’archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, e Federica Armiraglio, la responsabile Fai per “I Luoghi del Cuore”, hanno presentato agli organi di stampa l’importantissimo progetto archeologico dedicato al restauro della camera centrale della Tomba degli Scudi di Tarquinia da poco avviato.

Per saperne di più sulle Città e Necropoli d’Etruria clicca qui

All’incontro erano presenti anche Antonia Pasqua Recchia – segretario generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Angelo Busatto – specialista enti e relazioni territoriali, direzione regionale Toscana Umbria Lazio e Sardegna di Intesa Sanpaolo; Valeria Grilli – presidente regionale Fai Lazio; Lorella Maneschi – capo delegazione Fai Viterbo; Maria Gabriella Scapaticci – soprintendenza archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale.

Tomba degli scudi a Tarquinia, il restauro
Tomba degli scudi a Tarquinia, il restauro

Il monumento, che fa parte della Necropoli dei Monterozzi, sito Unesco dal 2004, è stato votato nel 2014 da 5.681 persone al censimento nazionale “I Luoghi del Cuore”, promosso dal Fai – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Grazie a questo importante risultato, che dimostra l’attenzione pubblica verso una testimonianza così importante della civiltà etrusca, e alla domanda presentata dalla Soprintendenza sul bando promosso dal Fai nel 2015, è stato accordato un contributo di 24.500,00 euro sui fondi “I Luoghi del Cuore” per l’intervento di restauro della pellicola pittorica della Tomba degli Scudi, le cui pareti riccamente dipinte presentano una vasta serie di problematiche legate soprattutto all’alterazione del delicato equilibrio climatico. Proprio a causa di questo precario stato di conservazione, da anni la Tomba degli Scudi è chiusa al pubblico e viene aperta solo agli studiosi che ne facciano richiesta formale.

Tomba degli Scudi - particolare parete
Tomba degli Scudi – particolare parete

La Tomba degli Scudi, tra le più importanti del sito, è un’importante testimonianza della pittura etrusca di età ellenistica (terzo quarto del IV secolo aC), tesa a celebrare le virtù e il rango della famiglia Velcha, immortalando il momento della partenza del defunto verso l’oltretomba e il banchetto funebre cui partecipano idealmente tutti i membri della famiglia, descritti da rare epigrafi in lingua etrusca. L’obiettivo principale del progetto di restauro è quello di recuperare e salvare l’apparato pittorico ancora esistente per poter rendere il bene pienamente fruibile e godibile da tutti. Grazie al censimento Fai, che ha visto il coinvolgimento concreto di tutta la popolazione, è stato fatto un importante passo in avanti sulla strada della sensibilizzazione sul valore del nostro Patrimonio.

I cittadini hanno la possibilità di proseguire questa prassi di sostegno alla cultura anche tramite il decreto Art Bonus – “autentica rivoluzione nell’ambito della cultura e del turismo” – fortemente voluto dal ministro Dario Franceschini. La Tomba degli Scudi, infatti, è stata inserita tra gli interventi di manutenzione, prevenzione e restauro di beni culturali pubblici cui destinare l’erogazione liberale per completare il restauro della seconda camera e delle due laterali.

 

Condivi subito:

Riaprono gli scavi etruschi di Parlascio

Casciana Terme, gli scavi etruschi di Parlascio aperti agli studenti. E c’è chi arriva dalla Cina!

LA MERAVIGLIA di scoprire che quella che adesso è una piccola frazione migliaia di anni fa era un popoloso villaggio etrusco affascina archeologi di tutto il mondo stiamo parlando degli scavi etruschi di Parlascio. La forza degli scavi etruschi di Parlascio, sopra Casciana Terme, è proprio questa: un tesoro nascosto che, di anno in anno, si lascia scoprire dalle mani pazienti di studiosi e appassionati.

«È uno dei pochi scavi didattici etruschi – ci spiega Emilia una delle giovani archeologhe che ha assistito alla sua nascita – qui arrivano studenti da tutto il mondo. Estate dopo estate programmiamo gli interventi da fare, ma è difficile sapere quando potrebbero finire gli scavi etruschi di Parlascio, anche perché secondo alcuni nostri studi la parte interessata è molto più ampia rispetto a quella a cui adesso stiamo lavorando».

