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Il Sator e il Duomo di Siena Debutto agli Intronati

Questa sera, alle 17,30, nella sala storica della Biblioteca degli Intronati presentazione del Sator di Gioachino Chiarini edito da Nuova Immagine Editrice

Questa sera, alle 17,30, nella sala storica della Biblioteca degli Intronati, in via della Sapienza 5, presentazione del libro «Il Sator e il Duomo di Siena», di Giaochino Chiarini (nella foto), Nuova Immagine Editrice.

Appuntamento del programma di incontri pubblici della Biblioteca dedicati alla presentazione di libri. Il primo volume sviluppa un approfondimento analitico-scientifico su un enigma proveniente dall’astronomia antica e che rimanda al Duomo.

Sator Duomo di Siena
Sator e il Duomo di Siena

Partendo dalla lapide con il quadrato magico Sator affissa sulla fiancata nord della nostra Cattedrale, nella sua ricerca l’autore illustra il significato dell’indovinello, le sue origini, la sua fortunata diffusione e la sua complessità simbolica legata ai culti solari.

Ideato sotto Nerone nell’ambito delle iniziazioni mitraiche dell’esercito imperiale nella forma Rotas / Opera / Tenet / Arepo / Sator, il Quadrato continuò a prosperare anche nel nuovo universo cristianizzato in forma rovesciata. Cioè, con Rotas all’ultimo posto e Sator al primo, in onore a Cristo come «Nuovo Sole» e «Seminatore ».

Il Sator e il Duomo di Siena» Debutto agli Intronati
Il Sator e il Duomo di Siena»
Debutto agli Intronati

Nell’ultima parte dello studio, riconducendo il Quadrato al Duomo di Siena, sono posti in risalto alcuni dei possibili significati simbolici che legano la magia dell’antico
indovinello latino alla cattedrale senese e alla sua singolare ricchezza artistica e religiosa.

All’incontro, coordinato dal presidente della Biblioteca degli Intronati, Roberto Barzanti, sarà presente anche l’autore Giaochino Chiarini.

L’ingresso è libero (www.comune.siena.it.)

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Gioachino Chiarini spiega, per la prima volta con metodo scientifico, il significato del Quadrato Magico al Duomo di Siena

  • Autore: Gioachino Chiarini
  • Anno: 2017
  • Formato: 17×24
  • Pagine: 152
  • ISBN: 9788 8 7145 369 9

 

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Sator Duomo di Siena

Il mistero del Sator di Siena

Sator: Chiarini indaga storia e significati del “quadrato magico”

Il Sator è, da sempre, un chiodo logico, un cortocircuito, un’ossessione. Un rimando continuo, misterioso,al labirinto, allo specchio, alla croce, allo scendere due volte nello stesso fiume. All’eterno ritorno delle stesse cose. Allo stupore della vita. Parliamo, naturalmente, del noto motto latino Sator Arepo Tenet Opera Rotas che, scritto in righe allineate in una sorta di “quadrato magico”, ci restituisce una frase che può essere letta allo stesso modo da ogni verso

Cinque parole allineate che si possono leggere allo stesso modo da ogni verso Un arcano che da Roma antica si
ritrova in varie parti del mondo
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È dunque un enigma, sia dal punto di vista del contenuto del motto, che della sua forma. Ed uno dei più grandi misteri è che il quadrato magico del Sator è emerso in siti archeologici diversissimi e molto lontani fra loro. Il quadrato del Sator è stato ritrovato in vari scavi di Pompei e di Roma antica e in numerosi siti di antiche città romane di confine, come la latina Corinium, l’attuale Cirencester, in Inghilterra.

Ma è stato ritrovato anche in Egitto e in Mesopotamia. Il motto, dunque, era già molto diffuso e popolare nell’antica Roma, ed aveva di certo un significato di rilievo, immediatamente riconoscibile, data la sua presenza negli elementi di costruzione.

Era forse, il quadrato del Sator, una immagine di un culto del mondo antico?

O un semplice arguto indovinello?

O il riconoscimento di una imprescindibile verità, come quelle frasi che la tradizione vuole che i Sette Sapienti greci avessero scolpito su quadrati simili?

È sicuro, comunque, che il Sator è centrale nel mondo antico. E che diviene poi altrettanto centrale nella tradizione cristiana. Si ritrova infatti nei sotterranei della basilica romana di Santa Maria Maggiore, a Santiago di Compostela, nell’Abbazia di Sermoneta, nella Collegiata di Sant’Orso ad Aosta, e nel Duomo di Siena. E anche in molti altri edifici civili pubblici e privati di età medioevale. In disegni, miniature, immagini e dipinti.

Sator

Ma qual è il significato della frase?

Ad una prima traduzione, il breve testo sembra parlarci di un tal seminatore Arepo che si occupa attentamente della manutenzione dei suoi strumenti di lavoro agricolo. Arepo, però, non sembra nome di derivazione latina. Molti hanno fatto dunque notare che potrebbe avere un altro significato. O numerosi altri. Da qui partono appassionanti lavori di ricerca per diverse ipotesi di traduzione: una delle possibili interpretazioni legherebbe addirittura la frase alla struttura delle costellazioni.

Nel mondo antico, dunque, molteplice poteva essere il significato del Sator. In età cristiana, invece, il Sator sembra essere – anche nella costruzione della frase nel quadrato magico, con Tenet palindromo al centro – un rimando alla figura della Croce. E al Buon Seminatore, Cristo. Che si occupa della semina del mondo.

Nel corso del tempo, il Sator è stato l’oggetto dei richiami più inattesi e inaspettati. Come quello, per sempio, di Johan Sebastian Bach che, parlando del suo modo di comporre, accenna proprio al Sator ed al suo labirinto linguistico come modello che ha sempre seguito.

Paracelso dice che il Sator è sostanzialmente un talismano erotico. Anche Girolamo Cardano lo cita più volte. E ne indica effetti benefici e terapeutici. È uscito di recente un testo che, proprio a partire dalla presenza del motto su un lato esterno del Duomo di Siena, vuole rendere conto e analizzare l’importanza e la centralità del Sator nelle diverse tradizioni culturali.

Il sator si trova sul lato destro del Duomo di Siena

È il volume di Gioachino Chiarini, studioso dell’Università di Siena, “Il Sator e il Duomo di Siena” pubblicato dalla Nuova Immagine Editrice. Chiarini, con le competenze di latinista e di valido studioso del mondo antico, ricostruisce e analizza l’emergenza del quadrato magico in diverse epoche e culture. Le varie traduzioni, i significati. Il seminatore, che dà vita alla terra – dice – è il sole. Il sole, l’ombra. Il sole che danza nel suo cammino. È il sole che scandisce il tempo. Il sole che segna i ritorni. Le possibili traduzioni del motto vengono saggiate e soppesate. Come i motivi per i quali il Sator attraversa i millenni, le estetiche, gli eventi umani. Chiarini lo lega anche alla figura del labirnto nel mondo antico. L’importante ricerca di Chiarini verrà discussa, a Siena, durante la Notte dei ricercatori.

Dal volume nasce infatti una proposta culturale di rilevo. Una proposta di una serie di dialoghi ed incontri dedicati all’immagine del Sator e del labirinto nelle tradizioni culturali, nelle arti visive, nella musica. Fino al Sator informatico. Incontri ed approfondimenti che partono proprio dalla ricerca di Chiarini, che si aprono ad ottobre a Siena. E, a seguire, in altre sedi universitarie italiane

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