Archivi categoria: Mostre Archeologia

Giochi da museo : giocattoli etruschi a Perugia

I giochi e i giocattoli dei bambini e delle bambine dell’Italia etrusco-italica e poi romana sono al centro della mostra “ Giochi da museo “, allestita nel Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, a Perugia.

Lungo il percorso espositivo si possono osservare sia giocattoli che immagini di giochi raffigurati, per esempio, su vasi e su specchi: un insieme che riesce a restituire la rilevanza che già nell’antichità gli aspetti ludici avevano nella formazione dei piú piccoli.

Diversi giocattoli rinvíano ad alcuni ancora presenti nel nostro tempo: è il caso di bambole, oggetti miniaturistici, trottole, sonagli, dadi, palline, animaletti.

Mostra Giochi da Museo – trottola

Tra i reperti selezionati per Giochi da museo , spicca, per esempio, una trottola in ceramica figurata che proviene da via della Cava a Orvieto. Essa presenta una forma biconica schiacciata ed è decorata da linee, tralci vegetali con foglie d’edera e palline. Indagini radiologiche hanno mostrato che, al suo interno, sono presenti otto sassolini che avevano la funzione di assicurare effetti sonori mentre la trottola era in movimento. Può essere datata tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C.

Una testimonianza di età romana particolarmente significativa è rappresentata dagli oggetti di una casa per bambole appartenuta alla piccola Iulia Graphis. Essi provengono dal corredo funerario della sua tomba rinvenuta in una delle necropoli di Brescello (l’antica Brixellum).

I tredici oggetti in piombo, databili nella prima metà dei Il secolo d.C., riproducono elementi del mobilio, suppellettili e stoviglie: si possono segnalare una cathedra supina, . ovvero una sedia per una donna di rango, un tavolino per il banchetto (mensa tripes), un appoggio per contenitori delle vivande (repositorium), o, ancora, un tegame con coperchio, una brocchetta, una lucerna.

Singolare è anche un bronzetto proveniente da Cascia e raffigurante un bambino che tiene una palla appoggiata sul fianco, in attesa d’iniziare a giocare: il manufatto sembra potersi datare nel I secolo a.C.

« Giochi da museo »
Perugia, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbrìa
fino al 17 aprile

Dove e quando:

« Giochi da museo »
Perugia, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbrìa
fino al 17 aprile

Orario tutti i giorni, 8,30-19,30

Info tel. 075 5727141;
http://polomusealeumbria.beniculturali.it

Articolo tratto da Archeo febbraio 2017

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Mostra ad Orvieto Etruschi à la carte

Etruschi à la carte. Libri e documenti dal Settecento all’Ottocento accoglie volumi e disegni di personaggi che hanno fatto la storia dell’Etruscologia. Museo Etrusco Faina fino al 26 Febbraio 2017

Il percorso della mostra « Etruschi à la carte » offre l’occasione per osservare le opere, gli appunti, i disegni di alcuni dei protagonisti della riscoperta del mondo degli Etruschi avvenuta tra Sette e Ottocento.

L’opera De Etruria regali dell’antiquario scozzese Thomas Dempster, per esempio, inaugurò una stagione degli studi, denominata «etruscheria», nel corso della quale al popolo preromano vennero attribuiti numerosi primati, fino a ritenerli il perno della civilizzazione dell’Italia.

Il Catalogo di scelte antichità etrusche (nell’edizione italiana e in quella francese) di Luciano Bonaparte, lo scopritore delle necropoli di Vulci, è il racconto dettagliato di una delle maggiori avventure dell’archeologia nella prima metà dell’Ottocento.

Etruschi à la carte al Museo Faina di Orvieto
Etruschi à la carte al Museo Faina di Orvieto

Del fratello di Napoleone, si espongono ad Etruschi à la carte anche due taccuini di grande interesse: uno con gli appunti presi in vista della stesura del volume appena ricordato, l’altro con un elenco delle entrate e delle uscite della famiglia negli anni 1839-1840.

