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Firenze Libro Aperto dal 17 febbraio

Firenze Libro Aperto: nasce un nuovo festival; da venerdì 17 a domenica 19 alla Fortezza da Basso

Da ven 17 a dom 19 alla Fortezza da Basso, I edizione di Firenze Libro Aperto una nuova manifestazione di respiro nazionale che si inserisce nella complessa filiera dell’editoria e dei suoi protagonisti.

Oltre 100 case editrici annunciate, riunite in un open-space all’interno del padiglione Spadolini, centinaia di ospiti di fama Internazionale, un programma ricco di presentazioni, incontri, laboratori, spettacoli, letture, concerti e premi letterari.

Firenze Libro Aperto 2017

La manifestazione affronta il grande interrogativo “Le parole non bastano più?” analizzando i mutamenti del linguaggio, anche in relazione ai cambiamenti sociali e alla globalizzazione.

II Festival è patrocinato da Regione Toscana, Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze, ideato e organizzato da FBS Eventi, con la Direzione Generale di Paolo Cammilli e la Direzione Artistica di Chiara Bentivegna.

Firenze Libro Aperto: presentazioni libri, riviste e tavole rotonde

Affrontate tematiche di attualità, come immigrazione, violenza sulle donne, “post verità” e incontri con autori. Qui spiccano lo scrittore americano pulp Joe R. Lansdale, lo scrittore e poeta marocchino Tahar Ben Jelloun, l’alpinista e scrittore Mauro Corona con il suo ultimo romanzo La via del sole; gli scrittori Andrea De Carlo con L’imperfetta meraviglia, Gianni Biondillo col nuovo romanzo Come sugli alberi le foglie, ispirato alla figura dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia, il giornalista e saggista Filippo La Porta con il saggio Indaffarati, la scrittrice di romanzi fantasy Licia Troisi e molti altri, tra i quali: Alessia Gazzola, Diego De Silva, Andrea Scanzi, Enzo Fileno Carabba, Marco Vichi, Sergio Staino e Federico Palmaroli,

Firenze Libro Aperto – Morgan

Firenze Libro Aperto: ragazzi e bambini

Uno speciale spazio dedicato e curato da Teresa Porcella ospita libri per l’infanzia con autori come Donienico Barillà, Grazia Gotti, Patrizia Rinaldi, Anna Sarfatti, Sara Marconi, Luisa,Mattia e illustratori come Otto Cabos, Sophie Fatus, Fuad Aziz, Simone Frasca; previsti laboratori d’arte, musica, illustrazione e spettacoli: Violeta Cantora dedicato alla cantautrice e artista cilena Violeta Parra, Il Cuore di Chisciotte con le immagini di Gek Tessaro o Non insegnate ai bambini, recital ispirato alle canzoni di Gaber.

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Il 12 gennaio a Milano è Tempo di Libri

A Milano è Tempo di Libri è tempo di Asli Erdogan, con Pinar Selek Sulla libertà di pubblicazione e di stampa, oggi, in Europa

Dove ci sono libri lì vivono le idee, libere e in movimento. O almeno così dovrebbe essere. La prima delle anteprime di Tempo di Libri, che arricchiranno il percorso di avvicinamento alla nuova Fiera dell’Editoria Italiana (in programma a Fiera Milano Rho dal 19 al 23 aprile 2017), invita a una riflessione civile sui contesti e i regimi che negano la libertà di pensiero e di stampa. E la affida alla sociologa turca Pinar Selek, antimilitarista e attivista per i diritti umani, che il 12 gennaio a Milano nella Sala Piccola del Teatro Dal Verme (ore 18.30) ne discuterà con Lirio Abbate in un incontro moderato da Marino Sinibaldi a partire dal libro Il mandarino meraviglioso (traduzione di Giulia Ansaldo, Keller editore) della scrittrice e giornalista turca Asli Erdogan, detenuta in carcere dal 19 agosto scorso e che rischia l’ergastolo.

Tempo di LIbri a Milano, Fiera Rho
Tempo di LIbri a Milano, Fiera Rho

Nell’alfabeto speciale di Tempo di Libri – ventisei lettere per altrettante parole chiave (più una, @), autentiche bussole per orientarsi fra temi e incontri – questo appuntamento rimanda alla lettera D come dissidente, come Asli Erdogan e la stessa Pinar Selek, sulla quale pure pende una richiesta di condanna all’ergastolo in Turchia e che da anni vive in Francia.

Per Tempo di Libri racconterà cosa significa testimoniare con la propria vita contro violenze e ingiustizie, perché la libertà di opinione e la libertà di pubblicazione, in un mondo plasmato dalle parole, vengono forse ancora prima dell’alfabeto, sono l’orizzonte di possibilità per pensieri e azioni.