Scavi etruschi di Parlascio
Scavi etruschi di Parlascio

Gli scavi etruschi di Parlascio sono gestiti dal gruppo archeologo La Rocca di Casciana sotto la direzione scientifica del professor Stefano Bruni «Dai primi anni 2000 – racconta Lina Bertolacci del gruppo La Rocca – i nostri volontari si occupano di aprire e richiudere, di pulire i reperti trovati, della mostra, allestita in un locale concesso dalle Terme di Casciana, e di gestire la parte organizzativa dello scavo. Non possiamo scavare, a quello ci pensano gli archeologi, ma partecipiamo a tutti i momenti della campagna. Un grazie particolare va a chi ci aiuta come don Angelo che mette la canonica a disposizione dei ragazzi».

QUEST’ANNO i lavori agli scavi etruschi di Parlascio sono ripresi il 13 giugno e si chiuderanno il 9 luglio in concomitanza con «le notti dell’archeologia» per cui è stata organizzata una visita allo scavo e un filmato sul protagonista delle ultime campagne: il pozzo posto proprio al centro del campo. Un reperto incredibile per la fattezza, i manufatti recuperati al suo interno, tra cui una fossetta votiva traccia di un antico rituale, ma anche per le suggestioni che provoca se si pensa al mondo del sotterraneo degli Etruschi. «Ho scelto di venire a scavare qui – racconta Cristian studente Erasmus di Granada – perché mi piace il periodo etrusco, e poi in uno scavo didattico come questo si può lavorare senza fretta, godendosi tutto il piacere di scavare». Da lontano arriva anche Pin, studente cinese della Sorbona di Parigi «Vango dal nord della Cina, mi occupo della conservazione dei reperti, in particolare della carta, ma assistendo allo scavo posso ampliare i miei interessi».

PARLASCIO è stata anche da indirizzo per tanti giovani della zona «Sono di Casciana Terme – racconta Rachele – ho deciso di fare l’archeologa in terza elementare quando mi sono innamorata dell’antico Egitto. Poi ho iniziato a venire agli scavi etruschi di Parlascio grazie al gruppo archeologico e adesso sto facendo archeologia all’università».

Condivi subito:

Festival Bluetrusco 2016 a Murlo

Murlo festeggia con Bluetrusco 2016 i 50 anni dal ritrovamento di Poggio Civitate, la scoperta piú straordinaria sull’architettura etrusca e gli scavi sono ancora in corso, con continue scoperte sorprendenti.

Murlo lo fa proponendo, per il secondo anno consecutivo, Bluetrusco 2016, unico festival dedicato all’antico popolo, ideato e organizzato dal Comune insieme a università e autorevoli enti e di cui «Archeo» è media partner.

Si tratta di un evento culturale ricco di spettacoli, sapori, esperienze, nel castello che apparteneva ai vescovi di Siena, e non solo: quest’anno, infatti, il festival si espande anche a Chiusi e Volterra. Dopo il successo della prima edizione, Bluetrusco 2016 ripropone una formula dimostratasi vincente e una straordinaria atmosfera. Luci blu, concerti di grandi artisti del jazz e del blues, nel nome della mitica nota magica della stessa cromia servono a onorare la passione etrusca per la musica. E ancora: conferenze, mostre, spettacoli, installazioni, degustazioni, cene nello stile dell’antico symposium, che si alterneranno nel corso di un lungo periodo, anche per dimostrare come le contaminazioni (gli Etruschi hanno radici anche in Anatolia) generino civiltà.

