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Festival Bluetrusco 2016 a Murlo

Murlo festeggia con Bluetrusco 2016 i 50 anni dal ritrovamento di Poggio Civitate, la scoperta piú straordinaria sull’architettura etrusca e gli scavi sono ancora in corso, con continue scoperte sorprendenti.

Murlo lo fa proponendo, per il secondo anno consecutivo, Bluetrusco 2016, unico festival dedicato all’antico popolo, ideato e organizzato dal Comune insieme a università e autorevoli enti e di cui «Archeo» è media partner.

Si tratta di un evento culturale ricco di spettacoli, sapori, esperienze, nel castello che apparteneva ai vescovi di Siena, e non solo: quest’anno, infatti, il festival si espande anche a Chiusi e Volterra. Dopo il successo della prima edizione, Bluetrusco 2016 ripropone una formula dimostratasi vincente e una straordinaria atmosfera. Luci blu, concerti di grandi artisti del jazz e del blues, nel nome della mitica nota magica della stessa cromia servono a onorare la passione etrusca per la musica. E ancora: conferenze, mostre, spettacoli, installazioni, degustazioni, cene nello stile dell’antico symposium, che si alterneranno nel corso di un lungo periodo, anche per dimostrare come le contaminazioni (gli Etruschi hanno radici anche in Anatolia) generino civiltà.

Bluetrusco 2016
Bluetrusco 2016

Bluetrusco 2016 prevede un’anteprima tra il 20 e il 22 maggio (fra i vari appuntamenti, venerdí 20, al Teatro «Pietro Mascagni» di Chiusi, Francesco Buranelli, Giuseppe M. Della Fina, Andrea Pessina e Andreas M. Steiner presentano la Monografia di «Archeo» Nel mondo degli Etruschi, un corpo centrale di eventi culturali tra il 15 e il 31 luglio (con una Notte blu il 23 luglio, e l’aggiunta di una settimana musicale fino al 7 agosto). Infine, tra il 16 e il 18 settembre, ci sarà Veduta dei borgo di Murlo (Siena), che si accinge a ospitare, insieme a Chiusi e Volterra, il festival Bluetrusco 2016, un’appendice enogastronomica. In mezzo sono in programma laboratori, visite guidate, mostre, escursioni, con riferimento il castello e il museo di Murlo, antiquarium di Poggio Civitate.

Sarà presente al Festival Bluetrusco 2016 anche la Nuova Immagine Editrice con i suoi libri sul mondo etrusco.

DOVE E QUANDO

«Bluetrusco 2016. 50 anni di Poggio Civitate» Murlo-Chiusi-Volterra tra il 20 maggio e il 18 settembre escursioni, pernottamenti, musica, mostre, eventi culturali; direzione scientifica: Giuseppe M. Della Fina Info www.bluetrusco.land; e-mail: [email protected]

Note pacchetto offerta con soggiorno promosso da Archeo

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Infinito etrusco nasce un distretto con Chiusi Murlo e Volterra

Infinito etrusco è un patto che unisce tre comuni etruschi al fine di sviluppare e dare una spinta considerevole al turismo

Nasce Infinito etrusco, un progetto culturale ed economico che unirà per almeno 5 anni i comuni di Chiusi, Murlo e Volterra con l’obiettivo dichiarato di istituire un distretto in grado di intercettare finanziamenti, creare servizi e prodotti turistici per i territori di competenza attraverso il minimo comun denominatore dell’antica civiltà etrusca che accumuna le tre realtà.

Infinito etrusco è un patto che unisce tre comuni etruschi al fine di sviluppare e dare una spinta considerevole al turismo
Infinito etrusco è un patto che unisce tre comuni etruschi al fine di sviluppare e dare una spinta considerevole al turismo

Allo studio varie iniziative per facilitare gli interscambi di turisti tra questi paesi, a partire da eventi e manifestazione in comune. L’intesa è stata firmata al palazzo comunale di Chiusi alla presenza del primo cittadino Juri Bettollini, sindaco di Murlo Fabiola Parenti, dell’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari, del  dell’assessore alla cultura di Volterra Alessia Dei e della consigliera Tiziana Garfagnini.

«Il messaggio che parte con questa firma – annuncia Bettollini – è quello di rilanciare la cultura al fine di valorizzare i nostri territori. La nostra storia può valorizzare grandi elementi di eccellenza e di attrattività. Gli attuali progetti in sinergia tra città diverse lo dimostrano. Abbiamo bisogno di mostrare le nostre bellezze e di incuriosire più persone possibili così da far conoscere ad un pubblico vasto le meraviglie di un territorio dalle grandi potenzialità e che anche attraverso progetti come questo può essere promosso nel migliore dei modi».

Soddisfatta anche l’assessore Lanari: «I progetti di valorizzazione che partono dalla cultura del nostro passato e ci proiettano nel futuro sono fondamentali – ha detto –, tutto questo è ancora più importante nel momento in cui parliamo di etruschi perché possiamo apprezzare una cultura e una storia che arriva da lontano ma che ancora oggi ci può far scoprire o riscoprire dei territori attraverso una radice comune molto preziosa. Auspichiamo di avviare attività promozionali che attraverso la sinergia e l’unione riescano ad avere importanti ricadute sia dal punto di vista culturale che turistico ».

Città e Necropoli d'Etruria
Città e Necropoli d’Etruria

Entusiasta pure il sindaco di Murlo di infinito etrusco : «Siamo partiti dall’idea di unire i territori attraverso la cultura comune e quindi attraverso gli etruschi – ha detto – Personalmente ho sempre amato la civiltà etrusca e quando mi sono trasferita dalla provincia di Pisa a quella di Siena ho scelto una città nella quale gli etruschi vivono ancora oggi. Sicuramente questo progetto è ambizioso e rappresenterà un impegno continuo nella valorizzazione dei nostri territori».

