Archivi tag: siena

La Grande Guerra in Provincia oggi la presentazione

Oggi all’Accademia dei Rozzi la presentazione del volume “ La grande guerra in provincia ” curato da Giacomo Zanibelli edito dalla Nuova Immagine Editrice.

Questa sera, alle ore 17.30, presso la “Sala degli Specchi” dell’Accademia dei Rozzi si terrà la presentazione ufficiale del libro ” La Grande Guerra in provincia. Comunità locali e fronte interno:  fonti  e studi su società e conflitto” curato da Giacomo Zanibelli ed edito da Nuova Immagine Editrice.

L’Accademia dei Rozzi si rese disponibile a presentare i lavori del convegno internazionale sulla Grande Guerra in provincia tenutosi a Siena nel corso del 2015 e che aveva avuto come protagonisti la stessa Accademia e la rivista “Progressus“.  Un progetto di ricerca che ha visto impegnati ricercatori provenienti dalle diverse realtà della penisola e che si colloca come pubblicazione pionieristica all’interno del dibattito storiografico.

Nel volume “La Grande Guerra ” è presente anche una sessione specifica dedicata a Siena che non vuole essere un punto di arrivo ma offrire nuovi spunti di riflessione per future indagini di natura quantitativa e qualitativa.

per acquistare il libro clicca qui

Presenterà il  volume il noto storico Paolo Gheda dell’Università della Valle d’Aosta, da qualche tempo nuovo direttore scientifico di Progressus.

Il nuovo corso editoriale inaugurato da Gheda mira a far acquisire alla rivista un ruolo ancora più significativo nel panorama internazionale. Tra le novità preme segnalare che a partire dal primo numero del 2017 la rivista uscirà anche in formato cartaceo grazie alla sinergia con la Fondazione Bianca Piccolomini Clementini Onlus di Siena.

L’obiettivo di “Progressus” è quello di porre sempre maggiore attenzione verso fenomeni storiografici di frontiera come la Public History e la storia locale (intesa come elemento sintomatico per indagini di più ampio respiro).

La rivista, nata grazie all’intraprendenza dell’editrice Laura Neri (Nuova Immagine Editrice), sta cercando di sviluppare progetti innovativi e  sperimentali tra i quali rientra sicuramente anche l’interessante e puntuale pubblicazione sulla Grande Guerra.

La Grande Guerra in Provincia sarà presentato all'Accademia dei Rozzi
La Grande Guerra in Provincia sarà presentato all’Accademia dei Rozzi
Condivi subito:

Presentazione La Grande Guerra in Provincia

Giovedì 8 Giugno, alle ore 18, presso la Libreria Senese ci sarà la presentazione del volume ” La Grande Guerra in Provincia”

 

La Grande Guerra in Provincia – Comunità locali e fronte interno: fonti e studi su società e conflitto” edito dalla Nuova Immagine Editrice, a cura di Giacomo Zanibelli sarà presentato giovedì 8 Giugno alla Libreria Senese di via di città alle ore 18; interverranno Giovanni Mazzini e Paolo Gheda, sarà presente il curatore.

Presentazione La Grande Guerra in Provincia

Maggiori informazioni sul libro

COLLANA STORICA NUOVA SERIE – 1
Come la storiografia ha già ampiamente evidenziato, la Grande Guerra fu molto di più di quella combattuta in trincea. La definizione stessa di fronte interno rimanda del resto a un concetto della guerra in cui nessuno, neppure chi rimane lontano dai combattimenti, può e deve ritenersi esonerato dallo sforzo comune che la contingenza bellica richiede.
In questo senso anche la prima guerra mondiale fu innegabilmente esperienza totalizzante. Ed è proprio sul tema del “fronte interno” che, si ritiene, molto rimane ancora da dire. Partendo dal presupposto che la comprensione del conflitto non può e non deve limitarsi alla dimensione combattuta della guerra, nei suoi protagonisti e nei suoi territori.
Ne uscirebbe infatti una visione parziale, che finirebbe per escludere tutti coloro che, pur non essendo mai entrati materialmente in contatto con il conflitto, ne pagarono ugualmente le conseguenze sul loro vissuto quotidiano, e tutti quei territori che, pur non avendo conosciuto distruzioni, invasioni, campi di battaglia, non per questo mancarono di mostrare le proprie “macerie”.
Due i punti di osservazione privilegiati da cui ci si propone di approfondire il tema del fronte interno italiano. La dimensione locale, che indagando con una sorta di lente di ingrandimento in che modo comunità e territori affrontarono il trauma del conflitto, permette di aggiungere tessere ancora mancanti alla ricostruzione storiografica sulla Grande Guerra.