Bluetrusco 2016
Bluetrusco 2016

Bluetrusco 2016 prevede un’anteprima tra il 20 e il 22 maggio (fra i vari appuntamenti, venerdí 20, al Teatro «Pietro Mascagni» di Chiusi, Francesco Buranelli, Giuseppe M. Della Fina, Andrea Pessina e Andreas M. Steiner presentano la Monografia di «Archeo» Nel mondo degli Etruschi, un corpo centrale di eventi culturali tra il 15 e il 31 luglio (con una Notte blu il 23 luglio, e l’aggiunta di una settimana musicale fino al 7 agosto). Infine, tra il 16 e il 18 settembre, ci sarà Veduta dei borgo di Murlo (Siena), che si accinge a ospitare, insieme a Chiusi e Volterra, il festival Bluetrusco 2016, un’appendice enogastronomica. In mezzo sono in programma laboratori, visite guidate, mostre, escursioni, con riferimento il castello e il museo di Murlo, antiquarium di Poggio Civitate.

Sarà presente al Festival Bluetrusco 2016 anche la Nuova Immagine Editrice con i suoi libri sul mondo etrusco.

DOVE E QUANDO

«Bluetrusco 2016. 50 anni di Poggio Civitate» Murlo-Chiusi-Volterra tra il 20 maggio e il 18 settembre escursioni, pernottamenti, musica, mostre, eventi culturali; direzione scientifica: Giuseppe M. Della Fina Info www.bluetrusco.land; e-mail: e.lillo@comune.murlo.siena.it

Note pacchetto offerta con soggiorno promosso da Archeo

Condivi subito:

George Dennis a Montefiascone

Sabato 30 aprile, alle ore 10,30 sarà presentato Città e Necropoli d’Etruria di George Dennis a Montefiascone presso la Rocca dei Papi

Il giorno sabato 30 aprile 2016 sarà presentato il celebre volume Città e Necropoli d’Etruria di George Dennis a Montefiascone, presso la Rocca dei Papi, bellissimo monumento restituito a nuova vita grazie ad una lunga serie di interventi di restauro: oggi la Rocca dei Papi è stata trasformata in un centro culturale polivalente dove trovano casa manifestazioni artistico-culturali e mostre permanenti.

George Dennis a Montefiascone
George Dennis a Montefiascone

Alla presentazione del libro di George Dennis a Montefiascone saranno presenti Elisa Chiatti e Silvia Nerucci curatrici della nuova edizione del libro Felicita Menghini di Biagio storica locale Giancarlo Breccola storico locale Paola di Silvio archeologa Laura Neri – casa editrice Nuova Immagine Siena

Ecco la scheda del libro:

“Città e necropoli d’Etruria
Autore: George Dennis
Traduttore: Domenico Mantovani
Curatela: Elisa Chiatti; Silvia nerucci
Anno: 2015
Formato: 16×23
Pagine: 1264
Tomi: 2
ISBN: 9788 87145 348 8

Città e Necropoli d'Etruria
Città e Necropoli d’Etruria

L’evento è stato organizzato con la preziosa collaborazione di Tuscia Events

Condivi subito:

Tomba della Colonna riaperta al pubblico

E’ stato ufficializzato, il termine dei lavori di restauro e ripristino della Tomba della Colonna. Finalmente la Tomba della Colonna nell’antica necropoli etrusca di Torano, può essere aperta al pubblico.

Alla presenza di un nutrito pubblico di appassionati, e non solo, Massimo Bambini ilsindaco di San Lorenzo Nuovo, il presidente del Gruppo Archeologico Turan, Pietro Piccirilli, ed il funzionario per la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, Enrico Pellegrini, hanno effettuato il taglio del nastro che riporta alla luce la Tomba della Colonna.

Tomba della Colonna - Il taglio del nastro
Tomba della Colonna – Il taglio del nastro

