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Alla scoperta dei Colori di Siena con Elena Matteuzzi

Domani conferenza del Club per l’Unesco sugli intonaci decorati del centro storico. Gennari e Matteuzzi raccontano le decorazioni di facciata di un tempo. Conferenza che si ispira al libro I Colori di Siena.

“Alla scoperta dei colori perduti di Siena. Le decorazioni di facciata del centro storico”. E’ il titolo della conferenza organizzata dal Club per l’Unesco di Siena che si terrà domani alle 10.30 nella chiesa di San Raimondo al Refugio (via del Refugio).

L’incontro prevede gli interventi di Marina Gennari (“Il colore nel centro storico di Siena.  Significato ed evoluzione nei secoli”) e di Elena Matteuzzi (“I Colori di Siena ” e “Viaggio tra i colori e le  decorazioni delle facciate del centro”).

Per acquistare I Colori di Siena cliccare qui

I colori di Siena - Gli intonaci decorati del centro storico
I colori di Siena – Gli intonaci decorati del centro storico

“Esiste un pregiudizio molto diffuso su Siena: una città rossa, rosso mattone in tutte le sue sfumature – si legge nel comunicato che annuncia l’evento – Ma questo non è vero, perché Siena per la maggior parte della sua lunga storia fu invece assai colorata: colori vivaci, squillanti e perfino invadenti, se rapportati alla nostra percezione attuale.

Questa conferenza restituisce un’immagine di Siena decisamente inconsueta e poco conosciuta, ma assolutamente fondamentale per la corretta comprensione della sua evoluzione: le decorazioni di facciata testimoniano infatti almeno tre secoli di mode,  cambiamenti del gusto e stili architettonici talvolta contrastanti.

Esempio dei Colori di Siena
Esempio dei Colori di Siena

A un tessuto urbano tipicamente trecentesco, straordinariamente ben conservato nella sua integrità, si contrappongono infatti numerosi eleganti palazzi in stile neoclassico oppure rococò (come si nota ad esempio via Pantaneto, uno degli assi principali della città) o le piccole casette del popolo minuto, silenziose testimoni di trasformazioni secolari”.

“Ma come tutelare questi straordinari documenti, costantemente minacciati dall’incuria e da interventi talvolta inadeguati? – continua la nota – Attraverso una corretta conoscenza
dell’evoluzione del paesaggio urbano, delle lavorazioni tradizionali e delle strategie di intervento più corrette in ciascun caso”.

E’ quanto si propongono Marina Gennari ed Elena Matteuzzi con i loro interventi. Numerosi gli argomenti trattati: l’evoluzione del paesaggio urbano nei secoli, le caratteristiche e compositive delle facciate più rappresentative, gli strumenti normativi per la salvaguarda delle quinte urbane storiche (con particolare riguardo al vigente Piano del Colore) e  ovviamente alcuni cenni su come intervenire.

Scheda libro I Colori di Siena

  • Autore: Elena Matteuzzi
  • Anno: 2016
  • Formato: 17×24
  • Pagine: 112
  • ISBN: 97888 7145 360 6
  • Prezzo 20,00€
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Il Sator e il Duomo di Siena Debutto agli Intronati

Questa sera, alle 17,30, nella sala storica della Biblioteca degli Intronati presentazione del Sator di Gioachino Chiarini edito da Nuova Immagine Editrice

Questa sera, alle 17,30, nella sala storica della Biblioteca degli Intronati, in via della Sapienza 5, presentazione del libro «Il Sator e il Duomo di Siena», di Giaochino Chiarini (nella foto), Nuova Immagine Editrice.

Appuntamento del programma di incontri pubblici della Biblioteca dedicati alla presentazione di libri. Il primo volume sviluppa un approfondimento analitico-scientifico su un enigma proveniente dall’astronomia antica e che rimanda al Duomo.

