Cartazucchero, libri e caffè in Camollia

Cartazucchero è l’esaltante sfida di due umaniste a caccia di “nicchie”. Una libreria dove poter sorseggiare un caffè e leggere un buon libro; magari proprio un nostro libro!

Là dove un tempo c’era un salumiere, hanno montato personalmente 72 librerie, intese come scaffali su cui esporre la merce del caso. Non solo: hanno “studiato” da bariste, prestando un occhio particolare a tè e caffè nelle lorotante, possibili sfaccettature.

Libreria Caffetteria Cartazucchero
Libreria Caffetteria Cartazucchero

E soprattutto, hanno puntato – anzi: rilanciato – su un tipo di proposta al pubblico che Siena aveva un po’ già assaggiato, ma anche già bruciato. Quella di Maddalena ed Elisabetta è la versione 2.0(14) di una vocazione che è di base umanistica e che per far tornare i conti aveva già indossato una veste commerciale.

http://www.cartazucchero.it/

Si chiama Cartazucchero, questa versione: da un paio d’anni si affaccia sulla parte bassa di via Camollia, dopo essersi cambiata d’abito nel tragitto da via delle Terme. Nei cinque anni precedenti infatti gestivano la Libreria Ancilli, un punto vendita di libri esclusivamente antichi o usati. “Il contesto generale diventato più critico ci aveva messo di fronte a una scelta: lasciare, o raddoppiare – raccontano – prevalse la seconda opzione, motivandoci a voltare pagina fare uno scatto in avanti”.

cartazucchero bar

Un cambio di insegna, di concept e conseguentemente anche di indirizzo per Cartazucchero: perché l’idea è quella di abbinare il banco bar agli scaffali dei libri, e nel cuore del centro (tecnicamente detta zona 1) non ci sono licenze disponibili per farlo. Si presta allo scopo di Cartazzucchero un fondo commerciale sui 100 metri quadri, in disuso da decenni. E qui due anni or sono prende forma quello che ad oggi è l’esempio più longevo di libreria caffetteria dentro le mura cittadine, guardando a tipi di clientela anche molto diversi tra loro, con l’ambizione di incrociarne gusti e scelte di consumo.

“Una sfida importante che tutt’ora stiamo combattendo – spiega Maddalena – La parte più impegnativa del nostro lavoro è proprio far comprendere a pieno il nostro assortimento”.

Cosa c’è di tanto difficile?
“Intanto una mentalità di partenza, quella italiana, che è ancora poco abituata all’idea del negozio misto. Lo dimostra il comportamento diverso della clientela straniera, molto più disinibita a sfogliare uno dei libri esposti mentre prende un aperitivo, o viceversa. A questo aggiungiamo la forte presenza di reminders o libri fuori catalogo nella nostra offerta, impronta della precedente libreria che in una parte di pubblico ancora non digerisce; a fronte di chi, per contro, viene da noi soprattutto per quello”.

Non avete investito su un negozio “chiavi in mano”, insomma…
“No. Eravamo e siamo consapevoli dell’impegno che richiede questa scelta. I lettori in Italia sono già una nicchia, gli amanti del libro d’annata una nicchia della nicchia e quelli che amano leggere al tavolino di un bar un’altra nicchia ancora, da far venire allo scoperto. Abbiamo puntato sulla possibilità di distinguerci, convinti che nel mondo social di oggi distinguersi può fare la differenza”.

Cartazucchero interno
Cartazucchero interno

A proposito: internet per voi è un nemico?
“No. Lo usiamo non solo per far conoscere il negozio e le nostre iniziative, ma anche direttamente per vendere: capita anche con gente che magari abita a qualche chilometro da qui. Il nostro vero nemico sono i libri nuovi venduti a forte sconto nei supermercati”.

E quanto conta il banco bar inquesto locale?
“Conta poco per chi va al bar solo per far colazione di prima mattina, anche perché noi apriamo dalle 10 alle 19.30. Conta abbastanza per chi ha tempo e piacere di indugiare qualche minuto in più, assaporando in modo meno distratto ciò che consuma: l’assortimento di tè in foglia che facciamo vedere e odorare prima della scelta. La frutta fresca che usiamo per frappe o frullati. I caffè dal mondo: ogni giorno ne proponiamo due diversi, 100% arabica e 100% robusta, in questi giorni ad esempio un “indiano monsonato” e un “monte everest”. E’ l’effetto di una collaborazione con una piccola torrefazione artigianale di Firenze, la Mokaflor, che ci ha aiutato molto per costruire la nostra idea di locale”.

C’è spazio per i libri a Siena? Cosa scelgono i vostri clienti?
“I gusti variano molto, fatti salvi i classici del Novecento italiano che non conoscono mai flessioni. La città ha una tradizione culturale che presupporrebbe un’attenzione sempre alta per il libro, considerando quel che avviene anche altrove; a noi ad esempio piacerebbe esporre qualcosa all’esterno,ma il suolo pubblico è riservato ai pubblici esercizi. Allora ci concentriamo su chi sceglie di entrare dentro, e quando c’è una faccia nuova che si guarda intorno incuriosita, ordina un prosecco e si mette a sfogliare un libro, la gratificazione è massima”.

Da Cartazzucchero in Camollia potrete trovare anche i libri della Nuova Immagine Editrice.

 

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