Monte Giovi Etruschi con vista

Sulla panoramica cima di Monte Giovi (992 metri), in Toscana fra il Mugello e la valle dell’Arno, le campagne di scavo condotte da Luca Cappuccini dell’Università di Firenze
hanno portato alla scoperta di un insediamento etrusco pluristratificato, con una frequentazione compresa tra il periodo orientalizzante e l’epoca ellenistica.

Intorno alla metà del VII sec. a.C., sul limitato pianoro di vetta, viene fondato un recinto
costituito da un terrapieno e da una palizzata che include una struttura connessa
a una zona con lastricato. Qui, inserito verticalmente tra le pietre, è stato rinvenuto
un raro lituo in ferro, lo strumento simile a un pastorale che i sacerdoti etruschi usavano
per marcare un templum, ovvero uno spazio rituale che dal cielo si rifletteva sulla terra.

Nato quindi come luogo di culto a cielo aperto, probabilmente legato alle pratiche  divinatorie relative all’osservazione di fenomeni atmosferici come i fulmini, nel corso del
VI e V sec. a.C. l’insediamento si struttura maggiormente, con la rifondazione del recinto, ora in mattoni crudi, e la costruzione di edifici coperti.

 

Monte Giovi – Paesaggio autunnale

Tra fine V e inizi del IV sec. a.C., in concomitanza con la discesa dei primi gruppi di Celti attraverso i valichi appenninici, un grande incendio distrugge completamente le strutture e il recinto sacro di Monte Giovi. La vetta viene quindi abbandonata per essere di nuovo occupata al termine del IV sec. a.C. quando, utilizzando i resti del muro tardoarcaico, gli Etruschi realizzano una fortificazione a controllo della Val di Sieve e del Mugello nell’ambito del sistema difensivo del territorio di Fiesole.

Il baluardo viene abbandonato alle soglie del III sec. a.C. Molti secoli dopo, nel tardo Cinquecento, le vestigia etrusche di Monte Giovi sono frequentate da Giovanni Francesco
Tinti, scienziato e astrologo, che tra 1581 e 1582 interra volontariamente alcune sue
medaglie di terracotta sul pianoro sommitale; grazie ad altri ritrovamenti e a ricerche d’archivio è stato possibile ricostruire parte della vita di questo “particolare” erudito rinascimentale che, nelle sue visite in Toscana, cercava di eternare la propria memoria attraverso queste insolite medaglie di terracotta invetriata, versione povera dei noti medaglioni in bronzo dell’epoca.

Tutta questa affascinante tematica è documentata al Museo “Geo Bruschi” di Pontassieve
(Fi) dove fino al 5 novembre rimane aperta la mostra “L’insediamento etrusco di Monte Giovi: 3000 anni sopra le nuvole”, a cura di Luca Cappuccini. Info: 055.8360346

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