Tuerkische Autorin Pina Selek in Berlin, Foto Amelie Losier
Tuerkische Autorin Pina Selek in Berlin, Foto Amelie Losier

Durante l’incontro, in risposta all’appello dell’editore turco di Asli Erdogan – che con la campagna Io leggo Asli Erdogan ha chiesto alle donne di tutto il mondo di offrire la propria testimonianza leggendo, nelle proprie lingue madri, frasi tratte dai suoi libri – Silvia Ballestra, Alessandro Bertante, Helena Janeczek, Federica Manzon, Alessandro Mari, Marco Missiroli e Bianca Pitzorno leggeranno un brano da Il mandarino meraviglioso e ne firmeranno le copie, come hanno fatto gli scrittori turchi all’ultima fiera dell’editoria di Istanbul.

Asli Erdogan
Asli Erdogan

Asli Erdogan è fra le più importanti rappresentanti della letteratura turca contemporanea: i suoi libri sono stati tradotti in 17 lingue, ha vinto molti importanti premi letterari in Turchia e in Europa, è stata candidata della rivista francese Lire come una dei “50 scrittori del futuro”, quelli che lasceranno il segno nel ventunesimo secolo, e recentemente si è aggiudicata il premio Tucholsky, presentato dal PEN svedese mentre era in prigione.

Il 17 agosto scorso, infatti, subito dopo il fallito colpo di stato militare in Turchia, è stata arrestata insieme ad altri giornalisti del quotidiano filo-curdo Özgür Gündem (Agenda Libera) con l’accusa di “incitazione al disordine”, “propaganda terroristica” e “appartenenza a un’organizzazione terrorista” (il riferimento è al Partito dei lavoratori del Kurdistan, Pkk). Nelle lettere che continua a scrivere dalla prigione, Asli Erdogan lancia un monito all’Europa: “Non solo la libertà di pensiero, ma anche la coscienza è stata messa sotto giudizio”.

www.tempodilibri.it

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Lucia Della Porta parla dell’editoria italiana

Lucia Della Porta (Pisa Book Festival) fa il punto sull’andamento di un settore in forte ripresa.

La più grande industria culturale in Italia è quella del libro, in base al rapporto sull’editoria pubblicato nel 2015 sui ‘Quaderni del giornale della libreria’.

I numeri la dicono lunga: la filiera editoriale nel 2014 ha sviluppato in totale un fatturato di 2,558 miliardi di euro. Lucia della Porta – imprenditrice, editrice e ideatrice dell’ormai blasonato «Pisa Book Festival» che miete consensi anno dopo anno – fa il punto sull’andamento di un settore in forte ripresa.

Lucia Della Porta
Lucia Della Porta

«Se si considera – afferma Lucia Della Porta – che il 38-39% del valore del mercato di librerie, librerie online, Gdo, continua a esser realizzato da case editrici che non fanno parte dei principali gruppi editoriali, si può dedurre che la vitalità produttiva, editoriale, culturale e innovativa dei piccoli emedi editori è fondamentale per l’industria in generale.

Gli editori indipendenti sono una ricchezza e contribuiscono a promuovere la lettura, perché mettono in circolo autori poco conosciuti che i grandi gruppi non hanno interesse a pubblicare. Le case editrici che pubblicano dai 2 ai 50 titoli sono 6.524; 759 quelle che pubblicano dai 51 ai 100 titoli e, infine, 232 quelle che pubblicano fino a 300 titoli l’anno».

«In Italia – prosegue Lucia Della Porta – si possono individuare tre poli editoriali, quello lombardo, quello laziale (in realtà romano: 19,2%), quello emiliano (molto staccato: solo al 9,0%). Pubblicano da soli il 58,9% delle novità e delle nuove edizioni che escono nel nostro Paese.

Segue subito dopo l’area toscana, che con il suo 6,2% è comunque rilevante sul mercato non solo per i numeri,ma anche per la qualità dei titoli. Penso a case editrici storiche come Giuntina, Libreria Editrice Fiorentina, Pacini Editore, Polistampa. Allo stesso tempo negli ultimi anni abbiamo visto nascere e affermarsi un mix di piccoli editori, che hanno saputo avviare progetti».

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Per tutti il Pisa Book è diventato un punto di riferimento professionale, utile al confronto, nonché vetrina per far conoscere al pubblico il proprio catalogo e, soprattutto, le novità autunnali. «È una vetrina – continua Lucia Della Porta – importante perché si svolge in una città come Pisa, di altissimo livello culturale.

Guardo con ottimismo verso il futuro, poiché laddove vi è qualità e selezione nella scelta del proprio catalogo vi è anche una risposta positiva da parte dei lettori. Penso ad esempio agli editori

junior, che con i libri illustrati si sono conquistati una fetta delmercato che non interessava ai grandi editori.

