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Egizi Etruschi – un accostamento sensazionale

Dalle piramidi alla maremma con grande ammirazione. Sono più che positivi i numeri che interessano la mostra “ Egizi Etruschi ”, ospitata al Complesso monumentale San Sisto di Montalto di Castro.

Dal 14 giugno scorso – giorno della sua inaugurazione – al 14 agosto sono state registrate oltre 1.500 presenze. La mostra, curata dalla Soprintendenza archeologica per l’Etruria meridionale, guidata da Alfonsina Russo – con il lavoro di Simona Carosi e del direttore scientifico della Fondazione Vulci, Carlo Casi – è stata realizzata col sostegno del Comune
montaltese e della Regione.

L’idea concettuale della mostra «nasce dall’opportunità di accostare produzioni e  ideologieche hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo di due tra le più grandi civiltà del Mediterraneo, un mare che nell’antichità ha sempre favorito gli scambi e l’incontro di culture, che, sia pure nella loro eterogeneità, possiamodefinire mediterranee».

Egizi Etruschi
Egizi Etruschi Complesso monumentale di San Sisto 14 giugno 2017 ore 18.00-Montalto di Castro

Sono esposti oggetti egizi trovati a Vulci risalenti al VIII-VII secolo a.C. e al III secolo a.C, messi a confronto con i reperti di Eugene Berman, pittore, illustratore e scenografo russo, ma anche collezionista d’arte. Si tratta di reperti che acquistò durante i suoi viaggi in Egitto tra il 1964 e il 1965 ed essendosi stabilito a Roma, nel 1972, alla sua morte, donò,
insieme al resto della collezione, allo Stato Italiano e per esso alla Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale. Altre testimonianze della cultura egizia provengono dal Polo museale della Toscana-sezione Egizia del Museo archeologico di
Firenze, che ha accolto la proposta di esposizione. Infine, un cenno alla Tomba dello Scarabeo dorato trovata a Vulci nel 2016.

Il corredo funerario è stato rinvenuto nell’ambito dell’attività di contrasto agli scavi clandestini che impegna il comando carabinieri Tutela patrimonio culturale insieme alla Soprintendenza.

Per visitare la mostra Egizi Etruschi , gli orari per tutto il mese di agosto vanno dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 18 alle ore 22; per tutto il mese di settembre si passerà all’apertura
dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 (lunedì giorno di chiusura)

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La sfinge di Vulci in mostra a Sovana

La Sfinge di Vulci sarà esposta da oggi fino a novembre a Sovana presso Palazzo Pretorio

TESTA di donna, corpo di leone, coda di serpente e ali d’aquila, la Sfinge di Vulci sfoggia tutta la sua bellezza del VI secolo a.C., ritta sulle zampe, nella sua mole scolpita in nero, a evocare il suo ruolo di «guardiana« della pace dei morti.

E’ lei. La Sfinge di Vulci la star assoluta della mostra che verrà inaugurata domani alle 15 nel palazzo Pretorio in Sovana a sottolineare il profondo legame tra le due città etrusche e i rapporti di collaborazione fra il Museo e il parco archeologico di Vulci e il parco archeologico della città del tufo di Sovana, Sorano e Vitozza.

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REPERTI La splendida Sfinge di Vulci da oggi in mostra a Sovana

La straordinaria statua funeraria guida i ritrovamenti effettuati dagli archeologi della società Mastarna durante la campagna di scavo iniziata nel novembre del 2011, grazie anche ad un finanziamento della Regione Lazio, e appena conclusasi, nella necropoli dell’Osteria di Vulci, uno dei più importanti centri dell’ Etruria.

L’esposizione di Sovana, che resterà aperta fino a 15 novembre (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, chiusa il giovedì) racconta, ora, le scoperte frutto delle ultime preziose indagini che hanno consentito di riportare alla luce la cosiddetta “Tomba della Sfinge”, monumentale ipogeo funerario risalente al VI secolo a.C.

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Mostra ad Orvieto Etruschi à la carte

Etruschi à la carte. Libri e documenti dal Settecento all’Ottocento accoglie volumi e disegni di personaggi che hanno fatto la storia dell’Etruscologia. Museo Etrusco Faina fino al 26 Febbraio 2017

Il percorso della mostra « Etruschi à la carte » offre l’occasione per osservare le opere, gli appunti, i disegni di alcuni dei protagonisti della riscoperta del mondo degli Etruschi avvenuta tra Sette e Ottocento.

L’opera De Etruria regali dell’antiquario scozzese Thomas Dempster, per esempio, inaugurò una stagione degli studi, denominata «etruscheria», nel corso della quale al popolo preromano vennero attribuiti numerosi primati, fino a ritenerli il perno della civilizzazione dell’Italia.

Il Catalogo di scelte antichità etrusche (nell’edizione italiana e in quella francese) di Luciano Bonaparte, lo scopritore delle necropoli di Vulci, è il racconto dettagliato di una delle maggiori avventure dell’archeologia nella prima metà dell’Ottocento.

Etruschi à la carte al Museo Faina di Orvieto
Etruschi à la carte al Museo Faina di Orvieto

Del fratello di Napoleone, si espongono ad Etruschi à la carte anche due taccuini di grande interesse: uno con gli appunti presi in vista della stesura del volume appena ricordato, l’altro con un elenco delle entrate e delle uscite della famiglia negli anni 1839-1840.

Die Etrusker, di Karl Otfried Müller, è il primo manuale di etruscologia e nella sua edizione originale, risalente al 1828, vi è, tra l’altro, l’intuizione del riconoscimento di Orvieto con l’etrusca Velzna (Volsinii, in lingua latina).

Numeri delle riviste Bullettino e Annali dell’Instituto di Corrispondenza Archeologica testimoniano l’attività editoriale dell’Istituto, che ebbe – con le sue luci e le sue ombre – un ruolo di primaria importanza nella ricerca archeologica portata avanti durante il XIX secolo.

Il numero degli Annali esposto in mostra (1877) contiene la prima presentazione, a cura di Gustav Körte, dei risultati degli scavi nella necropoli orvietana di Crocifisso del Tufo.

Riferiti proprio alla planimetria, alla tipologia delle tombe e alle iscrizioni delle necropoli di Orvieto sono tre disegni di Adolfo Cozza risalenti al 1881 e presentati per la prima volta.

Museo Faina - Orvieto
Museo Faina – Orvieto

L’intensa attività di Cozza è testimoniata anche da un suo articolo relativo alla scoperta di un importante tempio avvenuta in località Lo Scasato (Civita Castellana). Lungo il percorso espositivo Etruschi “à la carte” viene presentata anche una pianta delle strutture presenti nell’area archeologica di Paglíano, posta alla confluenza tra i fiumi Paglia e Tevere, e dove è stato riconosciuto un porto fluviale. La pianta segnala le scoperte avvenute durante il 1890.

Infine vengono esposte due opere di Domenico Cardella, tra le quali proprio il Museo Etrusco Faina, vale a dire il primo catalogo a stampa del museo pubblicato nel 1888, di cui è stata appena pubblicata la ristampa anastatica.

DOVE E QUANDO

« Etruschi à la carte Libri e documenti dal Settecento all’Ottocento»
Orvieto, Museo «Claudio Faina»
fino al 26 febbraio 2017

Orario ma-do: 10,00-17,00; lu chiuso

Info tel. 0763 341216;
e-mail: [email protected];
www.museofaina.it

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Ombra degli etruschi a Prato

Ombra degli Etruschi a Prato

Il Palazzo Pretorio di Prato ospiterà la rassegna l’ombra degli Etruschi in programma dal 19 marzo al 30 giugno

Un patrimonio storico-culturale tutto ancora da scoprire da Artimino a Fiesole, passando obbligatoriamente per il sito archeologico di Gonfienti. Prato ha un forte legame con la civiltà etrusta e il Museo di Palazzo Pretorio, fulcro del patrimonio storico-culturale cittadino vuole riallacciare i rapporti con l’antica civiltà, dedicando un’interessantissima mostra alle popolazioni etrusche che si stanziarono a Nord del fiume Arno, nella zona di Firenze-Prato-Pistoia, del Mugello/Val di Sieve e del Montalbano.

Ombra degli etruschi a Prato
Ombra degli etruschi a Prato

La mostra, che si intitola “L’ ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina”, è allestita nell’area al piano terra del Museo di Palazzo Pretorio, è prevista dal 19 marzo al 30 giugno. Saranno esposti dieci bronzetti e ventiquattro monumenti in pietra tra cui cippi e stele decorati a rilievo ed appartenenti alle famiglie gentilizie che mettevano sulle rispettive tombe le proprie immagini, quelle che volevano che arrivassero all’esterno. Una particolare sezione della mostra L’ombra degli Etruschi sarà interamente dedicata alle pietre fiesolane, tra le produzioni che caratterizzano nel modo migliore questa notevole porzione di territorio che si estende fra pianura e collina dal Mugello alla Val di Sieve, dall’area prettamente fiorentina e fiesolana fino ad arrivare alla zona pratese e pistoiese.

La kylix (coppa) attica a figure rosse, attribuita al celebre pittore ateniese Douris, in mostra a Prato
La kylix (coppa) attica a figure rosse, attribuita al celebre pittore ateniese Douris, in mostra a Prato

Perchè proprio Prato dovremmo scegliere per scoprire gli Etruschi?

In attesa che il sito archeologico di Gonfienti diventi accessibile ai cittadini, il merito di “L’ ombra degli Etruschi” è quello di riuscire a cogliere in modo molto omogeneo il reale significato di questa produzione di reperti, scoprento il mondo del sacro e dell’aldilà, unendo in una sede unica, per la prima volta, i pezzi più importanti epregiati in funzione. Per mettere in risalto il nucleo dei materiali pratesi e il profilo delle pietre fiesolane è stato ideato un suggestivo gioco di luci e di ombre: l’allestimento della mostra Ombra degli Etruschi è stato creato dall’architetto Francesco Procopio, e punta a cogliere l’attenzione del visitatore rievocando suggestioni di altre epoche.

Una stele etrusca in pietra decorata a rilievo
Una stele etrusca in pietra decorata a rilievo

La mostra è curata da Giuseppina Carlotta Cianferoni (Polo Museale della Toscana), Paola Perazzi, Gabriella Poggesi e Susanna Sarti (Soprintendenza Archeologia della Toscana), con la collaborazione della conservatrice del Museo Rita Iacopino, ed è promossa dal Comune di Prato, Mibact, Soprintendenza Archeologia della Toscana, con la collaborazione del Polo Museale della Toscana.

Bronzetto votivo etrusco (raccolta Guasti-Badiani)
Bronzetto votivo etrusco (raccolta Guasti-Badiani)

Informazioni sulla mostra L’ Ombra degli Etruschi a Prato

La mostra è visitabile tutti i giornidalle 10.30 alle 18.30 (escluso il martedì), il biglietto d’ingresso è di 4 euro. Info: www.palazzopretorio.prato.it

Depliant ombra etruschi
Depliant ombra etruschi
Depliant ombra etruschi
Depliant ombra etruschi
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Etruschi, maestri di scrittura al Maec

“Etruschi maestri di scrittura” sarà inaugurata a Cortona il 19marzo. Fra i reperti provenienti da mezzo mondo la mummia di Zagabria, le lamine di Pyrgi, il vaso per profumo del Louvre

Si apre una finestra sulla scrittura etrusca grazie alla mostra “Etruschi maestri di scrittura” che il 19 marzo sarà inaugurata a Cortona, progettata congiuntamente dalla città toscana insieme al Louvre e al Museo Henri Prades di Lattes. Istituzioni che già nel 2011 avevano proficuamente cooperato per un’altra iniziativa, “Gli etruschi dall’Arno al Tevere: le collezioni del Louvre a Cortona”, premiata da un notevole successo di pubblico. Il tema della scrittura etrusca ci rimanda a un popolo e una cultura che con conquiste, commerci, idee, storie in tutto il bacino del Mediterraneo sono stati protagonisti fra il settimo e il primo secolo avanti Cristo. L’arrivo dell’alfabeto dalla Grecia verso la fine del settimo secolo è l’aspetto culturalmente più qualificato e più qualificante di un movimento che ha portato nelle nostre terre manufatti, uomini, esperienze, idee che hanno segnato un’autentica rivoluzione socio culturale.

Etruschi maestri di scrittura
Etruschi maestri di scrittura

Maestri di scrittura: un vuoto di 30 anni.

Da oltre tre decenni non si facevano iniziative di così alto livello internazionale su un argomento tanto dibattuto e affascinante. Il vuoto si colma ora con questo grande evento archeologico alla luce anche delle recenti scoperte di epigrafi vicino a Montpellier e al ritrovamento nel 1992 della “Tabula cortonensis”, che è il terzo testo etrusco in ordine di lunghezza fra quelli esistenti, un testo che ha aperto nuovi orizzonti sul diritto privato e più in generale sulla cultura etrusca in età ellenistica.

Cortona capitale etrusca, grazie ai maestri di scrittura

Ora per questi “Etruschi maestri di scrittura” lo sforzo organizzativo è stato ben più ampio e la stessa ricerca più approfondita. Come più lunga sarà la tenitura. I reperti, gli oggetti, le opere che provengono da alcuni dei più importanti musei del mondo, resteranno in mostra nelle sale di Palazzo Casali in piazza Signorelli, sede del Maec (Museo dell’Accademia etrusca e della Citta di Cortona) fino alla fine di luglio. Lungo il percorso spiccano alcune delle testimonianze più importanti dell’epigrafia etrusca. Autentiche rarità per non dire capolavori. Come la Mummia di Zagabria o le lamine di Pyrgi, il vaso per profumo che arriva dal Louvre, o l’iscrizione sul “fegato di Piacenza” dal museo di Palazzo Farnese, pezzi che con tutti gli altri illustreranno, come mai prima d’ora era stato fatto, la diversità dei supporti e delle tecniche di scrittura.

Etruschi Maestri di Scrittura
Etruschi Maestri di Scrittura

La lingua misteriosa dei Maestri di scrittura.

Oggetto di profondi studi, l’idioma etrusco resta per certi versi ancora misterioso. Sono infatti irrisolti i significati specifici di molte parole, in particolare quelle che non presentano parentele con le lingue antiche più note. La difficoltà di comprensione dipende essenzialmente dalla scarsità di testi lunghi e dalla ripetitività dei testi brevi che ci sono giunti, quasi esclusivamente di natura funeraria, giuridicao commerciale. Iscrizioni ed epigrafi. L’esposizione di Cortona intende dimostrare i progressi negli studi nella sintassi e nella grammatica, attraverso una rilettura e una nuova interpretazione di molti epigrafi e alcune novità assolute. Le iscrizioni infatti (siano esse su oggetti di uso quotidiano o di culto, su statue o su atti) saranno classificate per settori di appartenenza: dalla sfera del rito a quella del sacro, dall’ambito funerario a quello giuridico. Un altro aspetto importante riguarderà i supporti e le tecniche scrittorie, le modalità di insegnamento e di trasmissione dell’alfabeto, le tipologie letterarie attestate, le vicende, talora avventurose, di alcuni testi.

Lamine di Pyrgi
Lamine di Pyrgi

Passato e futuro degli etruschi, maestri di scrittura.

Senza dimenticare la grande attenzione che sarà riservata all’allestimento di Palazzo Casali: un allestimento a suo modo futuribile, che godrà delle più moderne tecniche di lettura e comunicazione, non solo per scopi didattici, e che secondo i curatori dovrebbe trasformare il segno della scrittura etrusca in una forma d’arte, al limite del design, grazie anche al contributo di una grafica innovativa e coinvolgente. Numerose infine saranno le iniziative collaterali previste per tutto il periodo dell’evento, conferenze, convegni, incontri, allo scopo di approfondire i temi illustrati nelle varie sezioni del percorso espositivo, mentre una particolare attenzione sarà rivolta alla scomparsa della lingua e alla sua interpretazione, oggi resa possibile dalla continua ricerca e da studi approfonditi sia di tipo glottologico che archeologico. «Cortona è il polo attrattore della rete toscana di un centinaio di musei archeologici nell’ ambito del programma di valorizzazione del patrimonio storico artistico che vogliamo completare nei prossimi anni» ha detto l’assessore alla cultura regionale Monica Barni nel presentare l’iniziativa, sottolineando che «si tratta di una delle più importanti mostre archeologiche organizzate in questo 2016 nel nostro Paese».

Info www.cortonamaec.org

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