Anche i rappresentanti di Volterra hanno detto la loro su Infinito Etrusco : «Grazie a questo protocollo d’intesa potranno essere attivati percorsi che faranno riscoprire i nostri territori attraverso le radici comuni della nostra cultura e questo porterà sicuramente un arricchimento culturale e personale».

Volterra - Guida alla città e ai dintorni
Volterra – Guida alla città e ai dintorni
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Riapre la Tomba del Colle a Chiusi

L’antico sito archeologico etrusco la Tomba del Colle di Chiusi torna ad essere visitabile

Dal 21 marzo, dopo ben 30 anni dalla decisione di interrompere le visite, riapre grazie al lavoro del Comune di Chiusi, della Soprintendenza e dalla Banca locale, la Tomba del Colle di Chiusi, l’antico sito archeologico etrusco datato tra il 475 e il 450 a.C. La Tomba del Colle è visitabile grazie all’iniziativa passeggiate archeologiche; qui di seguito vi elenco tutto ciò che c’è da sapere su questa iniziativa:

“La Tomba del Colle nella Passeggiata Archeologica a Chiusi”
Chiusi, Sala Mostre del Museo Nazionale Etrusco
Orario tutti i giorni 9,00-20,00
INFO tel 0578 2017
email: [email protected]
Facebook: www.facebook.com/museoetrusco.dichiusi

Note: per la visita al Tomba del Colle rivolgersi direttamente al Museo

Particolare della corsa delle bighe dipinta nell'atrio della Tomba del Colle di Chiusi. Le pitture si datano tra il 475 e il 450 a.C.
Particolare della corsa delle bighe dipinta nell’atrio della Tomba del Colle di Chiusi. Le pitture si datano tra il 475 e il 450 a.C.

La Tomba del Colle si apre a est sulla Valdichiana e la porta in travertino a doppio battente con maniglie in ferro che ancora chiude il sepolcro è preceduta da un lungo dromos (corridio d’accesso) tagliato nel pendio delle colline che caratterizzano i paesaggio di Chiusi. Insieme alla pressoché coeva Tomba della Scimmia, la Tomba del Colle è uno dei numerosi monumenti funerari dipinti presenti nelle necropoli chiusine, che si disponevano sulle colline affacciate sulla valle del fiume Chiana, una delle più notevoli vie di comunicazione interne alla Penisola.

Ancora nel 1911 risultavano visibili otto tombe dipinte, mentre altre (andate distrutte) – illustrate anche da George Dennis nel 1848 nella sua monografia The Cities and Cemeteries of Etruria – erano state visitate dagli eruditi che si recavano nella prima metà dell’Ottocento a Chiusi per esaminare le antichità etrusche (tra questi, Giovan Pietro Vieusseux, Pietro Capei) e dai viaggiatori che compivano il Grand Tour e descrivevano le difficoltà del viaggio e i monumenti visitati, come Elizabeth Hamilton Gray nel 1839 (Tour to the Sepulchres of Etruria).
A proposito di George Dennis e dei suoi libri, se volete fare una visita a Chiusi non potete non leggere “Chiusi – Chianciano – Montepulciano – Cetona – Sarteano – Città della Pieve Città e Necropoli d’Etruria” di George Dennis a cura di Giuseppe M. Della Fina

Copertina Libro Città e Necropoli d’Etruria: Chiusi
Copertina Libro Città e Necropoli d’Etruria: Chiusi

http://nielibrionline.it/dh-lawrence-e-george-dennis/1293-chiusi-chianciano-montepulciano-cetona-sarteano-citta-della-pieve.html

La Tomba del Colle fu tra le prime (10 maggio 1833) venute alla luce nelle campagne chiusine: scoperte avvenute per merito delle bonifiche del fondovalle del Chiana o, indirettamente, a seguito della ripresa dei lavori agricoli. Dopo i primi casuali ritrovamenti, le ricerche si intensificarono anche se in maniera non del tutto perfetta. Anzi gli scavi di allora provocarono danni irreparabili alle tombe chiusine, in quanto i ricercatori di allora (nobili, clero, scavini o cercatori di professione) avevano come scopo non la conservazione dei beni storici culturali del luogo, ma bensì il ritrovamento di reperti e ricchi corredi destinati ad essere rivenduti nei vari mercati antiquari. Gli scavi venivano eseguiti senza alcun rispetto per il monumento.

Solo nel XX secolo l’archeologia chiusina si adattò alle regole imposte dalla nascita del «servizio» di tutela dei monumenti italiani all’interno dell’Amministrazione statale e dall’avvio di una organica legge di tutela. La decisione di riaprire la Tomba del Colle, chiusa fin dal 1979 per preservare le decorazioni pittoriche incredibilmente ben conservate fino a oggi, nasce da un intervento di restauro resosi necessario a causa della crescita di radici dal terreno al lato dell’ipogeo che aveva danneggiato parte del soffitto dipinto; il danno era passato inosservato a causa della precauzionale chiusura al pubblico della tomba stessa, mostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la cura migliore per un monumento non può essere l’interdizione dell’accesso al pubblico, bensì la sua attenta manutenzione e il monitoraggio continuo. L’apertura, oggi, della Tomba del Colle – come quella della Tomba della Scimmia nel 2003 – testimoniano come gli interventi conservativi eseguiti sui monumenti li valorizzano, rendendo possibile la loro fruizione da parte del pubblico.

Troverete numerosi altri dettagli e curiosità su La Tomba del Colle di Chiusi nell’interessantissimo articoli di Monica Salvini pubblicato sulla rivista Archeo n.364 di giugno 2015.

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