Vedo poi le nuove tecnologie come una grande opportunità che i piccoli sapranno cogliere molto più dei grandi e che soprattutto sarà di aiuto per quello resta il grande problema della distribuzione».

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Pisa Book, si scaldano i motori

Tre giorni al Palacongressi: novità, ospiti, oltre 200 eventi Scatta la carica dei 160 editori del Pisa Book Festival

Quattordici anni di Pisa Book festival. E i numeri, anche per questa edizione, si confermano in crescita: 160 editori, oltre 200 eventi nell’arco di tre giorni, da venerdì 11 a domenica 13 al Palacongressi (orario 10-20).

Pisa Book Festival 2016
Pisa Book Festival 2016

L’editoria italiana – piccola e indipendente – ha nuovamente scelto Pisa portando con sè autori, novità e firme. Un programma intensissimo (http://www.pisabookfestival.com) che ieri è stato presentato nell’auditorium di Palazzo Blu dalla direttrice artistica Lucia Della Porta, dal presidente della Fondazione Pisa Claudio Pugelli, dal sindaco Marco Filippeschi, dall’assessore alla cultura Andrea Ferrante e da Marinella Pasquinucci, vicepresidente della Fondazione Palazzo Blu.

Un programma che spazierà dalla letteratura contemporanea all’area junior, passando per politica, attualità, arte.

Sarà l’Irlanda il paese ospite e a guidare la delegazione degli autori sarà la scrittrice Catherine Dunne, che terrà il discorso inaugurale venerdì 11 alle 11 nella Sala Pacinotti. La scrittrice incontrerà i ragazzi delle scuole e sabato presenterà il suo ultimo libro «Un Terribile Amore» (sabato 12 ore 16).

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Domenica sarà di nuovo al Pisa Book per dialogare con i giornalisti Laura Montanari e Fabio Galati (ore 12) e per il firma-copie. Ma gli ospiti sono davvero tanti: Mauro Corona presenterà «La Via del Sole» (sabato 12 ore 18); l’umorista Sergio Staino la sua autobiografia (sabato 12 alle 18); lo svedese Bjorn Larsson tornerà a Pisa con «Raccontare il Mare» pubblicato con Iperborea (sabato 12 alle 15).

E ancora: Andrea Marcolongo, ex ghost-writer di Renzi, presenterà «La Lingua geniale» (venerdì 11 alle 12); Marco Malvaldi, di casa al Pisa Book Festival, farà divertire il pubblico con «Sei Casi al Barlume» (domenica 13 ore 18); Ignazio Marino sarà al Palacongressi con «Un marziano a Roma» (domenica 13 ore 18). Due gli appuntamenti che vedranno protagonista il pisano Sergio Costanzo: venerdì 11 alle 11 dialogherà con i ragazzi delle scuole superiori a partire dal suo libro «I racconti della mano destra» (Marchetti editore) mentre domenica 13 alle 10 debuterrà con «Ibelin», il libro che svela il segreto dell’origine dei templari (Linee Infinite).

Confermata la sezione del Pisa Book curata da Vanni Santoni che si interroga sulle peculiarità di essere scrittori in Toscana. Sulla scena nomi affermati ma anche giovani promettenti: Pietro Grossi, Luca Ricci, Emiliano Gucci, Alessandro Raveggi e Simona Baldanzi. Da segnalare, infine, la mostra a Palazzo Blu del pittore e illustratore cinese Chen Jiang Hong visitabile fino al 5 febbraio (inaugurazione il 10 alle 18).

Pisa Book Festival 2016
Pisa Book Festival 2016

Pisa Book Festival Info utili

Da venerdì 11 a domenica 13 orario 10-20.

Biglietti: 5 euro, ridotto 4, abbonamento due giorni 7.

Venerdì ingresso gratuito per tutti

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I Colori di Siena di Elena Matteuzzi

I Colori di Siena – Gli intonaci decorati del centro storico

L’immagine tradizionale di Siena è una città di mattoni. Ma non è sempre stato così, perché fin dal Medioevo fu anzi assai colorata. Soprattutto a partire dal ‘700 si diffusero infatti capillarmente le facciate con elementi decorativi in stucco o dipinti a trompe l’oeil: intonaci a imitazione di muri in pietra o mattoni, motivi geometrici o figurativi, membrature architettoniche e perfino intere rappresentazioni di porte e finestre.