Sator Duomo di Siena
Sator e il Duomo di Siena

Partendo dalla lapide con il quadrato magico Sator affissa sulla fiancata nord della nostra Cattedrale, nella sua ricerca l’autore illustra il significato dell’indovinello, le sue origini, la sua fortunata diffusione e la sua complessità simbolica legata ai culti solari.

Ideato sotto Nerone nell’ambito delle iniziazioni mitraiche dell’esercito imperiale nella forma Rotas / Opera / Tenet / Arepo / Sator, il Quadrato continuò a prosperare anche nel nuovo universo cristianizzato in forma rovesciata. Cioè, con Rotas all’ultimo posto e Sator al primo, in onore a Cristo come «Nuovo Sole» e «Seminatore ».

Il Sator e il Duomo di Siena» Debutto agli Intronati
Il Sator e il Duomo di Siena»
Debutto agli Intronati

Nell’ultima parte dello studio, riconducendo il Quadrato al Duomo di Siena, sono posti in risalto alcuni dei possibili significati simbolici che legano la magia dell’antico
indovinello latino alla cattedrale senese e alla sua singolare ricchezza artistica e religiosa.

All’incontro, coordinato dal presidente della Biblioteca degli Intronati, Roberto Barzanti, sarà presente anche l’autore Giaochino Chiarini.

L’ingresso è libero (www.comune.siena.it.)

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Gioachino Chiarini spiega, per la prima volta con metodo scientifico, il significato del Quadrato Magico al Duomo di Siena

  • Autore: Gioachino Chiarini
  • Anno: 2017
  • Formato: 17×24
  • Pagine: 152
  • ISBN: 9788 8 7145 369 9

 

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Ambrogio Lorenzetti

Siena omaggia Ambrogio Lorenzetti con una mostra imperdibile

A Siena, presso il Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre fino al 21 gennaio 2018, sarà allestita la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti.  Noi della Nuova Immagine Editrice non ci siamo fatti trovare impreparati ed abbiamo lanciato due nuovi libri sul Lorenzetti già disponibili in tutte le librerie senesi.

L’esposizione si preannuncia come l’evento più importante dell’anno tra le esposizioni organizzate non solo a Siena ma anche in Italia.  La mostra rappresenta in realtà il culmine di un progetto scandito «in più tappe», avviato nel 2015 con l’iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell’artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri: il cielo di affreschi staccati della cappella di San Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena (nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente) sono stati allestiti in un cantiere di restauro «aperto», fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi, e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.

Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca, è ancora poco noto al pubblico per quel che concerne la sua grande produzione artistica. Gli studi – spesso di livello altissimo – si sono concentrati, infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le Allegorie e gli Effetti del Buono e del Cattivo Governo in città e nel suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove. Ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi ha messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche.

La mostra è un’ottimo modo per conoscere meglio il nostro Ambrogio Lorenzetti.

La Nuova Immagine Editrice per l’occasione ha lanciato ben due libri:

Ambrogio Lorenzetti e Siena nel suo tempo -> clicca per acquisto
Progressus – Collana Storica – Nuova Serie 2

  • Autore: Mario Ascheri
  • Anno: 2017
  • Formato: 15×24
  • Pagine: 96
  • ISBN: 9788 8 7145 374 3
Ambrogio Lorenzetti e Siena nel suo tempo
Ambrogio Lorenzetti e Siena nel suo tempo

Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine -> clicca per acquisto 

Illustrazioni di Elena P.
Testi di Raffaele Moretti

  • Autore: Illustrazioni di Elena P. e testi di Raffaele Moretti
  • Anno: 2017
  • Formato: 23×21
  • Pagine: 72
  • ISBN: 9788 8 7145 368 2
  • Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine
    Ambrogio Lorenzetti nel Mondo delle Figurine

 

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Presentazione Libro The Finn the Fortress and the Old City

The Finn the Fortress and the Old City – Alvar Aalto’s design for a cultural Centre in Siena di Szymon Ruszczewsky – Siena, Nuova Immagine, 2017

La presentazione del libro ” The Finn the Fortress and the Old City – Alvar Aalto’s design for a cultural Centre in Siena” di Szymon Ruszczewsky ed edito dalla Nuova Immagine Editrice si terrà presso la sala delle Lupe del Palazzo Comunale il 25 ottobre 2017 alle ore 17.30.

Interverranno: Paolo Mazzini, Augusto Mazzini. Sarà presente l’autore. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Siena

Prima pubblicazione complessiva sul progetto non realizzato del maestro finlandese Alvar Aalto per un centro culturale a Siena nella Fortezza Medicea (1966).

L’affascinante complesso doveva essere costruito all’interno della fortezza di Siena, in cima ad un colle che guarda l’adiacente centro storico e le colline del paesaggio circostante. Questa ricerca è basata sul materiale di archivio in Italia e in Finlandia, sulle dirette testimonianze degli attori del progetto e su un’analisi critica della proposta architettonica, con il patrocinio scientifico della Alvar Aalto Foundation.

Il libro illustra il legame speciale che vi esisteva tra Alvar Aalto e Siena, la sua architettura e i suoi monumenti, la storia torbolente della proposta proposta progettuale e la sua eredità per Siena.

Disegni e schizzi precedentemente inediti ed esclusive interviste fanno da questo volume un viaggio interessantissimo nella storia di Siena, accompagnato dal fascino di Alvar Aalto per la Toscana e la città stessa.

The Finn, the Fortress and the Old City
25 ottobre 2017 alle ore 17.30.

 

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Sator Duomo di Siena

Il mistero del Sator di Siena

Sator: Chiarini indaga storia e significati del “quadrato magico”

Il Sator è, da sempre, un chiodo logico, un cortocircuito, un’ossessione. Un rimando continuo, misterioso,al labirinto, allo specchio, alla croce, allo scendere due volte nello stesso fiume. All’eterno ritorno delle stesse cose. Allo stupore della vita. Parliamo, naturalmente, del noto motto latino Sator Arepo Tenet Opera Rotas che, scritto in righe allineate in una sorta di “quadrato magico”, ci restituisce una frase che può essere letta allo stesso modo da ogni verso

Cinque parole allineate che si possono leggere allo stesso modo da ogni verso Un arcano che da Roma antica si
ritrova in varie parti del mondo
Per acquistare il libro clicca qui

È dunque un enigma, sia dal punto di vista del contenuto del motto, che della sua forma. Ed uno dei più grandi misteri è che il quadrato magico del Sator è emerso in siti archeologici diversissimi e molto lontani fra loro. Il quadrato del Sator è stato ritrovato in vari scavi di Pompei e di Roma antica e in numerosi siti di antiche città romane di confine, come la latina Corinium, l’attuale Cirencester, in Inghilterra.

Ma è stato ritrovato anche in Egitto e in Mesopotamia. Il motto, dunque, era già molto diffuso e popolare nell’antica Roma, ed aveva di certo un significato di rilievo, immediatamente riconoscibile, data la sua presenza negli elementi di costruzione.

Era forse, il quadrato del Sator, una immagine di un culto del mondo antico?

O un semplice arguto indovinello?

O il riconoscimento di una imprescindibile verità, come quelle frasi che la tradizione vuole che i Sette Sapienti greci avessero scolpito su quadrati simili?

È sicuro, comunque, che il Sator è centrale nel mondo antico. E che diviene poi altrettanto centrale nella tradizione cristiana. Si ritrova infatti nei sotterranei della basilica romana di Santa Maria Maggiore, a Santiago di Compostela, nell’Abbazia di Sermoneta, nella Collegiata di Sant’Orso ad Aosta, e nel Duomo di Siena. E anche in molti altri edifici civili pubblici e privati di età medioevale. In disegni, miniature, immagini e dipinti.

Sator

Ma qual è il significato della frase?

Ad una prima traduzione, il breve testo sembra parlarci di un tal seminatore Arepo che si occupa attentamente della manutenzione dei suoi strumenti di lavoro agricolo. Arepo, però, non sembra nome di derivazione latina. Molti hanno fatto dunque notare che potrebbe avere un altro significato. O numerosi altri. Da qui partono appassionanti lavori di ricerca per diverse ipotesi di traduzione: una delle possibili interpretazioni legherebbe addirittura la frase alla struttura delle costellazioni.

Nel mondo antico, dunque, molteplice poteva essere il significato del Sator. In età cristiana, invece, il Sator sembra essere – anche nella costruzione della frase nel quadrato magico, con Tenet palindromo al centro – un rimando alla figura della Croce. E al Buon Seminatore, Cristo. Che si occupa della semina del mondo.

Nel corso del tempo, il Sator è stato l’oggetto dei richiami più inattesi e inaspettati. Come quello, per sempio, di Johan Sebastian Bach che, parlando del suo modo di comporre, accenna proprio al Sator ed al suo labirinto linguistico come modello che ha sempre seguito.

Paracelso dice che il Sator è sostanzialmente un talismano erotico. Anche Girolamo Cardano lo cita più volte. E ne indica effetti benefici e terapeutici. È uscito di recente un testo che, proprio a partire dalla presenza del motto su un lato esterno del Duomo di Siena, vuole rendere conto e analizzare l’importanza e la centralità del Sator nelle diverse tradizioni culturali.

Il sator si trova sul lato destro del Duomo di Siena

È il volume di Gioachino Chiarini, studioso dell’Università di Siena, “Il Sator e il Duomo di Siena” pubblicato dalla Nuova Immagine Editrice. Chiarini, con le competenze di latinista e di valido studioso del mondo antico, ricostruisce e analizza l’emergenza del quadrato magico in diverse epoche e culture. Le varie traduzioni, i significati. Il seminatore, che dà vita alla terra – dice – è il sole. Il sole, l’ombra. Il sole che danza nel suo cammino. È il sole che scandisce il tempo. Il sole che segna i ritorni. Le possibili traduzioni del motto vengono saggiate e soppesate. Come i motivi per i quali il Sator attraversa i millenni, le estetiche, gli eventi umani. Chiarini lo lega anche alla figura del labirnto nel mondo antico. L’importante ricerca di Chiarini verrà discussa, a Siena, durante la Notte dei ricercatori.

Dal volume nasce infatti una proposta culturale di rilevo. Una proposta di una serie di dialoghi ed incontri dedicati all’immagine del Sator e del labirinto nelle tradizioni culturali, nelle arti visive, nella musica. Fino al Sator informatico. Incontri ed approfondimenti che partono proprio dalla ricerca di Chiarini, che si aprono ad ottobre a Siena. E, a seguire, in altre sedi universitarie italiane

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parco archeologico del Sodo

Parco archeologico del Sodo passa al Comune di Cortona

Il parco archeologico del Sodo passa al Comune E sabato aprono le nuove sale del Maec. Ieri a Cortona la firma con la Soprintendenza. Nasce il «polo»

IL Parco Archeologico del Sodo entra a far parte del patrimonio comunale di Cortona. Dopo il passaggio politico in consiglio comunale, sabato sarà ratificato in maniera ufficiale l’accordo con una firma del protocollo tra l’amministrazione cortonese e la soprintendenza di Siena-Arezzo-Grosseto.

Ad occuparsene, per conto del comune, ci penserà l’Accademia Etrusca che già cogestisce il museo Maec e la biblioteca cittadina. D’ora in poi sarà il comune della Valdichiana a gestire in piena autonomia il parco archeologico che avrà nel Maec il centro erogatore dei servizi di accoglienza, di orientamento e di smistamento dei visitatori (gli altri monumenti inseriti nell’itinerario di visita sono il tumulo di Camucia, la Tanella di Pitagora, la Tanella Angori, la Tomba di Mezzavia, la villa romana di Ossaia, i tratti di strada romana a Torreone, Monte Maestrino, Teverina Bassa).

parco archeologico del Sodo
parco archeologico del Sodo

«Si tratta di un momento storico per Cortona, di quelli che è difficile che capitino durante un mandato – ha sottolineato l’assessore alla cultura del comune Albano Ricci – sono orgoglioso del lavoro fatto dall’ufficio cultura. Abbiamo finalizzato un percorso che viene da lontano. Cambia lo scenario dell’offerta culturale turistica.