Non dunque una deriva localistica ma un’attenzione nuova a tutti quegli aspetti che fecero delle comunità e dei territori le cellule primarie attraverso i quali l’esperienza bellica venne filtrata a livello più alto. La “provincia”, dunque deve essere vista come un angolo di lettura privilegiato per aggiungere un nuovo tassello al quadro della reazione della società italiana al conflitto.
In secondo luogo, la dimensione “umana”. Tanto si è parlato del paese in guerra, del paese mobilitato. Ma la guerra la fecero soprattutto gli uomini; quelli al fronte, ovviamente, prima di tutto. Ma anche tutti coloro che rimasero, o che tornarono. La guerra la fecero anche, a modo loro, le donne e i bambini, gli uomini delle fabbriche mobilitate, industriali e operai, i contadini nelle campagne, ma anche coloro che si trovarono a gestire l’emergenza bellica dai loro posti di potere.
Ognuno di loro, da posizioni diverse e con sacrifici senza dubbio imparagonabili, si trovò comunque a dover rivedere la propria esistenza sulla base delle esigenze imposte dal conflitto. La storia della Grande Guerra in Italia come storia di “persone”, dunque; risucchiati negli ingranaggi di una mobilitazione civile che non fu meno dura di quella militare.

 

Condivi subito:

Presentazione ” Laggiù nel profondo “

Venerdì 5 Maggio, alle 17.30, presentazione del libro Laggiù nel Profondo alla Libreria Mondadori di Siena.

Venerdì 5 maggio, alle ore 17.30 presso la Libreria Mondadori di Siena ci sarà la presentazione del libro “ Laggiù nel profondo – Mondo Letterario e mondo psicoanalitico in Lehane, McCarthy, Schnitzler, Serrano, Tobino” di Andrea Marzi e Francesco Ricci edito dalla Nuova Immagine Editrice; alla presentazione saranno presenti gli autori ed interverrà Mariangela Colella.

Per conoscere le altre opere di Francesco Ricci clicca qui

Laggiù nel Profondo – Cinque romanzi (Shutter Island, La strada, Fuga nelle tenebre, Dieci donne, Le libere donne di Magliano). Cinque scrittori (Lehane, McCarthty, Schnitzler, Serrano, Tobino). Cinque maestri di stile. Ad accomunarli è la capacità di cogliere e di mostrare il fondo della coscienza dei loro personaggi,  fondo melmoso e oscuro, tra le cui pieghe crescono i fiori del male, che avvelenano l’esistenza e i rapporti interpersonali, e dove deflagra il conflitto tra le energie vitali e creative e la distruttività auto ed etero diretta. Uno psicoanalista, Andrea Marzi, e un critico letterario, Francesco Ricci, conducono per mano il lettore, movendo ciascuno dal proprio ambito di competenza, a confrontarsi con questi cinque classici della letteratura novecentesca e contemporanea, che hanno saputo raccontare con grande sensibilità le angosce, le inquietudini, i tormenti dell’uomo moderno.

 

 

Andrea Marzi, psichiatra, psicoanalista, dottore di ricerca in deontologia ed etica medica, è membro ordinario della SPI e dell’IPA, in cui svolge incarichi a carattere nazionale e internazionale, tra cui redattore della Rivista di Psicoanalisi.  È stato docente di Psicologia dello Sviluppo presso l’Università di Siena, città dove vive e lavora. Tra i suoi lavori più recenti: Realtà psichica e fantasia sociale nella relazione analitica. Spunti clinici sull’aziendalismo interno (2012), Psicoanalisi, Identità e Internet (di cui è è curatore, Milano, Franco Angeli, 2013), Psychoanalysis, Identity and the Internet. Explorations into cyberspace (London, Karnac, 2016), Postmoderno. Un post da decifrare (con altri autori, Siena, Becarelli, 2016).

 

Francesco Ricci (Firenze 1965) è docente di letteratura italiana e latina presso il liceo classico “E.S. Piccolomini”di Siena, città dove risiede. È autore di numerosi saggi di critica letteraria, dedicati in particolare al Quattrocento (latino e volgare) e al Novecento, tra i quali ricordiamo: Il Nulla e la Luce. Profili letterari di poeti italiani del Novecento (Siena, Cantagalli 2002), Alle origini della letteratura sulle corti: il De curialium miseriis di Enea Silvio Piccolomini (Siena, Accademia Senese degli Intronati 2006), Amori novecenteschi. Saggi su Cardarelli, Sbarbaro, Pavese, Bertolucci (Civitella in Val di Chiana, Zona 2011), Anime nude. Finzioni e interpretazioni intorno a 10 poeti del Novecento, scritto con lo psicologo Silvio Ciappi (Firenze, Mauro Pagliai 2011), Un inverno in versi (Siena, Becarelli, 2013), Da ogni dove e in nessun luogo (Siena, Becarelli, 2014), Occhi belli di luce (Siena, Nuova Immagine Editrice, 2014), Tre donne. Anna Achmatova, Alda Merini, Antonia Pozzi (Siena, Nuova Immagine Editrice, 2015), Pier Paolo, un figlio, un fratello (Siena, Nuova Immagine, 2016). Inoltre, ha scritto il capitolo dedicato alla letteratura per il volume collettaneo interdisciplinare Il Postmoderno (Siena, Becarelli, 2015).

Informazioni Utili
Laggiù nel profondo –  Mondo letterario e mondo psicoanalitico  in Lehane, McCarthy, Schnitzler, Serrano, Tobino
Francesco Ricci – Andrea Marzi
Libreria Mondadori – Via Montanini – Siena
Ore 17.30.