 

I Colori di Siena - particolare della copertina
I Colori di Siena – particolare della copertina

I Colori di Siena ci guida alla scoperta di questo mondo ormai sbiadito: sintetizza il contesto storico, illustra gli aspetti stilistici e spiega i lati tecnici. Ritrovare i colori perduti di Siena è infatti un preciso dovere culturale e anche l’obiettivo di questo lavoro, perché un aspetto poco noto della città – di straordinario valore storico e testimoniale – merita di essere conosciuto e salvato.

Come tutte le città, Siena è una città di colori. E più si va indietro nella storia, più colorato appare il suo volto. A Siena resta nei secoli alta la sensibilità per l’importanza dei colori nel paesaggio urbano, come dimostrano ad esempio i concorsi sostenuti dal Monte dei Paschi di Siena nei primi anni del Novecento per il restauro delle facciate nei quartieri degradati.

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Esempio dei Colori di Siena
Esempio dei Colori di Siena

Elena Matteuzzi, con il suo meticoloso lavoro su I colori di Siena, continua questa tradizione. Il materiale che ha sotto le mani lo illustra da più punti di vista: sintetizza il contesto storico, riassume gli aspetti tipologici e morfologici e spiega i lati tecnici. Così, con grande impegno e amore, ci porta a scoprire una ricchezza spesso dimenticata, sottovalutata e maltenuta.

Perlustrando il centro storico di Siena, l’Autrice individua centinaia di facciate dipinte, spesso degradate o addirittura ormai scomparse (il lavoro di ricognizione è stato infatti eseguito nell’ottobre 2006), che meritano attenzione perché fanno parte di una Siena poco percepita e dal volto classicista, che dal punto di vista stilistico ha ben poco a che fare con la Città gotica

Scheda del Libro
I colori di Siena - Gli intonaci decorati del centro storico
I colori di Siena – Gli intonaci decorati del centro storico
  • Autore: Elena Matteuzzi
  • Anno: 2016
  • Formato: 17×24
  • Pagine: 112
  • ISBN: 97888 7145 360 6

PREZZO:  20,00 €

Conosciamo meglio l’autore di I Colori di Siena

Elena Matteuzzi, nata a Bologna nel 1981, si è laureata a Ferrara in architettura nel 2007 con una tesi in Restauro dei Monumenti da cui è tratto questo lavoro. Particolarmente interessata allo studio, restauro e miglioramento sismico dell’edilizia storica e tradizionale, svolge la professione di architetto come freelance, a cui affianca l’attività di pubblicistica per alcune riviste di architettura, design e tutela dei beni culturali.

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Cartazucchero, libri e caffè in Camollia

Cartazucchero è l’esaltante sfida di due umaniste a caccia di “nicchie”. Una libreria dove poter sorseggiare un caffè e leggere un buon libro; magari proprio un nostro libro!

Là dove un tempo c’era un salumiere, hanno montato personalmente 72 librerie, intese come scaffali su cui esporre la merce del caso. Non solo: hanno “studiato” da bariste, prestando un occhio particolare a tè e caffè nelle lorotante, possibili sfaccettature.

Libreria Caffetteria Cartazucchero
Libreria Caffetteria Cartazucchero

E soprattutto, hanno puntato – anzi: rilanciato – su un tipo di proposta al pubblico che Siena aveva un po’ già assaggiato, ma anche già bruciato. Quella di Maddalena ed Elisabetta è la versione 2.0(14) di una vocazione che è di base umanistica e che per far tornare i conti aveva già indossato una veste commerciale.

http://www.cartazucchero.it/

Si chiama Cartazucchero, questa versione: da un paio d’anni si affaccia sulla parte bassa di via Camollia, dopo essersi cambiata d’abito nel tragitto da via delle Terme. Nei cinque anni precedenti infatti gestivano la Libreria Ancilli, un punto vendita di libri esclusivamente antichi o usati. “Il contesto generale diventato più critico ci aveva messo di fronte a una scelta: lasciare, o raddoppiare – raccontano – prevalse la seconda opzione, motivandoci a voltare pagina fare uno scatto in avanti”.

cartazucchero bar

Un cambio di insegna, di concept e conseguentemente anche di indirizzo per Cartazucchero: perché l’idea è quella di abbinare il banco bar agli scaffali dei libri, e nel cuore del centro (tecnicamente detta zona 1) non ci sono licenze disponibili per farlo. Si presta allo scopo di Cartazzucchero un fondo commerciale sui 100 metri quadri, in disuso da decenni. E qui due anni or sono prende forma quello che ad oggi è l’esempio più longevo di libreria caffetteria dentro le mura cittadine, guardando a tipi di clientela anche molto diversi tra loro, con l’ambizione di incrociarne gusti e scelte di consumo.

“Una sfida importante che tutt’ora stiamo combattendo – spiega Maddalena – La parte più impegnativa del nostro lavoro è proprio far comprendere a pieno il nostro assortimento”.