La Tomba della Colonna, sita nell’antica necropoli etrusca di Torano, a sud ovest del paese, fu scoperta nel 1976; la ripulitura e il recupero dei materiali, in primo luogo ceramici, scampati dai saccheggiatori, fu intrapresa, ai tempi, dalla Soprintendenza con il sostengno dei membri del Gruppo Archeologico locale. A distanza di ben 40 anni il nuovo Gruppo Archeologico di San Lorenzo Nuovo, rifondato nel 2012 sotto il nome di Turan, con il contributo del Comune e delle istituzioni preposte, si è preso l’onere di portare a compimento i lavori di ripulitura e di restauro della Tomba della Colonna al fine di renderla visitabile a tutta la comunità. Al termine dei lavori si è tenuta, nella sala consiliare, una conferenza nella quale PietroTamburini, coordinatore del Sistema Museale del Lago di Bolsena, ha presentato il libro “La Tomba della Colonna di San Lorenzo Nuovo – Un contributo alla conoscenza del Gruppo Sokra” . Il libro, che tratta gli aspetti salienti della Tomba della Colonnae dei reperti in essa ritrovati, è stato scritto dall’Archeologa Laura Ambrosini e da Enrico Pellegrini, coordinato dal locale Gruppo Archeologico Turan, finanziato dal Credito Cooperativo di Pitigliano, con il contributo della ProLoco e del Comune di San Lorenzo Nuovo. In conclusione è intervenuto anche il professor Maggiani, dell’Università Ca’Foscari, il quale ha parlato dei reperti ritrovati nei 5 anni di scavi nel “Tempio etrusco e romano di Monte Landro”, sui risultati degli ultimissimi studi e sulle sue teorie in merito alla funzione ed all’a notevole mportanza del Tempio nell’antichità.

Il sindaco, nel ringraziare le tante persone che hanno contribuito al restauro e recupero della Tomba della Colonna, alla realizzazione del libro ed all’organizzazione dell’evento, ha garantito l’impegno del comunee del Gruppo Archeologico Turan affinché per il futuro sia riservata la massima cura al “monumento” così da renderlo sempre nello stato attuale e fruibile e visitabile per tutti.

Condivi subito:

Incontri al museo con Città e Necropoli d’Etruria

Venerdì 8 aprile sarà presentato presso il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto, in occasione di Incontri al museo 2016, l’edizione integrale italiana di Città e Necropoli d’Etruria di George Dennis

Venerdì 8 aprile 2016, alle ore 16,30 circa, sarà presentato il libro Città e Necropoli d’Etruria ad Orvieto presso il Museo Archeologico Nazionale in occasione di Incontri al Museo. La conferenza sarà tenuta da Giuseppe Maria Della Fina, direttore scientifico della Fondazione per il Museo “C. Faina” e docente a contratto di Etruscologia presso l’Università degli Studi dell’Aquila,  firma di una delle principali riviste di archeologia in Italia:  “Archeo”.

Incontri al Museo, Città e Necropoli d'Etruria a Orvieto
Incontri al Museo, Città e Necropoli d’Etruria a Orvieto

Non si ferma quindi il viaggio in terre etrusche per Città e Necropoli d’Etruria, testo curato da Silvia Nerucci ed Elisa Chiatti, tradotto da Domenico Mantovani. Il volume è la prima edizione integrale  italiana di The Cities and Cemeteries of Etruria di George Dennis, grande archeologo ed esploratore britannico, che nell’Ottocento dedicò una fetta rilevante della sua vita alla scoperta dei luoghi etruschi. L’ edizione edita dalla Nuova Immagine Editrice di Siena è composta in  due volumi distinti ma indivisibili, per più di 1200 pagine complessive e può essere considerato un vero e proprio classico dell’etruscologia e un sorprendente libro di viaggio.

Programma Incontri al Museo

Museo Archeologico Nazionale di Orvieto (Piazza  del Duomo, 05018 Orvieto):

11 marzo – Simonetta Stopponi, Il luogo “celeste” degli Etruschi.
Al termine, presentazione dei nuovi reperti.
8 aprile – Giuseppe Maria Della Fina, George Dennis e il suo racconto di Orvieto.
Presentazione della prima edizione integrale italiana della sua opera Città e necropoli d’Etruria.Siena, Nuova Immagine, 2015.
20 maggio – Paolo Bruschetti, Sotto S. Andrea: un incunabolo dell’archeologia orvietana.
Al termine, visita guidata.
10 giugno – Claudio Bizzarri, Orvieto ipogea e le recenti indagini archeologiche.
Al termine, visita guidata.