Da un museo si passa a un museo diffuso, un parco archeologico e anche un parco per la comunità». Già nel 1991 fu avviato dalla ex Soprintendenza Archeologica per la Toscana un protocollo di intesa per la valorizzazione dei beni archeologici cortonesi dopo i ritrovamenti degli anni 1986-1987.

L’intesa, oltre alle attività di ricerca scientifica, di tutela e di conservazione, prevedeva interventi per migliorare la loro fruizione. L’obiettivo, raggiunto solo recentemente, è stato quello di costruire «un parco archeologico» che collegasse le sepolture monumentali al Museo dell’Accademia Etrusca».

Sabato alle 16, oltre alla ratifica di questo storico passaggio, saranno inaugurate le sale del
Maec che ospitano le decorazioni dell’altare del Sodo, sostituite nel sito con una copia esatta. Poi verranno presentati i progetti di valorizzazione del patrimonio archeologico
cortonese grazie a un finanziamento della Regione Toscana (in collaborazione con i Comuni di Volterra e Piombino) la cui prima tranche di 900 mila euro (609 mila euro di competenza della regione e il restante del comune) sarà impiegata per interventi al
Maec e per la realizzazione della copertura della tomba 1 del Tumulo II del Sodo.

 

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Bluetrusco 2017

Torna Bluetrusco Dedicato al Vino

MURLO TANTI APPUNTAMENTI NEL FINE SETTIMANA Torna Bluetrusco Epilogo di fine estate dedicato al vino

MURLO da domani a domenica torna Bluetrusco, il festival dedicato al misterioso popolo. E una `coda’ di fine estate che privilegia le produzioni vitivinicole del mondo antico. Saranno tre giorni intensi, con la presenza, accanto ad altri illustri protagonisti, del sottosegretario del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Ilaria Borletti Buitoni. Il programma prevede domani, alle 17, la presentazione del romanzo `I segreti della vita etrusca’, con l’autore Gianfranco Bracci e le letture di Camillo Zangrandi.

Alle 18, Simona Rafanelli, direttrice del museo archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia, parlerà di questa città etrusca, scoperta da un medico. Alle 20, appuntamento al ristorante Bosco della Spina, Lupompesi, con letture del Simposio di Platone a cura di Alessandro
Calonaci voce narrante e Giulio Stracciati accompagnamento musicale; il menù particolarmente ricco, bevande incluse.

Sabato 30 settembre è in programma il convegno, alle 11, su ‘Olivi e viti del paesaggio antico’. Con il sottosegretario Borletti Buitoni, parteciperanno Andreas Steiner, direttore
di Archeo; Andrea Ciacci, direttore del Laboratorio di etruscologia e antichità italiche all’Università di Siena e responsabile del progetto Senarum Vinea ; Andrea Zifferero, docente di Etruscologia e antichità italiche all’Università di Siena); Alessandro Pozzebon,
ricercatore al Dipartimento di ingegneria dell’informazione e scienze matematiche dell’Università di Siena; Paolo Corbini, vicedirettore dell’Associazione nazionale Città del vino; Antonio Balenzano, direttore Associazione nazionale Città dell’olio.

Senarum Vinea al BluEtrusco
Senarum Vinea al BluEtrusco

Coordinamento di Giuseppe Della Fina.

Nel pomeriggio, alle 17, si parlerà di Tarquinia e Veio con Giovanna Bagnasco docente di Etruscologia all’Università di Milano e Maurizio Sannibale direttore del Museo gregoriano etrusco. Alle 19, aperitivo al museo, con letture di Alessandro Calonaci. Domenica primo
ottobre, chiusura in bellezza con il passaggio dell’Eroica nell’arco dell’intera mattinata. Alle
12 arriveranno anche i viaggiatori del Treno Natura.

A seguire, una visita guidata al museo e dimostrazione di tecniche di tessitura antica a cura di Giulia Ciuoli. Gran finale in serata: aperitivo, alle 20, al circolo Arci con una proiezione del video sugli eventi di Bluetrusco, a cura di Fabio Cappelli.

Ci sarà inoltre la presentazione del libro di Luigi Bicchi ‘Il gioco dei nomi’, alla presenza
dell’autore e con le letture di alcuni brani a cura di Alessandro Calonaci (www.bluetrusco.land – 3489002057).

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Presentazione Lo Specchio della Storia

L’11 Ottobre verrà presentato il volume “Lo Specchio della Storia anzi la Storia allo Specchio” di Fabio Bisogni

Mercoledì 11 Ottobre 2017, alle ore 17, presso il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena in via Roma 47 Palazzo San Galgano, si terrà la presentazione del libro “Lo Specchio della Storia anzi la Storia allo Specchio” di Fabio Bisogni ed edito dalla Nuova Immagine Editrice di Siena.

Lo specchio della storia anzi la storia allo specchio
Lo specchio della storia anzi la storia allo specchio

La presentazione sarà a cura di Raffaele Argenziano e Maria Corsi, interverranno Michele Bacci dell’Universität Freiburg/Schweiz e Roberto Rusconi dell’Università degli Studi Roma Tre

Questo volume raccoglie, a dieci anni dalla sua improvvisa scomparsa, una scelta di scritti di Fabio Bisogni. Si vuole così non solo tributare un omaggio alla memoria di uno studioso appassionato e dai numerosi interessi, ma pure riflettere su un approccio di studio attento a leggere significati e motivazioni sottese ad un’immagine, analizzando caratteri stilistici e contenuti figurativi, senza mai perdere di vista le relazioni esistenti con il contesto storico. La convinzione che l’iconografia fosse, secondo la definizione che lui stesso ne aveva dato, «lo specchio della storia, anzi la storia allo specchio» è alla radice della maggior parte dei suoi lavori e il filo conduttore di quelli riuniti in questa raccolta.

Divisi cronologicamente in tre differenti sezioni, che vanno dal tardo Medioevo al Seicento, con alcune incursioni nell’Ottocento, vengono riproposti dei saggi che rispecchiano la varietà di interessi che ha caratterizzato il percorso dei suoi studi. L’ultima sezione del volume è invece dedicata ad un lavoro rimasto incompiuto, legato al ritrovamento di una serie di documenti ottocenteschi, ancora oggi in gran parte inediti e ora qui pubblicati, relativi alla vicenda processuale originata dall’illecita vendita di una tavola con Storie della vita di Cristo, conservata nella chiesa di Badia Ardenga e già all’epoca dei fatti riconosciuta come opera di Guido da Siena.

Invito Presentazione Lo specchio della storia anzi la storia allo specchio
Invito Presentazione Lo specchio della storia anzi la storia allo specchio

 

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Rifugiati agli scavi di Roselle

I richiedenti asilo si prenderanno cura dell’area archeologica agli scavi di Roselle : è il primo esperimento in provincia

Seguiranno dei corsi di formazione ad hoc, impareranno ad avere a che fare con il patrimonio archeologico della Maremma, si daranno da fare per tutelare e difendere la bellezza degli scavi di Roselle.

Protagonisti del protocollo che verrà firmato domani dalla Prefetta Cinzia Torraco, con il soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e i rappresentanti della Società Auxilium Vitae, Società Solidarietà è crescita, Società Uscita di sicurezza, sono i richiedenti asilo che sono stati accolti nelle strutture grossetane.

Gli scavi di Roselle - Il Parco Archeologico
Gli scavi di Roselle – Il Parco Archeologico

Nell’intero territorio provinciale, infatti, dall’inizio dell’esperienza di accoglienza che
risale al 2014, non sono mancate iniziative territoriali per l’impiego dei richiedenti asilo in attività socialmente utili a beneficio delle comunità locali, di volta in volta interessate (cura e manutenzione aree verdi e spazi pubblici, tipologie di attività ludico-ricreative e socializzanti in favore di persone vulnerabili).

Questa volta, i migranti si prenderanno cura degli scavi di Roselle e per svolgere quest’attività – tutta su base volontaria – seguiranno un’apposita formazione. È la prima volta che la Prefettura di Grosseto e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto ed Arezzo hanno ideato un progetto per utilizzare i richiedenti asilo in un’attività culturale riconducibile ai compiti e alle
competenze istituzionali della Soprintendenza.

Proprio per questo, è stata scelta l’area archeologica di Roselle, il sito etrusco-romano, simbolo identitario forte e riconoscibile della comunità grossetana, come il luogo di svolgimento delle attività di utilità sociale da parte dei richiedenti asilo, che saranno pertanto caratterizzate da qualificati compiti di valorizzazione e cura dei diversi complessi monumentali presenti nel sito (interventi di cura e manutenzione aree, supporto al personale professionale incaricato di interventi di manutenzione, scavo e restauro, collaborazione con il personale preposto per attività di accoglienza, orientamento e informazione ai visitatori del sito).

Il progetto coinvolgerà soltanto i richiedenti asilo che si trovano sul territorio grossetano, dove sorgono appunto gli scavi di Roselle: la bozza del protocollo è già stata approvata dai ministeri competenti e sarà sottoscritto con le sole tre società gestrici del servizio di accoglienza nel territorio di Grosseto.

Ma se il progetto darà i frutti sperati, il protocollo potrebbe ampliarsi poi anche ad altri operatori che hanno strutture sul territorio provinciale. I cittadini stranieri richiedenti asilo destinati, su base volontaria a questo tipo di attività, prima di  cominciare a darsi da fare tra le tombe e i reperti etruschi presenti negli scavi di Roselle, riceveranno una formazione ad hoc e lo svolgimento dell’intera iniziativa progettuale sarà costantemente monitorato da una cabina di regia istituita alla Prefettura di Grosseto.

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Campus settembrini Valdichiana musei

Iniziative culturali dedicate ai piccoli: Campus Settembrini

CORTONA STORIE DI VIAGGI DEGLI ETRUSCHI – Iniziative culturali dedicate ai piccoli con il progetto Campus Settembrini

PROSEGUONO con successo le iniziative culturali dedicate ai più piccoli al Maec di Cortona. Dopo due settimane di laboratori didattici oggi prende il via il progetto Campus Settembrini A S-Passo al Museo, promosso dalla Regione Toscana e che vede proprio il Maec protagonista. Storie di viaggi dagli Etruschi all’età contemporanea, è questo il tema che lega i 4 incontri previsti.

Campus settembrini Valdichiana musei
Campus settembrini Valdichiana musei

Il progetto è rivolto ai ragazzi dai 6 ai 12 anni, è gratuito e prevede gite e laboratori didattici con visite nei vari musei del territorio della Valdichiana. Lunedì i ragazzi andranno alla scoperta dei musei di Lucignano e Monte San Savino («Incontri e scontri di popoli. Tecniche e colori dall’Oriente»), martedì sarà la volta del museo archeologico di Castiglion Fiorentino («Gli Etruschi, popoli di migranti o indigeni?»), mercoledì 13 settembre a Marciano («I primi grandi viaggi e le grandi battaglie»), mentre giovedì 14 è prevista la visita del museo dei mezzi di comunicazione di Arezzo («Tempi Moderni, la storia del cinema muto tra emigrazioni e ritorni»). E’ obbligatoria la prenotazione. Pranzo al sacco e spostamenti con uno scuolabus (info 575637235).

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