Crowdbooks pubblicare libri ora è più facile

Stefano Bianchi, editore con il crowdfunding: ha ideato la piattaforma Crowdbooks che raccoglie soldi per opere di nicchia

Si chiama Crowdbooks ed è una piattaforma on-line nata per raccogliere fondi per pubblicare libri di fotografia e d’arte, e da dove vengono gestite le fasi successive della pubblicazione e distribuzione. L’ha inventata il livornese Stefano Bianchi, 42 anni, grafico, art director e adesso editore, studi di grafica a Urbino e Germania, che ha lavorato per anni a Parigi. Adesso si dividetra Parigi, Livorno e Roma dove ha l’ufficio e gestisce un team di 4 persone: Andrea Barghigiani (un altro livornese, Cmo, responsabile marketing), Eugenio Petullà (Cto, responsabile tecnico), Federico Venditozzi (grafico e videomaker), Christopher Namurach (content editor di madrelingua inglese).

Crowdbooks il Team
Crowdbooks il Team

Stefano, com’è nata questa idea?
«Dopo esperienze con la Diesel e Fabrica, mi sono trasferito e ho lavorato per 15 anni a Parigi come grafico e art director anche per diverse case editrici. Mi sono reso conto che erano moltissimi i progetti editoriali che rimanevano nei cassetti per mancanza di fondi perché gli editori, non sapendo se avrebbero funzionato, non volevano correre il rischio di pubblicarli. Così ho pensato appunto di trovare un sistema per poter raccogliere denaro per produrre libri illustrati di qualità senza alcun rischio».

Esattamente in cosa consiste Crowdbooks ?
«Si tratta di una piattaforma di publishing che utilizza il modello del crowdfunding per finanziare i propri libri. Grazie ad un primo investimento di 80mila euro da parte di LVenture Group e un percorso di 6 mesi presso l’acceleratore Luiss Enlabs a Roma ho costituito un vero team ed abbiamo sviluppato il sito ex-novo, adesso siamo alla ricerca di nuovi fondi per acquisire nuove risorse e scalare rapidamente il mercato internazionale »

Come funziona Crowdbooks?
«Sul sito c’è un processo di application dove gli autori possono iscriversi e mandarci le loro proposte di libro. Se il nostro team li seleziona, perché l’idea è valida e ci piace, valutiamo quanto costa produrre il libro e poi mettiamo on line il progetto e cerchiamo di ottenere il numero minimo di prevendite necessario a poter andare in stampa».

Crowdbooks libri alla portata di tutti
Crowdbooks libri alla portata di tutti

Chiunque cioè può sostenere la pubblicazione del libro…
«Sì, con la particolarità che non ci occupiamo solo dell’intermediazione tra autore e lettore, ma ci occupiamo anche della produzione del libro. L’artista viene remunerato sulla base delle copie vendute, gli facciamo un contratto editoriale. Accompagniamo l’autore in tutto il percorso editoriale e garantiamo agli acquirenti che il libro sia conforme al progetto presentato».

Gestite anche la distribuzione?
«Sì, oltre alle copie pre-vendute, abbiamo come canali librerie e concept store specie all’estero e nelle grandi città. Arriveremo presto anche a Livorno, a tale proposito abbiamo già preso accordi con la libreria Mondadori di via Magenta che venderà i nostri libri. Abbiamo già pubblicato un autore livornese, Daniele Dainelli, e stiamo per pubblicare anche il libro di un altro livornese, il fotografo Martino Chiti, già finanziato, e ovviamente spero anche di altri. Livorno è una città piena di talenti, spesso costretti ad andarsene perché non trovano spazi. Tornando al discorso della distribuzione, tra poco sarà online sul nostro sito anche la parte dell’e-commerce, per vendere cioè i libri on line dopo la fase della prevendita, ovviamente i libri in questa seconda fase saranno più cari perché cerchiamo di privilegiare gli “early adopters”, cioè quelli che comprano prima che il libro sia realizzato aiutandoci cosi a dare vita concreta al progetto».

Quanti progetti avete già realizzato?
«Una decina, raccogliendo circa 100mila euro in pochi mesi. Tutto il denaro raccolto è reinvestito nella produzione del libro. All’autore va una percentuale sulle copie vendute, attorno al 10%. I nostri titoli: Green di Daniele Dainelli, Sunday back home di Milo Montelli, terra Nullius di Viviane Dalles, Land Art di Gilles Tiberghien, Gueule d’Exagone del Collettivo Argos, Shiftless dei Dead Porcupine, You could even die for not being a real couple di Laura Lafon. In fase di stampa per cui in libreria a settembre Supended cities di Martino Chiti, Racconti dal cemento di Zed1 (street art) e Malacarne di Francesco Faraci».

Crowdbooks crowdfounding per i libri
Crowdbooks crowdfounding per i libri

Pubblicate su Crowdbooks in particolare libri di fotografi. Com’è nata la tua passione per la fotografia? Quali sono i tuoi fotografi preferiti?
«Dopo il Cecioni sperimentale indirizzo artistico ho proseguito all’Isia di Urbino ed infine alla Fachhoschule di Augsburg in Germania, lì ho cominciato a studiare anche i grandi fotografi. Sono cresciuto con il mito dei fotografi della Magnum con cui poi ho avuto modo di collaborare a Parigi in quanto sono stato art director dell’agenzia per 5 anni, ma anche di nomi celebri quali Avedon, Mapplethorpe, Newton».

Perchè il vostro sito Crowdbooks è in inglese?
«Il nostro mercato è globale, abbiamo una trazione maggiore in Europa e altri paesi extra Ue, stiamo lavorando duro per espandere l’attività e arrivare quanto prima negli Stati Uniti. I nostri libri hanno sia testi in italiano che in inglese».

Info: https://crowdbooks.com

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