Die Etrusker, di Karl Otfried Müller, è il primo manuale di etruscologia e nella sua edizione originale, risalente al 1828, vi è, tra l’altro, l’intuizione del riconoscimento di Orvieto con l’etrusca Velzna (Volsinii, in lingua latina).

Numeri delle riviste Bullettino e Annali dell’Instituto di Corrispondenza Archeologica testimoniano l’attività editoriale dell’Istituto, che ebbe – con le sue luci e le sue ombre – un ruolo di primaria importanza nella ricerca archeologica portata avanti durante il XIX secolo.

Il numero degli Annali esposto in mostra (1877) contiene la prima presentazione, a cura di Gustav Körte, dei risultati degli scavi nella necropoli orvietana di Crocifisso del Tufo.

Riferiti proprio alla planimetria, alla tipologia delle tombe e alle iscrizioni delle necropoli di Orvieto sono tre disegni di Adolfo Cozza risalenti al 1881 e presentati per la prima volta.

Museo Faina - Orvieto
Museo Faina – Orvieto

L’intensa attività di Cozza è testimoniata anche da un suo articolo relativo alla scoperta di un importante tempio avvenuta in località Lo Scasato (Civita Castellana). Lungo il percorso espositivo Etruschi “à la carte” viene presentata anche una pianta delle strutture presenti nell’area archeologica di Paglíano, posta alla confluenza tra i fiumi Paglia e Tevere, e dove è stato riconosciuto un porto fluviale. La pianta segnala le scoperte avvenute durante il 1890.

Infine vengono esposte due opere di Domenico Cardella, tra le quali proprio il Museo Etrusco Faina, vale a dire il primo catalogo a stampa del museo pubblicato nel 1888, di cui è stata appena pubblicata la ristampa anastatica.

DOVE E QUANDO

« Etruschi à la carte Libri e documenti dal Settecento all’Ottocento»
Orvieto, Museo «Claudio Faina»
fino al 26 febbraio 2017

Orario ma-do: 10,00-17,00; lu chiuso

Info tel. 0763 341216;
e-mail: [email protected];
www.museofaina.it

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Celebrazioni Etrusche a Murlo

Iniziative del museo archeologico di Murlo in occasione delle Celebrazioni Etrusche a Murlo. Nei primi giorni di settembre campus per giovanissimi

Il Museo Archeologico di Murlo offre una serie di laboratori per tutte le età in occasione delle Celebrazioni Etrusche a Murlo. Uno è sulla riproduzionedi placchette note come“tessere dell’ospitalità”, la cui realizzazione sarà accompagnata da un breve racconto sul concetto di solidarietà nel mondo antico.

Celebrazioni Etrusche a Murlo
Celebrazioni Etrusche a Murlo

Mani, acquae ocra minerale sono invece i protagonisti del laboratorio sui colori dell’antichità. Il campus per bambini dai 6 ai 10 anni si terrà invece dal 5 al 9 settembre, sempre al Museo archeologico etrusco. I ragazzi saranno coinvolti in visite guidate, attività didattiche tra cui lo scavo simulato, giochi, proiezioni, letture da parte della biblioteca di Murlo e gite.

Con materiale riciclato verranno costruiti i palazzi etruschi, si disegnerà osservando le vetrine, e tra un gioco e una merenda si vestirannoi panni dell’archeologo. Tutti i laboratori del museo archeologico di Murlo, antiquarium di Poggio Civitate, e la visita guidata del sabato pomeriggio saranno gratuiti fino al 4 settembre.

Un tempo ritrovato: La riscoperta di Murlo
Un tempo ritrovato: La riscoperta di Murlo

Le attività didattiche sono in programma il sabato e la domenica (ore 11.30 e 17) e ogni sabato (alle 18) c’è la visita guidata in museo. Tutto ciò grazie a un contributo del consiglio regionale della Toscana, nell’ambito delle Celebrazioni Etrusche a Murlo, fino alla prima domenica di settembre, che ha consentito di sostenere anche la mostra organizzata dal Comune e dal’università Amherst del Massachusetts sui 50 anni dei Poggio Civitate, con decine di grandi immagini visibili nelle sale del museo e in vele esterne, appese nel castello.

Per saperne di più sui 50anni di Poggio Civitate clicca qui

Inoltre, sono previsti dei campus settembrini, legati a un progetto della Regione Toscana. Per maggiori dettagli e iscrizioni telefonarealnumero0577814099 o scrivere un’email a [email protected]

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Festival Bluetrusco 2016 a Murlo

Murlo festeggia con Bluetrusco 2016 i 50 anni dal ritrovamento di Poggio Civitate, la scoperta piú straordinaria sull’architettura etrusca e gli scavi sono ancora in corso, con continue scoperte sorprendenti.

Murlo lo fa proponendo, per il secondo anno consecutivo, Bluetrusco 2016, unico festival dedicato all’antico popolo, ideato e organizzato dal Comune insieme a università e autorevoli enti e di cui «Archeo» è media partner.

Si tratta di un evento culturale ricco di spettacoli, sapori, esperienze, nel castello che apparteneva ai vescovi di Siena, e non solo: quest’anno, infatti, il festival si espande anche a Chiusi e Volterra. Dopo il successo della prima edizione, Bluetrusco 2016 ripropone una formula dimostratasi vincente e una straordinaria atmosfera. Luci blu, concerti di grandi artisti del jazz e del blues, nel nome della mitica nota magica della stessa cromia servono a onorare la passione etrusca per la musica. E ancora: conferenze, mostre, spettacoli, installazioni, degustazioni, cene nello stile dell’antico symposium, che si alterneranno nel corso di un lungo periodo, anche per dimostrare come le contaminazioni (gli Etruschi hanno radici anche in Anatolia) generino civiltà.

Bluetrusco 2016
Bluetrusco 2016

Bluetrusco 2016 prevede un’anteprima tra il 20 e il 22 maggio (fra i vari appuntamenti, venerdí 20, al Teatro «Pietro Mascagni» di Chiusi, Francesco Buranelli, Giuseppe M. Della Fina, Andrea Pessina e Andreas M. Steiner presentano la Monografia di «Archeo» Nel mondo degli Etruschi, un corpo centrale di eventi culturali tra il 15 e il 31 luglio (con una Notte blu il 23 luglio, e l’aggiunta di una settimana musicale fino al 7 agosto). Infine, tra il 16 e il 18 settembre, ci sarà Veduta dei borgo di Murlo (Siena), che si accinge a ospitare, insieme a Chiusi e Volterra, il festival Bluetrusco 2016, un’appendice enogastronomica. In mezzo sono in programma laboratori, visite guidate, mostre, escursioni, con riferimento il castello e il museo di Murlo, antiquarium di Poggio Civitate.

Sarà presente al Festival Bluetrusco 2016 anche la Nuova Immagine Editrice con i suoi libri sul mondo etrusco.

DOVE E QUANDO

«Bluetrusco 2016. 50 anni di Poggio Civitate» Murlo-Chiusi-Volterra tra il 20 maggio e il 18 settembre escursioni, pernottamenti, musica, mostre, eventi culturali; direzione scientifica: Giuseppe M. Della Fina Info www.bluetrusco.land; e-mail: [email protected]

Note pacchetto offerta con soggiorno promosso da Archeo

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Gli Etruschi a Prato, viaggio nelle origini

Gli Etruschi a Prato riuniti per la prima volta i reperti trovati nei siti poco noti da Fiesole a Artimino. Bronzi e pietre in mostra a Palazzo Pretorio da sabato fino al 30 giugno

Si preannuncia un imminente ritorno alle origini per Prato, «al fine di riconnettere la nostra storia con un non-detto durato troppo a lungo», dice Simone Mangani, assessore pratese alla cultura parlando degli etruschi a Prato. Questo lo scopo della mostra “L’ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina”, in programma al Palazzo Pretorio dal 19 marzo al 30 giugno e curata da Paola Perazzi e Gabriella Poggesi.

Ombra degli etruschi a Prato
Ombra degli etruschi a Prato

L’ombra degli etruschi a Prato

Con tale iniziativa sono state riunite per la prima volta le principali eredità storico-artistiche lasciate dalla civiltà etrusca del VI-V secolo a.C. nei territori che collegano Fiesole ad Artimino, passando per Gonfienti, interessata da intensi scavi archeologici volti a dare la luce a tesori ancora nascosti. Ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Prato, il Ministero dei Beni culturali e del Turismo, la Soprintendenza Archeologica della Toscana e il Polo Museale Regionale. Ciascun Museo civico della zona, e anche qualche collezionista privato, ha dato il suo contributo, permettendo così l’esposizione di oltre 30 reperti.

Bronzetto votivo etrusco (raccolta Guasti-Badiani)
Bronzetto votivo etrusco (raccolta Guasti-Badiani)

Gli Etruschi a Prato: la mostra si articola in due sezioni.

Una è dedicata ai bronzi, principalmente figure di devoti, tra cui un inedito proveniente dagli scavi di Gonfienti ed il “giovane nudo” del Museo archeologico nazionale di Firenze, ma comprendente anche una kylix (coppa) attribuita al pittore ateniese Douris. L’altra presenta una raccolta di 24 “pietre fiesolane” (su circa 40 esistenti), monumenti sepolcrali delle famiglie gentilizie definiti da Paola Perrazzi «oggetti che parlano da soli, che lanciano messaggi chiari su quali erano i valori propri della civiltà etrusca ».

Assente ma virtualmente presente, grazie al lavoro congiunto del laboratorio Vast-Lab del PIN di Prato e dell’associazione “Prisma”, è invece un’opera rinvenuta nel 1735 ai piedi della Calvana, che tuttavia dal 1824 si trova esposta al BritishMuseum di Londra. Si tratta dell’Offerente di Pizzimonte, statuetta in bronzo di 17 cm di cui il team di “Prisma” e Vast-Lab ha realizzato una fedele riproduzione partendo direttamente dall’originale, studiato e “scannerizzato” a Londra tramite sofisticate tecnologie. La mostra sugli etruschi a prato, evento di punta della stagione artistica pratese di quest’anno, non deluderà le aspettative. Organizzata nei minimi dettagli, con apposita mappa illustrativa dei territori toscani d’insediamento etrusco, presta una particolare attenzione a ricreare un’atmosfera di altri tempi, con appositi suoni e luci. Alla mostra si accompagnano poi altri eventi sul tema della civiltà etrusca, come il ciclo di 5 conferenze previste dal 2 aprile, ogni sabato, a Palazzo Pretorio, e le visite guidate a Gonfienti, Artimino e Montefortini (le date sono sul sito di Palazzo Pretorio). L’iniziativa pratese si svolge inoltre in parallelo con un’analoga mostra organizzata dal Museo dell’Accademia Etrusca e di Cortona, cui sarà possibile accedere a tariffa agevolata per i visitatori di Palazzo Pretorio.

Una stele etrusca in pietra decorata a rilievo
Una stele etrusca in pietra decorata a rilievo

Molto soddisfatto degli eventi in programma, ed in particolare della mostra pratese, è il soprintendente archeologo della Toscana, Andrea Pessina, che sottolinea come finalmente «venga fatta luce su una parte del nostro territorio meno nota al pubblico e che merita invece attenzione ».

Sabato 19 marzo, alle ore 17, l’inaugurazione della mostra, che sarà aperta al pubblico, al costo di 4 euro, a partire dal 20 marzo tutti i giorni, eccetto il martedì non festivo, con orario continuato dalle 10.30 alle 18.30. Sono previste visite guidate, ogni sabato alle 17, e laboratori didattici per i bambini nelle domeniche 20 marzo, 17 aprile e 15 maggio.

 

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Mummia di Zagabria arrivata al Maec

Cortona: mostra “Gli Etruschi maestri di scrittura” alle porte con la Mummia di Zagabria

SONO GIORNI frenetici per la macchina comunale di Cortona impegnata nell’allestimento all’interno del Maec della mostra internazionale «Gli Etruschi maestri di scrittura» in collaborazione con i il Museo del Louvre e Museo Henri Prades di Lattes. Ieri mattina alla presenza del sindaco Francesca Basanieri insieme a Laurent Haumesser curatore del museo del Louvre e ai tecnici della Soprintendenza Archeologica sono state aperte le casse contenenti i famosi reperti che saranno in mostra da venerdì 18 marzo. Tra quelli più attesi c’è sicuramente le bende della Mummia di Zagabria, il testo etrusco più lungo ed anche con la storia più sorprendente.

Mummia di zagabria
Mummia di zagabria

Nel 1862, un collezionista croato ha donato al museo di Zagabria una mummia acquistata qualche anno prima in Egitto. Era avvolta in strisce di lino con uno scritto che prima non si era riusciti a decifrare. Fu solo nel 1892 che si capì che si trattava di un testo etrusco. «Le strisce formavano originariamente un libro – ha spiegato Laurent Haumesser – Si tratta di un calendario rituale fatto di prescrizioni e di preghiere. E’ probabile che il libro appartenesse ad un sacerdote etrusco che ha soggiornato in Egitto. Quando non è più servito è stato tagliato a strisce per avvolgere la mummia».

Etruschi Maestri di Scrittura
Etruschi Maestri di Scrittura

UN EVENTO nell’evento, visto che da quando il reperto è finito nelle mani del museo croato, non era mai stato dato in prestito. Per ospitare l’opera è stato necessario allestire una sala climatizzata con una temperatura costante di 19 gradi che ne permetta al meglio la sua conservazione. «E’ davvero un orgoglio per la città – ha sottolineato il sindaco Basanieri – aver ottenuto queste opere e di questo dobbiamo ringraziare anche i nostri partner del museo del Louvre e di Montepellier.

Questa mostra è un appuntamento imperdibile per gli appassionati di archeologia e siamo certi che otterrà il successo che merita». Saranno oltre 100 i pezzi in esposizione che rappresentano le testimonianze più interessanti dell’epigrafia etrusca, provenienti da alcuni dei più importanti musei del mondo. L’appuntamento cortonese rappresenta un nuovo punto di arrivo per lo studio di questo affascinante popolo, a distanza di 30 anni dall’ultima mostra specifica e permette dimettere in luce importanti risultati. «Conosciamo già molto della lingua etrusca e della scrittura – sottolinea ancora Haumesser – grazie ad un lavoro tenace e paziente dei ricercatori che ci hanno permesso di fare grandi progressi. La speranza è quella di aggiungere ulteriori tasselli, come quelli ottenuti grazie alla scoperta della Tabula Cortonensis, che permettano nuovi passi avanti nella ricerca».

AL MUSEO La macchina organizzativa dell’evento è già attiva per l’allestimento della kermesse che inizia venerdì
AL MUSEO La macchina organizzativa dell’evento è già attiva per l’allestimento della kermesse che inizia venerdì

L’inaugurazione della mostra è in programma venerdì alle 15,30 al Teatro Signorelli a cui seguirà il taglio del nastro ufficiale e potrete cogliere l’occasione di vedere per la prima volta in Italia la Mummia di Zagabria.

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Ombra degli etruschi a Prato

Ombra degli Etruschi a Prato

Il Palazzo Pretorio di Prato ospiterà la rassegna l’ombra degli Etruschi in programma dal 19 marzo al 30 giugno

Un patrimonio storico-culturale tutto ancora da scoprire da Artimino a Fiesole, passando obbligatoriamente per il sito archeologico di Gonfienti. Prato ha un forte legame con la civiltà etrusta e il Museo di Palazzo Pretorio, fulcro del patrimonio storico-culturale cittadino vuole riallacciare i rapporti con l’antica civiltà, dedicando un’interessantissima mostra alle popolazioni etrusche che si stanziarono a Nord del fiume Arno, nella zona di Firenze-Prato-Pistoia, del Mugello/Val di Sieve e del Montalbano.

Ombra degli etruschi a Prato
Ombra degli etruschi a Prato

La mostra, che si intitola “L’ ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina”, è allestita nell’area al piano terra del Museo di Palazzo Pretorio, è prevista dal 19 marzo al 30 giugno. Saranno esposti dieci bronzetti e ventiquattro monumenti in pietra tra cui cippi e stele decorati a rilievo ed appartenenti alle famiglie gentilizie che mettevano sulle rispettive tombe le proprie immagini, quelle che volevano che arrivassero all’esterno. Una particolare sezione della mostra L’ombra degli Etruschi sarà interamente dedicata alle pietre fiesolane, tra le produzioni che caratterizzano nel modo migliore questa notevole porzione di territorio che si estende fra pianura e collina dal Mugello alla Val di Sieve, dall’area prettamente fiorentina e fiesolana fino ad arrivare alla zona pratese e pistoiese.

La kylix (coppa) attica a figure rosse, attribuita al celebre pittore ateniese Douris, in mostra a Prato
La kylix (coppa) attica a figure rosse, attribuita al celebre pittore ateniese Douris, in mostra a Prato

Perchè proprio Prato dovremmo scegliere per scoprire gli Etruschi?

In attesa che il sito archeologico di Gonfienti diventi accessibile ai cittadini, il merito di “L’ ombra degli Etruschi” è quello di riuscire a cogliere in modo molto omogeneo il reale significato di questa produzione di reperti, scoprento il mondo del sacro e dell’aldilà, unendo in una sede unica, per la prima volta, i pezzi più importanti epregiati in funzione. Per mettere in risalto il nucleo dei materiali pratesi e il profilo delle pietre fiesolane è stato ideato un suggestivo gioco di luci e di ombre: l’allestimento della mostra Ombra degli Etruschi è stato creato dall’architetto Francesco Procopio, e punta a cogliere l’attenzione del visitatore rievocando suggestioni di altre epoche.

Una stele etrusca in pietra decorata a rilievo
Una stele etrusca in pietra decorata a rilievo

La mostra è curata da Giuseppina Carlotta Cianferoni (Polo Museale della Toscana), Paola Perazzi, Gabriella Poggesi e Susanna Sarti (Soprintendenza Archeologia della Toscana), con la collaborazione della conservatrice del Museo Rita Iacopino, ed è promossa dal Comune di Prato, Mibact, Soprintendenza Archeologia della Toscana, con la collaborazione del Polo Museale della Toscana.

Bronzetto votivo etrusco (raccolta Guasti-Badiani)
Bronzetto votivo etrusco (raccolta Guasti-Badiani)

Informazioni sulla mostra L’ Ombra degli Etruschi a Prato

La mostra è visitabile tutti i giornidalle 10.30 alle 18.30 (escluso il martedì), il biglietto d’ingresso è di 4 euro. Info: www.palazzopretorio.prato.it

Depliant ombra etruschi
Depliant ombra etruschi
Depliant ombra etruschi
Depliant ombra etruschi
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Etruschi, maestri di scrittura al Maec

“Etruschi maestri di scrittura” sarà inaugurata a Cortona il 19marzo. Fra i reperti provenienti da mezzo mondo la mummia di Zagabria, le lamine di Pyrgi, il vaso per profumo del Louvre

Si apre una finestra sulla scrittura etrusca grazie alla mostra “Etruschi maestri di scrittura” che il 19 marzo sarà inaugurata a Cortona, progettata congiuntamente dalla città toscana insieme al Louvre e al Museo Henri Prades di Lattes. Istituzioni che già nel 2011 avevano proficuamente cooperato per un’altra iniziativa, “Gli etruschi dall’Arno al Tevere: le collezioni del Louvre a Cortona”, premiata da un notevole successo di pubblico. Il tema della scrittura etrusca ci rimanda a un popolo e una cultura che con conquiste, commerci, idee, storie in tutto il bacino del Mediterraneo sono stati protagonisti fra il settimo e il primo secolo avanti Cristo. L’arrivo dell’alfabeto dalla Grecia verso la fine del settimo secolo è l’aspetto culturalmente più qualificato e più qualificante di un movimento che ha portato nelle nostre terre manufatti, uomini, esperienze, idee che hanno segnato un’autentica rivoluzione socio culturale.

Etruschi maestri di scrittura
Etruschi maestri di scrittura

Maestri di scrittura: un vuoto di 30 anni.

Da oltre tre decenni non si facevano iniziative di così alto livello internazionale su un argomento tanto dibattuto e affascinante. Il vuoto si colma ora con questo grande evento archeologico alla luce anche delle recenti scoperte di epigrafi vicino a Montpellier e al ritrovamento nel 1992 della “Tabula cortonensis”, che è il terzo testo etrusco in ordine di lunghezza fra quelli esistenti, un testo che ha aperto nuovi orizzonti sul diritto privato e più in generale sulla cultura etrusca in età ellenistica.

Cortona capitale etrusca, grazie ai maestri di scrittura

Ora per questi “Etruschi maestri di scrittura” lo sforzo organizzativo è stato ben più ampio e la stessa ricerca più approfondita. Come più lunga sarà la tenitura. I reperti, gli oggetti, le opere che provengono da alcuni dei più importanti musei del mondo, resteranno in mostra nelle sale di Palazzo Casali in piazza Signorelli, sede del Maec (Museo dell’Accademia etrusca e della Citta di Cortona) fino alla fine di luglio. Lungo il percorso spiccano alcune delle testimonianze più importanti dell’epigrafia etrusca. Autentiche rarità per non dire capolavori. Come la Mummia di Zagabria o le lamine di Pyrgi, il vaso per profumo che arriva dal Louvre, o l’iscrizione sul “fegato di Piacenza” dal museo di Palazzo Farnese, pezzi che con tutti gli altri illustreranno, come mai prima d’ora era stato fatto, la diversità dei supporti e delle tecniche di scrittura.

Etruschi Maestri di Scrittura
Etruschi Maestri di Scrittura

La lingua misteriosa dei Maestri di scrittura.

Oggetto di profondi studi, l’idioma etrusco resta per certi versi ancora misterioso. Sono infatti irrisolti i significati specifici di molte parole, in particolare quelle che non presentano parentele con le lingue antiche più note. La difficoltà di comprensione dipende essenzialmente dalla scarsità di testi lunghi e dalla ripetitività dei testi brevi che ci sono giunti, quasi esclusivamente di natura funeraria, giuridicao commerciale. Iscrizioni ed epigrafi. L’esposizione di Cortona intende dimostrare i progressi negli studi nella sintassi e nella grammatica, attraverso una rilettura e una nuova interpretazione di molti epigrafi e alcune novità assolute. Le iscrizioni infatti (siano esse su oggetti di uso quotidiano o di culto, su statue o su atti) saranno classificate per settori di appartenenza: dalla sfera del rito a quella del sacro, dall’ambito funerario a quello giuridico. Un altro aspetto importante riguarderà i supporti e le tecniche scrittorie, le modalità di insegnamento e di trasmissione dell’alfabeto, le tipologie letterarie attestate, le vicende, talora avventurose, di alcuni testi.

Lamine di Pyrgi
Lamine di Pyrgi

Passato e futuro degli etruschi, maestri di scrittura.

Senza dimenticare la grande attenzione che sarà riservata all’allestimento di Palazzo Casali: un allestimento a suo modo futuribile, che godrà delle più moderne tecniche di lettura e comunicazione, non solo per scopi didattici, e che secondo i curatori dovrebbe trasformare il segno della scrittura etrusca in una forma d’arte, al limite del design, grazie anche al contributo di una grafica innovativa e coinvolgente. Numerose infine saranno le iniziative collaterali previste per tutto il periodo dell’evento, conferenze, convegni, incontri, allo scopo di approfondire i temi illustrati nelle varie sezioni del percorso espositivo, mentre una particolare attenzione sarà rivolta alla scomparsa della lingua e alla sua interpretazione, oggi resa possibile dalla continua ricerca e da studi approfonditi sia di tipo glottologico che archeologico. «Cortona è il polo attrattore della rete toscana di un centinaio di musei archeologici nell’ ambito del programma di valorizzazione del patrimonio storico artistico che vogliamo completare nei prossimi anni» ha detto l’assessore alla cultura regionale Monica Barni nel presentare l’iniziativa, sottolineando che «si tratta di una delle più importanti mostre archeologiche organizzate in questo 2016 nel nostro Paese».

Info www.cortonamaec.org

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