Tutti gli incontri inizieranno alle ore 16.30

 

Condivi subito:

Gli Etruschi a Prato, viaggio nelle origini

Gli Etruschi a Prato riuniti per la prima volta i reperti trovati nei siti poco noti da Fiesole a Artimino. Bronzi e pietre in mostra a Palazzo Pretorio da sabato fino al 30 giugno

Si preannuncia un imminente ritorno alle origini per Prato, «al fine di riconnettere la nostra storia con un non-detto durato troppo a lungo», dice Simone Mangani, assessore pratese alla cultura parlando degli etruschi a Prato. Questo lo scopo della mostra “L’ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina”, in programma al Palazzo Pretorio dal 19 marzo al 30 giugno e curata da Paola Perazzi e Gabriella Poggesi.

Ombra degli etruschi a Prato
Ombra degli etruschi a Prato

L’ombra degli etruschi a Prato

Con tale iniziativa sono state riunite per la prima volta le principali eredità storico-artistiche lasciate dalla civiltà etrusca del VI-V secolo a.C. nei territori che collegano Fiesole ad Artimino, passando per Gonfienti, interessata da intensi scavi archeologici volti a dare la luce a tesori ancora nascosti. Ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Prato, il Ministero dei Beni culturali e del Turismo, la Soprintendenza Archeologica della Toscana e il Polo Museale Regionale. Ciascun Museo civico della zona, e anche qualche collezionista privato, ha dato il suo contributo, permettendo così l’esposizione di oltre 30 reperti.

Bronzetto votivo etrusco (raccolta Guasti-Badiani)
Bronzetto votivo etrusco (raccolta Guasti-Badiani)

Gli Etruschi a Prato: la mostra si articola in due sezioni.

Una è dedicata ai bronzi, principalmente figure di devoti, tra cui un inedito proveniente dagli scavi di Gonfienti ed il “giovane nudo” del Museo archeologico nazionale di Firenze, ma comprendente anche una kylix (coppa) attribuita al pittore ateniese Douris. L’altra presenta una raccolta di 24 “pietre fiesolane” (su circa 40 esistenti), monumenti sepolcrali delle famiglie gentilizie definiti da Paola Perrazzi «oggetti che parlano da soli, che lanciano messaggi chiari su quali erano i valori propri della civiltà etrusca ».

Assente ma virtualmente presente, grazie al lavoro congiunto del laboratorio Vast-Lab del PIN di Prato e dell’associazione “Prisma”, è invece un’opera rinvenuta nel 1735 ai piedi della Calvana, che tuttavia dal 1824 si trova esposta al BritishMuseum di Londra. Si tratta dell’Offerente di Pizzimonte, statuetta in bronzo di 17 cm di cui il team di “Prisma” e Vast-Lab ha realizzato una fedele riproduzione partendo direttamente dall’originale, studiato e “scannerizzato” a Londra tramite sofisticate tecnologie. La mostra sugli etruschi a prato, evento di punta della stagione artistica pratese di quest’anno, non deluderà le aspettative. Organizzata nei minimi dettagli, con apposita mappa illustrativa dei territori toscani d’insediamento etrusco, presta una particolare attenzione a ricreare un’atmosfera di altri tempi, con appositi suoni e luci. Alla mostra si accompagnano poi altri eventi sul tema della civiltà etrusca, come il ciclo di 5 conferenze previste dal 2 aprile, ogni sabato, a Palazzo Pretorio, e le visite guidate a Gonfienti, Artimino e Montefortini (le date sono sul sito di Palazzo Pretorio). L’iniziativa pratese si svolge inoltre in parallelo con un’analoga mostra organizzata dal Museo dell’Accademia Etrusca e di Cortona, cui sarà possibile accedere a tariffa agevolata per i visitatori di Palazzo Pretorio.

Una stele etrusca in pietra decorata a rilievo
Una stele etrusca in pietra decorata a rilievo

Molto soddisfatto degli eventi in programma, ed in particolare della mostra pratese, è il soprintendente archeologo della Toscana, Andrea Pessina, che sottolinea come finalmente «venga fatta luce su una parte del nostro territorio meno nota al pubblico e che merita invece attenzione ».