Cosa c’è di tanto difficile?
“Intanto una mentalità di partenza, quella italiana, che è ancora poco abituata all’idea del negozio misto. Lo dimostra il comportamento diverso della clientela straniera, molto più disinibita a sfogliare uno dei libri esposti mentre prende un aperitivo, o viceversa. A questo aggiungiamo la forte presenza di reminders o libri fuori catalogo nella nostra offerta, impronta della precedente libreria che in una parte di pubblico ancora non digerisce; a fronte di chi, per contro, viene da noi soprattutto per quello”.

Non avete investito su un negozio “chiavi in mano”, insomma…
“No. Eravamo e siamo consapevoli dell’impegno che richiede questa scelta. I lettori in Italia sono già una nicchia, gli amanti del libro d’annata una nicchia della nicchia e quelli che amano leggere al tavolino di un bar un’altra nicchia ancora, da far venire allo scoperto. Abbiamo puntato sulla possibilità di distinguerci, convinti che nel mondo social di oggi distinguersi può fare la differenza”.

Cartazucchero interno
Cartazucchero interno

A proposito: internet per voi è un nemico?
“No. Lo usiamo non solo per far conoscere il negozio e le nostre iniziative, ma anche direttamente per vendere: capita anche con gente che magari abita a qualche chilometro da qui. Il nostro vero nemico sono i libri nuovi venduti a forte sconto nei supermercati”.

E quanto conta il banco bar inquesto locale?
“Conta poco per chi va al bar solo per far colazione di prima mattina, anche perché noi apriamo dalle 10 alle 19.30. Conta abbastanza per chi ha tempo e piacere di indugiare qualche minuto in più, assaporando in modo meno distratto ciò che consuma: l’assortimento di tè in foglia che facciamo vedere e odorare prima della scelta. La frutta fresca che usiamo per frappe o frullati. I caffè dal mondo: ogni giorno ne proponiamo due diversi, 100% arabica e 100% robusta, in questi giorni ad esempio un “indiano monsonato” e un “monte everest”. E’ l’effetto di una collaborazione con una piccola torrefazione artigianale di Firenze, la Mokaflor, che ci ha aiutato molto per costruire la nostra idea di locale”.

C’è spazio per i libri a Siena? Cosa scelgono i vostri clienti?
“I gusti variano molto, fatti salvi i classici del Novecento italiano che non conoscono mai flessioni. La città ha una tradizione culturale che presupporrebbe un’attenzione sempre alta per il libro, considerando quel che avviene anche altrove; a noi ad esempio piacerebbe esporre qualcosa all’esterno,ma il suolo pubblico è riservato ai pubblici esercizi. Allora ci concentriamo su chi sceglie di entrare dentro, e quando c’è una faccia nuova che si guarda intorno incuriosita, ordina un prosecco e si mette a sfogliare un libro, la gratificazione è massima”.

Da Cartazzucchero in Camollia potrete trovare anche i libri della Nuova Immagine Editrice.

 

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Food&Book 2016 al Tettuccio Montecatini

Domani l’inaugurazione del festival gastroletterario Food&Book 2016 al Tettuccio con il super ospite Marchesi

Torna da domani e fino al 16 « Food&Book 2016 », il festival del libro e della cultura gastronomica, giunto alla quarta edizione. Ieri il direttore artistico Carlo Ottaviano ha ricordato che la manifestazione ha saputo attrarre 5mila presenze nella passata edizione: «E’ un appuntamento di qualità, che porta a Montecatini personaggi, media e un pubblico capaci di valorizzare la città».

Food&Book -Montecatini-Terme
Food&Book -Montecatini-Terme

« Food&Book 2016 – dice l’assessore Bruno Ialuna – è nato da una conversazione tra me e Sergio Auricchio e sta crescendo sempre di più. Quest’anno ci sarà un omaggio speciale al maestro per eccellenza della cucina italiana, Gualtiero Marchesi, con una cena in suo onore venerdì a La Pace con lo chef Daniel Canzian e allestiremo una mostra in municipio con le foto dei suoi piatti che sarà inaugurata venerdì alle 18 e sarà aperta fino all’8 gennaio».

Oltre a Marchesi ci saranno Fabio Picchi e Davide Scabin, gli scrittori Simonetta Agnello Hornby, Andrea de Carlo e Diego De Silva, i giornalisti Roberto Giacobbo e Eliana Liotta, Bruno Gambarotta. «Daremo grande spazio agli istituti alberghieri – aggiunge Ialuna – tanto più che ci saranno cinque scuole che verranno a visitare F&B e 500 studenti incontreranno Marchesi.

Tra l’altro, la tradizionale corsa dei camerieri è inserita nel programma di Food&Book 2016 e la vorremmo far crescere in un’ottica di livello nazionale. Venerdì sera Marchesi sarà al Moca per presentare il catalogo della mostra ‘I tesori della Valdinievole». «Albergatori e negozianti – dice l’assessore Alessandra De Paola – sfruttino al massimo la comunicazioni di eventi come questo, che sono un tesoro capace di raccontare e valorizzare un territorio».

 

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Colori del Libro a Bagno Vignoni

Il 17 e 18 settembre è in programma a Bagno Vignoni la VII edizione de “I colori del libro. Mostra mercato del libro usato, antico e d’occasione. Incontri d’autore, concerti” curata da Toscanalibri.it. Sarà presente anche la Nuova Immagine Editrice.

I Colori del Libro torna a Bagno Vignoni per la settima volta, l’appuntamento è in programma il 17 e il 18 settembre a Bagno Vignoni piccolo borgo, patrimonio dell’Unesco, nel cuore delle crete senesi. Sarà un weekend dove, oltre gli incontri d’autore attorno alla storica vasca termale, i visitatori e gli appassionati potranno consultare, sfogliare e acquistare oltre mille titoli in occasione della mostra mercato del libro usato, antico e d’occasione con i banchi di espositori provenienti da ogni parte d’Italia.

I colori del libro a Bagno Vignoni
I colori del libro a Bagno Vignoni

La rassegna, ideata dal Comune di San Quirico d’Orcia con il sostegno del portale toscanalibri.it, in collaborazione con la storica Libreria Librorcia, vuole essere anche occasione di valorizzazione della editoria toscana indipendente, e un notevole spazio sarà dato ad autori e titoli locali.

La Nuova Immagine Editrice parteciperà a I Colori del Libro

Anche la Nuova Immagine Editrice parteciperà, come da anni ormai, alla rassegna culturale a Bagno Vignoni, portando le ultime uscite come Il Piacere di Camminare – 85 passeggiate nella campagna senese” di Gianfranco Giani, “Pier Paolo, un figlio, un fratello” di Francesco Ricci, “La sconfitta del Mediterraneo – Venezia e Istanbul: incontri e scontri, da Carlo V alla guerra di Candia (1519-1669)” di Leonardo Sampoli, e il libro per bambini della bravissima illustratrice Elena P. Tre strani pellegrini in viaggio per la Via Francigena nel territorio di Siena”.

Non mancheranno ovviamente i grandi classici della casa editrice senese come “La Terra in Piazza – Una interpretazione del Palio” di Alan Dundes e Alessandro Falassi, “Pienza – Guida alla città e ai dintorni” di Marco Pierini e, visto che l’Eroica è ormai imminente, abbiamo deciso di portare La bici d’epoca – Appunti per conoscere e riconoscere la bicicletta da corsa d’epoca” di Giuseppe Nardini.

Intorno alla vasca di acqua termale quindi, per “I colori del Libro”, standisti provenienti da tutta Italia esporranno libri usati, antichi e d’occasione. Il visitatore potrà così curiosare tra le bancarelle e sfogliare libri di tutti i tipi. Inoltre sono previste tra sabato e domenica presentazioni ed eventi. In piazza del Moretto Toscanalibri.it allestirà come di consueto uno spazio espositivo dedicato agli editori toscani e, del tutto gratuitamente, potranno essere esposte anche le vostre pubblicazioni

 

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Pier Paolo, un figlio, un fratello di Francesco Ricci

Oggi pubblichiamo con grandissimo piacere le osservazioni fatte dalla scrittrice Mita Feri a proposito del libro da noi edito “Pier Paolo, un figlio, un fratello” di Francesco Ricci (Nuova Immagine Editrice).

C’è una tenace vitalità in questo viaggio che si apre come un sipario sul vagone di un treno, con la fronte appoggiata al finestrino a scrutare il paese che Pier Paolo Pasolini si appresta ad abbandonare. Ma c’è anche tutto il suo sconforto, il rammarico per l’addio alle meravigliose estati, alla giovinezza.

Questo monologo che Francesco Ricci ci dona è un affresco del Pasolini più intimo, un intenso omaggio alla sua persona, come a volerne riscattare quella figura di grande valore che ha rappresentato e tutt’ora rappresenta nel panorama artistico, culturale del novecento italiano.

Pier Paolo, un figlio, un fratello
Libro su Pasolini: Pier Paolo, un figlio, un fratello di Francesco Ricci

La partenza meditata ma sofferta e dettata dalla costrizione è lacerazione nel cuore, indaga con nostalgia e tenta di raccogliere i ricordi suoi più belli. Pasolini, costretto a lasciare quella sua terra tanto amata, che ha legato a sé nelle corse a perdifiato in bicicletta, quando tagliava “l’aria carica di lusinghe” nei passi dei giorni, nella pioggia e nel vento, ne ricorda la sua gente: uomini e donne che del sudore e dello spirito di sacrificio ne indossano con dignità tutti i solchi.

Dopo la frattura che ha demarcato in maniera insanabile come un oltraggio la sua appartenenza al mondo che si era rivelato fino ad allora più benevolo, Pasolini riconosce al suo Friuli, “un tempo terra della gioia”, l’attuale luogo di “triste reliquiario”.

C’è pura compassione nei confronti dell’afflizione profonda generata dal muro di ostilità verso la sua persona, nel riconoscere quanto la diversità faccia paura e sia all’origine del suo tormento interiore, della sua delusione. L’autore ci immerge in quel senso di esclusione che si fa strazio e tramuta in sconfitta, annegando l’animo nella solitudine più cupa.

Francesco Ricci
Francesco Ricci

Pasolini compie questo viaggio a fianco della sua amata, dolcissima madre, casa e destino, “compagna di vita e di scena”. C’è un senso di vertigine nell’ammirazione verso questa donna minuta, curata nella sua semplicità, che ha nutrito il suo sangue, colei che rappresenta la sua stessa carne, un legame viscerale mai sopito. Quel caldo grembo materno, sempre accogliente, cui Pasolini si rivolgerà, è tenerezza struggente, ci commuove. Francesco Ricci lascia che sia proprio lei a dire: “Partiremo col buio. Presto partiremo col buio. Chiederò a tuo cugino di accompagnarci. E sarà come se Guido non ci avesse mai lasciato”.

La madre si prende cura di entrambi i figli nell’intimità dei giorni, ne culla l’angoscia, cerca di proteggerli e si preoccupa sempre. Poi sarà la vita a rapirli, perché “la vita sa anche essere una ladra crudele” e chissà cosa ne sarà della nostra stessa esistenza. Così come è stato per Guido, l’altro tormento di Pasolini. C’è nelle pagine, quell’angoscia latente, il rimorso di non essere stato capace di salvarlo quel fratello minore, così barbaramente trucidato a tradimento dai partigiani filotitini.

Nuova Immagine Editrice
Nuova Immagine Editrice

E la sua ombra sottile si farà presenza viva per entrambi i fuggiaschi e sarà sale che brucia su di una profonda ferita che mai rimarginerà: il rimpianto per la perdita è prigionia, attanaglia in una morsa senza via d’uscita, si para loro davanti come una montagna insormontabile. L’incapacità di non averlo saputo proteggere dal suo atroce destino dilania il cuore, è disgregante e ciò che resta nei giorni nella sua incomprensibile assenza, “altro non è che uno scialo di vuote settimane”.

Resta la nostalgia per tutto ciò che è mutato a scavarci silenziosamente gallerie di insoddisfazione, nella muta assenza di ogni consolazione: “Perché esiste una segreta e non scritta legge della vita, la quale impone, a chi ha conosciuto la pienezza infinita di un rapporto, di non riuscire ad accontentarsi del poco, perché è inevitabile che quel poco finisca con l’assomigliare al niente. E nessun niente ha mai nutrito l’anima. Il vero amore non è mai misura. E il pensiero della luce che avvolgeva i nostri giorni, una volta che questa si attenua o si spegne completamente, ci rende insopportabile il presente.”

Se ti interessa acquistare il libro, clicca qui

Pier Paolo, un figlio, un fratello di Francesco Ricci

Anno: 2016
Formato: 14×21
Pagine: 94
ISBN: 9788-7145-354-5

Prezzo 12.00€

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Crowdbooks pubblicare libri ora è più facile

Stefano Bianchi, editore con il crowdfunding: ha ideato la piattaforma Crowdbooks che raccoglie soldi per opere di nicchia

Si chiama Crowdbooks ed è una piattaforma on-line nata per raccogliere fondi per pubblicare libri di fotografia e d’arte, e da dove vengono gestite le fasi successive della pubblicazione e distribuzione. L’ha inventata il livornese Stefano Bianchi, 42 anni, grafico, art director e adesso editore, studi di grafica a Urbino e Germania, che ha lavorato per anni a Parigi. Adesso si dividetra Parigi, Livorno e Roma dove ha l’ufficio e gestisce un team di 4 persone: Andrea Barghigiani (un altro livornese, Cmo, responsabile marketing), Eugenio Petullà (Cto, responsabile tecnico), Federico Venditozzi (grafico e videomaker), Christopher Namurach (content editor di madrelingua inglese).