 

Condivi subito:

Siena e il Vino Etrusco

A Siena si moltiplicano i progetti di ricerca sulla viticoltura antica: e presto si potranno gustare le fragranze sprigionate dai calici colmi di vino etrusco

Tutto è iniziato nel 2004 da tre interrogativi: si può studiare l’ambiente con una prospettiva di ricerca storica, che aiuti a fissarne i caratteri e ne colga al tempo stesso i momenti evolutivi?

Si può interpretare l’attuale assetto dell’ambiente anche con gli strumenti dell’archeologia?

Si può, infine, pensare a forme di valorizzazione dell’ambiente che si ispirino all’evoluzione storica dei paesaggio e ai condizionamenti imposti dall’azione persistente dell’uomo sulle risorse naturali, per trarne alimenti utili alla sopravvivenza?

L’obiettivo della ricerca diventava, insieme al sito archeologico indagato con lo scavo, anche il contesto vegetale circostante, nel quale recuperare brandelli di paesaggio antico ancora nascosti.

vigna del chianti

Alla ricerca della vite selvatica per arrivare al vino etrusco

Cosí è nato il Progetto VINUM (il termine etrusco indicante la bevanda), con il suo postulato iniziale: “Al pari delle tracce lasciate dalle attività umane, anche l’ambiente può offrire nella vegetazione attuale forme di domesticazione delle viti selvatiche o, al contrario, forme di rinselvatichimento delle antiche viti domestiche”.

In tre anni di lavoro, il Progetto ha tracciato un solco metodologico centrato sull’analisi di quelle popolazioni di vite selvatica (Vitis vinifera ssp. sylvestris) presenti in prossimità di siti di carattere produttivo, soprattutto etruschi e romani, che mantenessero resti quali vinaccioli, impianti di spremitura e/o contenitori per la fermentazione, la conservazione e il trasporto del vino.

Botanici e biologi molecolari sono diventati i compagni di viaggio degli archeologi per approfondire i caratteri ampelografici e genetici di queste popolazioni, utili per verificarne i rapporti con i vitigni attuali.

Sono cosí emerse, per la prima volta, le differenze genetiche tra le viti selvatiche campionate in prossimità dei siti archeologici e quelle censite lontano da essi: un indizio di domesticazione a opera delle comunità antiche, impresso nel germoplasma di piante un tempo coltivate e ancora presente nelle popolazioni oggi selvatiche.

La cronologia della domesticazione coincide con quella dei sito, la cui comunità ha curato lo sviluppo delle piante spesso per lungo tempo e in forma diversa.

Vino Etrusco
Vino Etrusco

Il ProgettoVINUM ha fatto inoltre progredire la caratterizzazione storica dei vitigni, attraverso il sequenziamento del germoplasma della vite coltivata, per far emergere rapporti di similarità genetica tra i vitigni dell’area mediterranea e con l’analisi della circolazione varietale, rispetto all’attuale distribuzione geografica.

Una circolazione molto antica, che spesso risale alla fondazione delle colonie greche nell’Italia meridionale e nella Sicilia: i coloni recavano dalla madrepatria semi e talee dei tre prodotti tipici della policoltura mediterranea, i cereali, la vite e l’olivo.

II successivo Progetto ArcheoVino, realizzato a Scansano nella Maremma grossetana, per scoprire il vino etrusco ha messo in luce un’importante area di domesticazione della vite tra la media e bassa Valle dell’Albegna: la documentazione archeologica (fornaci di anfore da trasporto e relitti di navi onerarie provenienti dall’area in questione rinvenuti tra l’AltoTirreno e il Mar Ligure) qualifica il comparto come grande produttore di vino durante il periodo etrusco e romano, una sorta di Chianti dell’antichità.

La Valle dell’Albegna costituisce inoltre uno dei punti di arrivo del vitigno Sangiovese in Etruria, nel suo viaggio verso nord, iniziato dalla Calabria e dalla Sicilia.

ArcheoVino
ArcheoVino

Anche il paesaggio vitato della città di Siena e della fascia suburbana è stato esplorato, con l’intenzione di recuperare in parte l’antico legame tra la città, la vite e il vino ben illustrato nell’affresco del Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti.

Il Progetto Senarum Vinea (del quale vi invitiamo a leggere il libro a questo link), ancora in corso, è incentrato sui vitigni a rischio di estinzione e di antico radicamento nel territorio, sparsi tra i conventi e negli orti urbani e le forme tradizionali della viticoltura senese, quali spalliere e alberate di derivazione etrusca, con i sostegni (testucchi) formati da aceri campestri a sviluppo orizzontale per l’appoggio dei tralci.

Senarum Vinea
Senarum Vinea

II lavoro interdisciplinare degli archeologi con botanici e biologi è ricco di implicazioni utili al progresso delle discipline e alla realizzazione di nuove ricerche, come il Progetto Farfalla, finanziato nel 2015 dalla Regione Toscana e condiviso dalle tre Università di Siena, Pisa e Firenze con aziende, consorzi e associazioni di produttori.

L’assunto è che occorra individuare una nuova chiave competitiva per le imprese del territorio toscano e per i singoli comparti rurali, in grado di creare valore aggiunto nel mercato dei prodotti agro-alimentari e dei prodotti turistici.