Sabato 19 marzo, alle ore 17, l’inaugurazione della mostra, che sarà aperta al pubblico, al costo di 4 euro, a partire dal 20 marzo tutti i giorni, eccetto il martedì non festivo, con orario continuato dalle 10.30 alle 18.30. Sono previste visite guidate, ogni sabato alle 17, e laboratori didattici per i bambini nelle domeniche 20 marzo, 17 aprile e 15 maggio.

 

Condivi subito:

Mummia di Zagabria arrivata al Maec

Cortona: mostra “Gli Etruschi maestri di scrittura” alle porte con la Mummia di Zagabria

SONO GIORNI frenetici per la macchina comunale di Cortona impegnata nell’allestimento all’interno del Maec della mostra internazionale «Gli Etruschi maestri di scrittura» in collaborazione con i il Museo del Louvre e Museo Henri Prades di Lattes. Ieri mattina alla presenza del sindaco Francesca Basanieri insieme a Laurent Haumesser curatore del museo del Louvre e ai tecnici della Soprintendenza Archeologica sono state aperte le casse contenenti i famosi reperti che saranno in mostra da venerdì 18 marzo. Tra quelli più attesi c’è sicuramente le bende della Mummia di Zagabria, il testo etrusco più lungo ed anche con la storia più sorprendente.

Mummia di zagabria
Mummia di zagabria

Nel 1862, un collezionista croato ha donato al museo di Zagabria una mummia acquistata qualche anno prima in Egitto. Era avvolta in strisce di lino con uno scritto che prima non si era riusciti a decifrare. Fu solo nel 1892 che si capì che si trattava di un testo etrusco. «Le strisce formavano originariamente un libro – ha spiegato Laurent Haumesser – Si tratta di un calendario rituale fatto di prescrizioni e di preghiere. E’ probabile che il libro appartenesse ad un sacerdote etrusco che ha soggiornato in Egitto. Quando non è più servito è stato tagliato a strisce per avvolgere la mummia».

Etruschi Maestri di Scrittura
Etruschi Maestri di Scrittura

UN EVENTO nell’evento, visto che da quando il reperto è finito nelle mani del museo croato, non era mai stato dato in prestito. Per ospitare l’opera è stato necessario allestire una sala climatizzata con una temperatura costante di 19 gradi che ne permetta al meglio la sua conservazione. «E’ davvero un orgoglio per la città – ha sottolineato il sindaco Basanieri – aver ottenuto queste opere e di questo dobbiamo ringraziare anche i nostri partner del museo del Louvre e di Montepellier.

Questa mostra è un appuntamento imperdibile per gli appassionati di archeologia e siamo certi che otterrà il successo che merita». Saranno oltre 100 i pezzi in esposizione che rappresentano le testimonianze più interessanti dell’epigrafia etrusca, provenienti da alcuni dei più importanti musei del mondo. L’appuntamento cortonese rappresenta un nuovo punto di arrivo per lo studio di questo affascinante popolo, a distanza di 30 anni dall’ultima mostra specifica e permette dimettere in luce importanti risultati. «Conosciamo già molto della lingua etrusca e della scrittura – sottolinea ancora Haumesser – grazie ad un lavoro tenace e paziente dei ricercatori che ci hanno permesso di fare grandi progressi. La speranza è quella di aggiungere ulteriori tasselli, come quelli ottenuti grazie alla scoperta della Tabula Cortonensis, che permettano nuovi passi avanti nella ricerca».

AL MUSEO La macchina organizzativa dell’evento è già attiva per l’allestimento della kermesse che inizia venerdì
AL MUSEO La macchina organizzativa dell’evento è già attiva per l’allestimento della kermesse che inizia venerdì

L’inaugurazione della mostra è in programma venerdì alle 15,30 al Teatro Signorelli a cui seguirà il taglio del nastro ufficiale e potrete cogliere l’occasione di vedere per la prima volta in Italia la Mummia di Zagabria.

Condivi subito: