Editoria scientifica tra ricerca e divulgazione

Editoria scientifica: all’Università di Siena si è svolto un seminario molto apprezzato e partecipato

Lunedi 7 dicembre presso il Dfclam dell’Università di Siena si è tenuto un seminario dal titolo “L’editoria scientifica tra ricerca e divulgazione”. L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Toscana, il Gruppo Stampa Autonomo di Siena, la rivista Progressus e il Warburg Italia. Sono intervenuti Andrea Sbardellati, presidente del Gruppo Stampa Autonomo di Siena, Laura Neri, editore della NuovaImmagine Editrice, e GiacomoZanibelli, direttore responsabile della rivista Progressus.

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Editoria scientifica

Andrea Sbardellati ha moderato la discussione e ha sollecitato la partecipazione dei corsisti, che sono intervenuti con domande e richieste di approfondimenti e si sono dimostrati molto interessati agli argomenti trattati.

Giacomo Zanibelli ha parlato del contributo della figura del giornalista all’editoria scientifica e dell’evoluzione del concetto di divulgazione scientifica nel tempo. E’ stata sottolineata l’importanza del ruolo dell’Anvur, Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, per la definizione delle caratteristiche dei contributi di tipo scientifico e per il giudizio dell’attendibilità di questi.
Il mondo accademico, in un recente passato, non guardava con favore alla divulgazione, intendendola come mancanza di scientificità e sottolineandone la distanza dalla ricerca scientifica vera e propria. Oggi invece la divulgazione scientifica viene intesa come un’attività di comunicazione che si pone come obiettivo principale quello della circolazione, presso un pubblico più ampio possibile e costituito da non specialisti, delle informazioni di tipo scientifico. Il divulgatore scientifico dovrebbe perciò raccontare in maniera chiara e semplificata i contenuti della ricerca, destando curiosità intorno ad essa e introducendo il lettore ad alcune tematiche, trattate in maniera piuttosto generica. Sarà poi il fruitore a scegliere se approfondire o meno determinati argomenti consultando successivamente dei testi specifici.

La divulgazione può essere intesa come un processo di mediazione che presuppone la conoscenza del destinatario. Essere preparati sull’argomento scelto non è sufficiente ad una buona riuscita di un’opera divulgativa se non la si sa adattare ad un determinato pubblico; questo lo aveva inteso già negli anni Trenta Arnaldo Momigliano ponendosi la questione dell’ “uso pubblico della storia”, studiando il rapporto tra cultura e società e denunciando il disinteresse degli storici nella diffusione delle proprie idee. Secondo Momigliano gli accademici erano più interessati agli studi monografici
e si dimostravano diffidenti verso una diffusione che uscisse dai canoni del linguaggio scientifico.

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Laura Neri, portando come esempio la sua esperienza di editore per la rivista Progressus, ha parlato delle varie fasi di elaborazione di una rivista scientifica, un lavoro complesso che va ben oltre l’impaginazione dei vari contributi. L’impegno della redazione comincia con l’impostazione di una
scaletta dei saggi e degli articoli che compariranno nei numeri seguenti. Gli autori sono chiamati a firmare una liberatoria nella quale si impegnano a fornire uno studio originale, facendo in modo che sia il gruppo editoriale che i collaboratori siano messi al sicuro dal rischio di plagio.

 

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