Crowdbooks il Team
Crowdbooks il Team

Stefano, com’è nata questa idea?
«Dopo esperienze con la Diesel e Fabrica, mi sono trasferito e ho lavorato per 15 anni a Parigi come grafico e art director anche per diverse case editrici. Mi sono reso conto che erano moltissimi i progetti editoriali che rimanevano nei cassetti per mancanza di fondi perché gli editori, non sapendo se avrebbero funzionato, non volevano correre il rischio di pubblicarli. Così ho pensato appunto di trovare un sistema per poter raccogliere denaro per produrre libri illustrati di qualità senza alcun rischio».

Esattamente in cosa consiste Crowdbooks ?
«Si tratta di una piattaforma di publishing che utilizza il modello del crowdfunding per finanziare i propri libri. Grazie ad un primo investimento di 80mila euro da parte di LVenture Group e un percorso di 6 mesi presso l’acceleratore Luiss Enlabs a Roma ho costituito un vero team ed abbiamo sviluppato il sito ex-novo, adesso siamo alla ricerca di nuovi fondi per acquisire nuove risorse e scalare rapidamente il mercato internazionale »

Come funziona Crowdbooks?
«Sul sito c’è un processo di application dove gli autori possono iscriversi e mandarci le loro proposte di libro. Se il nostro team li seleziona, perché l’idea è valida e ci piace, valutiamo quanto costa produrre il libro e poi mettiamo on line il progetto e cerchiamo di ottenere il numero minimo di prevendite necessario a poter andare in stampa».

Crowdbooks libri alla portata di tutti
Crowdbooks libri alla portata di tutti

Chiunque cioè può sostenere la pubblicazione del libro…
«Sì, con la particolarità che non ci occupiamo solo dell’intermediazione tra autore e lettore, ma ci occupiamo anche della produzione del libro. L’artista viene remunerato sulla base delle copie vendute, gli facciamo un contratto editoriale. Accompagniamo l’autore in tutto il percorso editoriale e garantiamo agli acquirenti che il libro sia conforme al progetto presentato».

Gestite anche la distribuzione?
«Sì, oltre alle copie pre-vendute, abbiamo come canali librerie e concept store specie all’estero e nelle grandi città. Arriveremo presto anche a Livorno, a tale proposito abbiamo già preso accordi con la libreria Mondadori di via Magenta che venderà i nostri libri. Abbiamo già pubblicato un autore livornese, Daniele Dainelli, e stiamo per pubblicare anche il libro di un altro livornese, il fotografo Martino Chiti, già finanziato, e ovviamente spero anche di altri. Livorno è una città piena di talenti, spesso costretti ad andarsene perché non trovano spazi. Tornando al discorso della distribuzione, tra poco sarà online sul nostro sito anche la parte dell’e-commerce, per vendere cioè i libri on line dopo la fase della prevendita, ovviamente i libri in questa seconda fase saranno più cari perché cerchiamo di privilegiare gli “early adopters”, cioè quelli che comprano prima che il libro sia realizzato aiutandoci cosi a dare vita concreta al progetto».

Quanti progetti avete già realizzato?
«Una decina, raccogliendo circa 100mila euro in pochi mesi. Tutto il denaro raccolto è reinvestito nella produzione del libro. All’autore va una percentuale sulle copie vendute, attorno al 10%. I nostri titoli: Green di Daniele Dainelli, Sunday back home di Milo Montelli, terra Nullius di Viviane Dalles, Land Art di Gilles Tiberghien, Gueule d’Exagone del Collettivo Argos, Shiftless dei Dead Porcupine, You could even die for not being a real couple di Laura Lafon. In fase di stampa per cui in libreria a settembre Supended cities di Martino Chiti, Racconti dal cemento di Zed1 (street art) e Malacarne di Francesco Faraci».

Crowdbooks crowdfounding per i libri
Crowdbooks crowdfounding per i libri

Pubblicate su Crowdbooks in particolare libri di fotografi. Com’è nata la tua passione per la fotografia? Quali sono i tuoi fotografi preferiti?
«Dopo il Cecioni sperimentale indirizzo artistico ho proseguito all’Isia di Urbino ed infine alla Fachhoschule di Augsburg in Germania, lì ho cominciato a studiare anche i grandi fotografi. Sono cresciuto con il mito dei fotografi della Magnum con cui poi ho avuto modo di collaborare a Parigi in quanto sono stato art director dell’agenzia per 5 anni, ma anche di nomi celebri quali Avedon, Mapplethorpe, Newton».

Perchè il vostro sito Crowdbooks è in inglese?
«Il nostro mercato è globale, abbiamo una trazione maggiore in Europa e altri paesi extra Ue, stiamo lavorando duro per espandere l’attività e arrivare quanto prima negli Stati Uniti. I nostri libri hanno sia testi in italiano che in inglese».

Info: https://crowdbooks.com

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