Una strategia competitiva, in grado di contrastare le forme di globalizzazione, è tale se riesce a esprimere un valore di «unicità» da proporre sul mercato: il Progetto Farfalla ha identificato tale valore dell’ancoraggio storico-archeologico dei prodotti agro-alimentari con il territorio, ponendo particolare attenzione ai caratteri dei paesaggi agrari di età etrusca e romana.

Uno degli obiettivi, costruito con economisti e ingegneri dell’informazione, è la messa in atto di un modello organizzativo che connetta piú strettamente le risorse culturali, in particolare storico-archeologiche, ai prodotti dell’agricoltura per costruire itinerari di valorizzazione e certificarne l’effettiva specificità, con una menzione aggiuntiva di identità storica, da associare al vigente sistema di certificazioni.

Vino Etrusco a Siena
Vino Etrusco a Siena

Sall’archeologia all’enologia: scoperta del Vino Etrusco

Tali azioni congiunte tra diverse discipline stanno portando al trasferimento dei risultati al mondo della produzione e della trasformazione alimentare: i vigneti sperimentali allestiti a Siena con i vitigni recuperati dal Progetto Senarum Vinea e piantati con la tecnica medievale ad alberello -documentata nel Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti e a Scansano presso il sito etrusco di Ghiaccio Forte -, con le viti selvatiche a riprodurre l’alberata etrusca e la tecnica romana a paio secco, sono oggi la prova vivente del tentativo, per dirla con Duccio Balestracci, di «far partecipare anche le papille gustative alla conoscenza della storia».

Con le viti senesi è infatti auspicabile la produzione di un vino dal gusto medievale, mentre con quelle maremmane l’intento è la riproposizione di un vino etrusco.

Articolo tratto dalla rivista Archeo a firma Andrea Ciacci e Andrea Zifferero

Condivi subito:

I Colori di Siena di Elena Matteuzzi

I Colori di Siena – Gli intonaci decorati del centro storico

L’immagine tradizionale di Siena è una città di mattoni. Ma non è sempre stato così, perché fin dal Medioevo fu anzi assai colorata. Soprattutto a partire dal ‘700 si diffusero infatti capillarmente le facciate con elementi decorativi in stucco o dipinti a trompe l’oeil: intonaci a imitazione di muri in pietra o mattoni, motivi geometrici o figurativi, membrature architettoniche e perfino intere rappresentazioni di porte e finestre.

 

I Colori di Siena - particolare della copertina
I Colori di Siena – particolare della copertina

I Colori di Siena ci guida alla scoperta di questo mondo ormai sbiadito: sintetizza il contesto storico, illustra gli aspetti stilistici e spiega i lati tecnici. Ritrovare i colori perduti di Siena è infatti un preciso dovere culturale e anche l’obiettivo di questo lavoro, perché un aspetto poco noto della città – di straordinario valore storico e testimoniale – merita di essere conosciuto e salvato.

Come tutte le città, Siena è una città di colori. E più si va indietro nella storia, più colorato appare il suo volto. A Siena resta nei secoli alta la sensibilità per l’importanza dei colori nel paesaggio urbano, come dimostrano ad esempio i concorsi sostenuti dal Monte dei Paschi di Siena nei primi anni del Novecento per il restauro delle facciate nei quartieri degradati.

LINK PER ACQUISTO ONLINE CLICCA QUI

Esempio dei Colori di Siena
Esempio dei Colori di Siena

Elena Matteuzzi, con il suo meticoloso lavoro su I colori di Siena, continua questa tradizione. Il materiale che ha sotto le mani lo illustra da più punti di vista: sintetizza il contesto storico, riassume gli aspetti tipologici e morfologici e spiega i lati tecnici. Così, con grande impegno e amore, ci porta a scoprire una ricchezza spesso dimenticata, sottovalutata e maltenuta.

Perlustrando il centro storico di Siena, l’Autrice individua centinaia di facciate dipinte, spesso degradate o addirittura ormai scomparse (il lavoro di ricognizione è stato infatti eseguito nell’ottobre 2006), che meritano attenzione perché fanno parte di una Siena poco percepita e dal volto classicista, che dal punto di vista stilistico ha ben poco a che fare con la Città gotica

Scheda del Libro
I colori di Siena - Gli intonaci decorati del centro storico
I colori di Siena – Gli intonaci decorati del centro storico
  • Autore: Elena Matteuzzi
  • Anno: 2016
  • Formato: 17×24
  • Pagine: 112
  • ISBN: 97888 7145 360 6

PREZZO:  20,00 €

Conosciamo meglio l’autore di I Colori di Siena

Elena Matteuzzi, nata a Bologna nel 1981, si è laureata a Ferrara in architettura nel 2007 con una tesi in Restauro dei Monumenti da cui è tratto questo lavoro. Particolarmente interessata allo studio, restauro e miglioramento sismico dell’edilizia storica e tradizionale, svolge la professione di architetto come freelance, a cui affianca l’attività di pubblicistica per alcune riviste di architettura, design e tutela dei beni culturali.

Condivi subito:

Cartazucchero, libri e caffè in Camollia

Cartazucchero è l’esaltante sfida di due umaniste a caccia di “nicchie”. Una libreria dove poter sorseggiare un caffè e leggere un buon libro; magari proprio un nostro libro!

Là dove un tempo c’era un salumiere, hanno montato personalmente 72 librerie, intese come scaffali su cui esporre la merce del caso. Non solo: hanno “studiato” da bariste, prestando un occhio particolare a tè e caffè nelle lorotante, possibili sfaccettature.

Libreria Caffetteria Cartazucchero
Libreria Caffetteria Cartazucchero

E soprattutto, hanno puntato – anzi: rilanciato – su un tipo di proposta al pubblico che Siena aveva un po’ già assaggiato, ma anche già bruciato. Quella di Maddalena ed Elisabetta è la versione 2.0(14) di una vocazione che è di base umanistica e che per far tornare i conti aveva già indossato una veste commerciale.

http://www.cartazucchero.it/

Si chiama Cartazucchero, questa versione: da un paio d’anni si affaccia sulla parte bassa di via Camollia, dopo essersi cambiata d’abito nel tragitto da via delle Terme. Nei cinque anni precedenti infatti gestivano la Libreria Ancilli, un punto vendita di libri esclusivamente antichi o usati. “Il contesto generale diventato più critico ci aveva messo di fronte a una scelta: lasciare, o raddoppiare – raccontano – prevalse la seconda opzione, motivandoci a voltare pagina fare uno scatto in avanti”.

cartazucchero bar

Un cambio di insegna, di concept e conseguentemente anche di indirizzo per Cartazucchero: perché l’idea è quella di abbinare il banco bar agli scaffali dei libri, e nel cuore del centro (tecnicamente detta zona 1) non ci sono licenze disponibili per farlo. Si presta allo scopo di Cartazzucchero un fondo commerciale sui 100 metri quadri, in disuso da decenni. E qui due anni or sono prende forma quello che ad oggi è l’esempio più longevo di libreria caffetteria dentro le mura cittadine, guardando a tipi di clientela anche molto diversi tra loro, con l’ambizione di incrociarne gusti e scelte di consumo.

“Una sfida importante che tutt’ora stiamo combattendo – spiega Maddalena – La parte più impegnativa del nostro lavoro è proprio far comprendere a pieno il nostro assortimento”.

Cosa c’è di tanto difficile?
“Intanto una mentalità di partenza, quella italiana, che è ancora poco abituata all’idea del negozio misto. Lo dimostra il comportamento diverso della clientela straniera, molto più disinibita a sfogliare uno dei libri esposti mentre prende un aperitivo, o viceversa. A questo aggiungiamo la forte presenza di reminders o libri fuori catalogo nella nostra offerta, impronta della precedente libreria che in una parte di pubblico ancora non digerisce; a fronte di chi, per contro, viene da noi soprattutto per quello”.

Non avete investito su un negozio “chiavi in mano”, insomma…
“No. Eravamo e siamo consapevoli dell’impegno che richiede questa scelta. I lettori in Italia sono già una nicchia, gli amanti del libro d’annata una nicchia della nicchia e quelli che amano leggere al tavolino di un bar un’altra nicchia ancora, da far venire allo scoperto. Abbiamo puntato sulla possibilità di distinguerci, convinti che nel mondo social di oggi distinguersi può fare la differenza”.

Cartazucchero interno
Cartazucchero interno

A proposito: internet per voi è un nemico?
“No. Lo usiamo non solo per far conoscere il negozio e le nostre iniziative, ma anche direttamente per vendere: capita anche con gente che magari abita a qualche chilometro da qui. Il nostro vero nemico sono i libri nuovi venduti a forte sconto nei supermercati”.

E quanto conta il banco bar inquesto locale?
“Conta poco per chi va al bar solo per far colazione di prima mattina, anche perché noi apriamo dalle 10 alle 19.30. Conta abbastanza per chi ha tempo e piacere di indugiare qualche minuto in più, assaporando in modo meno distratto ciò che consuma: l’assortimento di tè in foglia che facciamo vedere e odorare prima della scelta. La frutta fresca che usiamo per frappe o frullati. I caffè dal mondo: ogni giorno ne proponiamo due diversi, 100% arabica e 100% robusta, in questi giorni ad esempio un “indiano monsonato” e un “monte everest”. E’ l’effetto di una collaborazione con una piccola torrefazione artigianale di Firenze, la Mokaflor, che ci ha aiutato molto per costruire la nostra idea di locale”.

C’è spazio per i libri a Siena? Cosa scelgono i vostri clienti?
“I gusti variano molto, fatti salvi i classici del Novecento italiano che non conoscono mai flessioni. La città ha una tradizione culturale che presupporrebbe un’attenzione sempre alta per il libro, considerando quel che avviene anche altrove; a noi ad esempio piacerebbe esporre qualcosa all’esterno,ma il suolo pubblico è riservato ai pubblici esercizi. Allora ci concentriamo su chi sceglie di entrare dentro, e quando c’è una faccia nuova che si guarda intorno incuriosita, ordina un prosecco e si mette a sfogliare un libro, la gratificazione è massima”.

Da Cartazzucchero in Camollia potrete trovare anche i libri della Nuova Immagine Editrice.

 

Condivi subito:

Colori del Libro a Bagno Vignoni

Il 17 e 18 settembre è in programma a Bagno Vignoni la VII edizione de “I colori del libro. Mostra mercato del libro usato, antico e d’occasione. Incontri d’autore, concerti” curata da Toscanalibri.it. Sarà presente anche la Nuova Immagine Editrice.

I Colori del Libro torna a Bagno Vignoni per la settima volta, l’appuntamento è in programma il 17 e il 18 settembre a Bagno Vignoni piccolo borgo, patrimonio dell’Unesco, nel cuore delle crete senesi. Sarà un weekend dove, oltre gli incontri d’autore attorno alla storica vasca termale, i visitatori e gli appassionati potranno consultare, sfogliare e acquistare oltre mille titoli in occasione della mostra mercato del libro usato, antico e d’occasione con i banchi di espositori provenienti da ogni parte d’Italia.

I colori del libro a Bagno Vignoni
I colori del libro a Bagno Vignoni

La rassegna, ideata dal Comune di San Quirico d’Orcia con il sostegno del portale toscanalibri.it, in collaborazione con la storica Libreria Librorcia, vuole essere anche occasione di valorizzazione della editoria toscana indipendente, e un notevole spazio sarà dato ad autori e titoli locali.

La Nuova Immagine Editrice parteciperà a I Colori del Libro

Anche la Nuova Immagine Editrice parteciperà, come da anni ormai, alla rassegna culturale a Bagno Vignoni, portando le ultime uscite come Il Piacere di Camminare – 85 passeggiate nella campagna senese” di Gianfranco Giani, “Pier Paolo, un figlio, un fratello” di Francesco Ricci, “La sconfitta del Mediterraneo – Venezia e Istanbul: incontri e scontri, da Carlo V alla guerra di Candia (1519-1669)” di Leonardo Sampoli, e il libro per bambini della bravissima illustratrice Elena P. Tre strani pellegrini in viaggio per la Via Francigena nel territorio di Siena”.

Non mancheranno ovviamente i grandi classici della casa editrice senese come “La Terra in Piazza – Una interpretazione del Palio” di Alan Dundes e Alessandro Falassi, “Pienza – Guida alla città e ai dintorni” di Marco Pierini e, visto che l’Eroica è ormai imminente, abbiamo deciso di portare La bici d’epoca – Appunti per conoscere e riconoscere la bicicletta da corsa d’epoca” di Giuseppe Nardini.

Intorno alla vasca di acqua termale quindi, per “I colori del Libro”, standisti provenienti da tutta Italia esporranno libri usati, antichi e d’occasione. Il visitatore potrà così curiosare tra le bancarelle e sfogliare libri di tutti i tipi. Inoltre sono previste tra sabato e domenica presentazioni ed eventi. In piazza del Moretto Toscanalibri.it allestirà come di consueto uno spazio espositivo dedicato agli editori toscani e, del tutto gratuitamente, potranno essere esposte anche le vostre pubblicazioni

 

Condivi subito:

Visitare Siena e scoprire le sue bellezze

Per visitare Siena è sufficiente camminare. Gioiello artistico-architettonico, la città del Palio è la capitale del turismo slow.

Se c’è un luogo dove ci si sente letteraimente avvolti dalla storia e dalla bellezza artistica e architettonica questo è sicuramente Siena, con i suoi capolavori d’arte, i suggestivi angoli nascosti, gli scorci mozzafiato delle sue 17 Contrade e le valli verdi che pochi conoscono. Visitare Siena è un’esperienza che soddisferà il turista da tutti i punti di vista: storico, artistico e culinario.

Visitare Siena Tramonto
Visitare Siena Tramonto – Foto di Matteo Cimardi

Per visitare Siena, basta arrivare in Piazza del Campo – simbolo della città e del suo centro storico, patrimonio Unesco dal 1995 – per ritrovarsi magicamente proiettati in epoca medievale. A dominare la Piazza, la Torre dei Mangia che svetta su Palazzo Pubblico, dove è custodito il Museo Civico, uno dei più importanti emblemi di architettura gotica del mondo. Al suo interno un suggestivo viaggio nella storia, tra volte e soffitti affrescati con opere d’arte somme di Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti, Duccio di Boninsegna, Domenico Beccafumi. Opere bellissime che potrete trovare riprodotte fedelmente usando le tecniche dell’epoca dall’artista senese Marco Caratelli (per vedere le sue opere clicca qui). Proseguendo a piedi e lasciandosi alle spalle la conchiglia di Piazza del Campo, si sale lungo Via dei Pellegrini fino ad arrivare al Duomo, gioiello in stile romano-gotico e al complesso di Santa Maria della Scala, uno dei più antichi ospedali d’Europa, che nel Medioevo forniva assistenza e cure ai pellegrini diretti a Roma lungo la Via Francigena.

Siena Torre del Mangia - Foto di Matteo Cimardi
Siena Torre del Mangia – Foto di Matteo Cimardi

Visitare Siena non solo nel patrimonio storico-architettonico. Dolce e misurata, perché lontana dagli eccessi delle grandi città e con ritmi di vita a misura d’uomo, è la capitale del turismo slow e del bien vivre, da visitare in qualunque momento dell’anno perché offre sempre un nutrito calendario di eventi di enogastronomia, arte e musica.

Visitare Siena con un Trekking nella Storia, senza dimenticarsi però quello che c’è fuori dalle mura. Il Chianti, le Crete Senesi, La Montagnola sono tutti itinerari ricchi di percorsi ben segnalati grazie al Fai e al libro “Il Piacere di Camminare” (per sapere di più clicca qui)  edito da Nuova Immagine Editrice

Crete Senesi - Foto di Matteo Cimardi
Crete Senesi – Foto di Matteo Cimardi

La Via Francigena e i Bambini

II modo migliore per visitare Siena è godersi a piedi i suoi saliscendi e i suoi vicoli. Tra gli eventi slow da non perdere #SienaFrancigena, il trekking urbano promosso dal Comune di Siena lungo la Via Francigena da Porta Camollia a Porta Romana, facendo tappa al Santa Maria della Scala in Piazza Duomo. Per i più piccoli c’è Sienafrancigenakids, primo trekking urbano per bimbi e famiglie. Dal 10 dicembre 2016 al 25 febbraio 2017, ogni sabato una balia medievale racconteràla storia di Siena con tanti aneddoti e curiosità divertenti.

Per i più piccoli consigliamo i libro “Tre strani pellegrini in viaggio per la via Francigena nel territorio di Siena” -> per saperne di più clicca qui

Tre strani pellegrini per la via Francigena nel territorio di Siena
Tre strani pellegrini per la via Francigena nel territorio di Siena
Condivi subito:

Ezra Pound a Siena

Ezra Pound a Siena, la controversa storia di un personaggio che fa discutere raccontata da Stefano Adami

Si intitola “Ezra Pound a Siena – tra Accademia Chigiana e Monte dei Paschi” ed è il libro a firma del grossetano Stefano Adami, ed. Nuova Immagine, che ha il pregio di raccontare con passione la storia controversa, artistica e umana, di un personaggio, Ezra Pound, che ancor oggi fa parlare e discutere.

Musica, economia, poesia, politica. Queste quattro parole, sostantivi apparentemente lontani di significato tra loro, ruotano, nel libro di Stefano Adami, sul cardine di Ezra Pound. Ruotano agitate in un turbinio di vicende complesse e altalenanti intorno a questo personaggio della prima metà del secolo scorso, americano, vissuto incidentalmente a Siena, nel periodo fascista, successivamente internato per tredici lunghi anni in un manicomio americano, per poi finire i suoi giorni nel nostro paese.

Per acquistare il libro “Ezra Pound a Siena” clicca qui

Ezra Pound a Siena
Ezra Pound a Siena

La figura di Ezra Pound a Siena, che Adami ci tratteggia con deliziosa capacità espositiva, è intrisa di una duplice amalgama. Da una parte è apprezzabile la ricca testimonianza di documenti rinvenuti dall’autore, presso l’Accademia Chigiana, analizzati con la passione dello studioso. Dall’altra non possiamo non notare una narrazione vivace pur trattando temi coniplessi, tra musica e economia, arte e politica.

Nel libro, la vicenda umana di Ezra Pound a Siena inizia, non a caso, con una intervista del 1967 insieme a Pier Paolo Pasolini (acquista il nostro libro su Pasolini cliccando qui). Ripercorre, poi, quasi in un flashback, gli anni della giovinezza, in particolare riferimento al periodo senese. Fin da piccolo, fu destinato all’accademia militare, ma ben presto scoprì la sua avversione alle armi e una più naturale disposizione per le arti e le lettere. Attratto dal sacro fuoco della musica, appassionato dell’arte Medievale, arriva in Italia nel 1908. Dopo un breve periodo di permanenza nel nostro paese si trasferisce a Londra. Conosce Marinetti, approfondisce esperienze letterarie sulla strada degli antichi troubadores e le ambizioni letterarie lo trascinano in un vortice di interessi il cui culmine coincide con la prima guerra mondiale. Le miserie familiari, specie l’esperienza del nonno, che aveva conosciuto ricchezza ed estrema povertà, rimarranno impresse per tutta la vita nel poeta e presto finiranno per influenzare le sue convinzioni più generali sull’Europa, che dilapida (come il nonno) il suo patrimonio culturale, umano e finanziario.

Libro Ezra pound a siena
Libro Ezra pound a siena

L’esperienza deleteria della guerra mondiale gli farà accrescere la convinzione che grandi ricchezze generano grandi povertà e di conseguenza il lento morire dell’uomo. Proprio la guerra, con la sua insensatezza e le inevitabili atrocità, lo fanno riflettere sul fallimento di quanto prodotto fino a quel momento dalla politica degli Stati. In questi anni, l’amicizia del poeta inglese Douglas, e le idee economiche di Gesell lo influenzeranno profondamente. Anticapitalista tino al midollo, matura la sua avversione alla pratica dell’usura e al sistema economico che vede la ricchezza in mano a pochi soggetti con a capo i banchieri.
Scrive in “Lavoro ed usura”:

‘Banche e banchieri hanno funzioni utili e potenzialmente onesti. Chi fornisce una misura dei prezzi sul mercato e allo stesso tempo un mezzo di scambio, è utile alla nazione. Ma chi falsifica questa misura e questo mezzo è reo…”.

Nel 1922 è Ezra Pound a Siena, sede del Monte dei Paschi (definito da Pound “un primato per Siena”), dove intratterrà rapporti con il conte Chigi Saracini dell’Accademia Chigiana, occupandosi di musica con la sua compagna Olga Rudge. Qui ha modo di approfondire i suoi convincimenti in materia di economia e nel 1925, con uno stratagemma riesce ad ottenere un colloquio anche con Mussolini, al quale prospetta le sue teorie economiche, pur senza riceverne apprezzamento alcuno.

Accademia Chigiana Siena
Accademia Chigiana Siena

Il tema dell’economia, che troviamo presente nell’opera di questo periodo (Cantos), traduce in poesia la denunciadell’aberrante sistema dell’usura che crea povertà, conflitti sociali e guerre.

Senza particolari doti di economista né seguendo orientamenti politici del tempo (non prenderà mai la tessera fascista), coltiva il fascino delle teorie economiche di Douglas secondo le quali il potere monetario scatena bolle speculative e guerre. Percepisce nella filosofia del danaro di Gesell il male della civiltà e ancora nei suoi Cantos esprime il dramma dell’uomo, che non comprendendone i pericoli, distrugge, con la spirale dell’accumulo della ricchezza, la sua cultura millenaria. In questo contesto, proiettato verso una modernità smodata, nasce la sua concezione della musica vorticistica, sotto l’influenza del futurismo.

Il pregio ” Ezra Pound a Siena ” è certamente quello di aver raccontato con passione la storia controversa, artistica e umana, di un personaggio, Ezra Pound, che ancor oggi fa parlare e discutere. Di fronte a questo nome, che negli ultimi tempi viene spesso associato ad una cultura di destra estrema, Stefano Adami ci propone la sua ricerca nella quale emerge, per contro, un Pound antimilitarista, pacifista fino allo spasimo, acerrimo oppositore di ogni guerra, e l’ha fatto con la lucida chiarezza e rigore dello storico, con la competenza dell’esperto musicale, ma soprattutto con uno stile letterario agile, godibile e di grande interesse storico.

Ezra Pound a Siena tra Accademia Chigiana e Monte dei Paschi

Autore: Stefano Adami
Anno: 2013
Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 87 pp., ill
ISBN: 88-7145-329-3
Editore: Nuova Immagine Editrice

Prezzo 8,00 €

 

recensione tratta da Maremma Magazine di Giugno 2016

Condivi subito:

Camminare nelle campagne senesi

Se vi piace il trekking, se vi piace stare a contatto con la natura, se vi piace scoprire nuovi posti e nuovi itinerari il libro “Il piacere di camminare – 85 passeggiate nelle campagne senesi” fa al caso vostro. Con questo libro possiamo apprezzare ancora di più il camminare nelle campagne senesi.

Sabato 7 maggio alle ore 17,30 sarà presentato presso la Sala di Palazzo Patrizi, via di città – Siena, il libro “Il piacere di camminare – 85 passeggiate nelle campagne senesi” di Gianfranco Giani. Interverranno Dario Bagnacci, Presidente della Sezione di Siena del CAI, la Dott.ssa Francesca Vannozzi, Assessore alla Cultura del Comune di Siena,
Marco Mari e Eva Pratesi ideatori di maplou, piattaforma web per la condivisione di itinerari georeferenziati.

il piacere di camminare nelle campagne senesi
il piacere di camminare nelle campagne senesi

Il Piacere di Camminare nelle campagne senesi è una raccolta di esperienze acquisite nel corso di molti anni, percorrendo la campagna della provincia di Siena, una tra le più varie e interessanti d’Italia. È proprio a piedi che si riesce ad ammirare, ad ascoltare e a capire ciò che il territorio ci racconta, entrando nella storia di questi luoghi lentamente, fuori dai normali e rumorosi flussi turistici. Gli itinerari qui proposti sono prevalentemente “escursionistici” e non turistici, studiati per evitare il più possibile le strade asfaltate o molto trafficate e le zone superaffollate. È stata data la preferenza a strade bianche, tratturi, carrarecce e sentieri di bosco, a volte appena accennati. Generalmente non si tratta di percorsi di grande impegno fisico, ma belle passeggiate in città, nell’immediata periferia o in aperta campagna, per godersi il piacere di camminare nelle campagne senesi. Sono anche descritte per i più esperti e allenati, lunghe escursioni di più giorni sulla Via Francigena, sulla Via delle Grance o intorno alla Val d’Orcia.

Locandina il piacere di camminare
Locandina il piacere di camminare

GIANFRANCO GIANI, nato Castiglione d’Orcia nel 1940, è entrato a far parte della Sezione di Siena del Club Alpino Italiano nel 1992, all’interno della quale ha ricoperto varie cariche, fra cui quella di presidente. Appassionato ambientalista e amante della natura, ha collaborato alla realizzazione di reti di sentieri per il Treno Natura, per il Museo del Bosco di Orgia, per la Pro Loco di Gaiole in Chianti e alla generale revisione dei sentieri CAI nella Montagnola senese di cui oggi ne coordina la manutenzione. Nel corso degli anni si è dedicato all’organizzazione di iniziative escursionistiche in tutto il territorio senese e per condividere le sue esperienze ha deciso di pubblicare questa guida.

Condivi subito: