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Mercato Editoria 2015

Editoria: leggendo i dati relativi al 2013 e alla prima parte del 2014 riportati dall’Associazione Italiana Editori (http://www.aie.it/) , lo scenario relativo al mercato dell’editoria non è di certo positivo. L’editoria è uno dei settori che maggiormente soffre la crisi economica. Le famiglie italiane hanno sempre meno potere d’acquisto e la prima cosa che tendono a tagliare sono le spese per la cultura.

Oltre alla crisi economica, a rendere maggiormente complicato il mercato dell’editoria è l’avvento delle nuove tecnologie e del digitale, che sta piano piano cambiando ( e cambierà sempre di più in futuro) le abitudini dei consumatori italiani. C’è da sottolineare tuttavia che il mercato dell’editoria digitale sta vivendo un periodo decisamente positivo basti pensare che già ad oggi il 14% delle copie è stampato con sistemi di stampa digitale, logistici (l’80,2% delle librerie non di catena e il 100% di quelle di catena ha un gestionale collegato al magazzino del distributore), distributivi (il 12% delle vendite passa attraverso store on line), di comunicazione con il 58,9% delle case editrici è attiva sulla rete. Sono tanti dunque gli e-book che vengono scaricati e letti, ma i fatturati di quest’ultimi non modesti: non arrivano infatti ai 40 milioni di euro. Inoltre l’ebook non ha più il beneficio dell’iva agevolata di cui godono i libri tradizionali: la Corte di giustizia Ue ha infatti bocciato l’Iva agevolata per gli ebook: da gennaio l’Italia li aveva equiparati ai libri di carta, riducendo l’Iva dal 22 al 4 percento.

Libri

I lettori di ebook sono stati, nel 2013, 1,9milioni (+18,9% sull’anno precedente) con una crescita del +72,7% sul 2010, anno dell’ultima rilevazione. E i primi dati che ci arrivano per il 2014 ci confermano il trend di crescita. Non è ancora chiaro quanto di questi risultati sia frutto di processi di sostituzione, dall’abbandono del libro cartaceo alla lettura dell’ebook o di integrazione tra forme diverse di lettura. Secondo il mio modesto parere il mercato dell’editoria digitale e il mercato dell’editoria cartacea sono due tipi di mercato che possono tranquillamente convivere e che teoricamente non dovrebbero pestarsi i piedi. Questo perché hanno caratteristiche sostanzialmente diverse. Per fare un esempio un libro tradizionale gode del principio di tangibilità, di concretezza, fornisce al consumatore la sensazione di possesso e anche di soddisfazione nello sfogliare fisicamente pagina per pagina il proprio libroe di riporlo e farne sfoggio nella propria libreria. D’altro canto un ebook è più fruibile, lo si può recepire più facilmente tramite i canali digitali ed internet e può vantarsi del principio dell’immediatezza: il lettore non deve recarsi in libreria per avere un libro ma può semplicemente scaricarlo stando comodamente seduto sul divano.

Mercato Editoria ultimi tre anni
Mercato Editoria ultimi tre anni

Il settore dell’editoria tradizionale purtroppo arranca e non poco. Ci sono sempre meno lettori con un -6,1 per cento nell’ultimo anno esaminato. Di conseguenza il mercato ha subito una frenata del -4,7% e per la prima volta sono diminuite, oltre alle copie vendute, che calano del 2,3%, anche le copie pubblicate (-4,1%). Si registra anche un calo dei prezzi di copertina, sia dei libri di carta (-5,1%) che degli ebook (-20,8%, al netto dell’Iva). E poi diminuiscono gli editori: Sono 4.534 le case editrici che hanno pubblicato almeno un libro nel 2013 (-1% sul 2012). Solo una su quattro (1,187 per la precisione) ha pubblicato più di 10 titoli. E sui 64mila titoli pubblicati nell’anno calano quelli di carta (-4,1%) e la produzione di libri, ad esclusione di quelli scolastici ed educativi. Altro cambiamento, l’approccio alla lettura, Come si legge? La lettura di libri di carta cala, cresce quella digitale: sono 1,6milioni in meno gli italiani che leggono almeno un libro all’anno.

 

Ma al di là dei numeri non proprio confortanti, qual’è lo stato di salute delle imprese che producono libri e cultura? Per Ernesto Ferrero, direttore del Salone del Libro di Torino, «l’editoria italiana ha
dovuto sopportare un calo di vendite in libreria che nell’ultimo triennio ha superato complessivamente i1 20%. In compenso sono aumentate a due cifre le frequenze in biblioteca.
È un dato molto pesante, che solo in parte è collegabile con i noti fattori economici. Quella
che è in corso è una vera crisi di civiltà. Scontiamo adesso il fatto di non essere stati capaci
di formare nuovi lettori, cioè cittadini migliori. Le famiglie latitano, la scuola arranca. La lettura comporta fatalmente un minimo di fatica e di impegno, tutte parole scomparse dal linguaggio corrente. Corriamo di gran carriera verso la facilità, la superficialità, l’appiattimento al ribasso, l’omologazione, il luogo comune. Tutti gridano e nessuno ascolta. Sono questi i veri nemici contro cui un editore deve combattere: lavora per un mercato che ha molto abbassato la qualità delle sue scelte. Prevale l’intrattenimento, il romanzo di genere, il libro di cucina, il porno soft. Le classifiche dei best-sellers sono desolanti. Resiste ancora un nucleo di irriducibili, di lettori forti e qualificati, ma sono sempre meno». (L’intervento di Ferrero in questo articolo è stato ripreso da Espansione di Maggio)

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