Salto2017 con la Nuova Immagine Editrice

La Nuova Immagine Editrice sarà presente al Salone del Libro di Torino ( Salto2017 ) con le sue pubblicazioni dal 18 al 22 Maggio 2017.

La Toscana, quest’anno, è la Regione ospite della XXX edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, e a rappresentare l’editoria senese non poteva mancare la Nuova Immagine Editrice che porterà le sue ultimissime pubblicazioni grazie alla collaborazione e l’impegno di ToscanaLibri.it.

Prendete carta e penna e segnate: lo stand della Regione Toscana dove saremo presenti con le nostre pubblicazioni è il B72 / D71 nel padiglione 1.

Salto2017 con la Nuova Immagine Editrice

La Toscana a Salto2017

La Toscana ha scelto di essere la Regione ospite della trentesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino che si terrà dal 18 al 22 maggio 2017, confermando il proprio impegno a dare voce alla ricchezza delle produzioni legate alla piccola e media editoria, in un contesto di mercato sempre più caratterizzato dall’omologazione dei prodotti editoriali.

La Regione sarà presente con un ampio spazio istituzionale a disposizione degli Editori toscani e con un ricco programma di iniziative per promuovere le esperienze e le ricchezze culturali che contraddistinguono il nostro territorio, con un’attenzione particolare al titolo del Salone 2017 “Oltre i confini” e al tema trasversale della bibliodiversità. Sarà dato ampio spazio alle biblioteche pubbliche, alle esperienze di lettura sociale, ai festival culturali, alla memoria, ai cammini sulla via francigena e a Pistoia Capitale. Ed un’attenzione particolare al pubblico giovane con una Toscana che mette in risalto tutta la sua vivacità artistico culturale anche attraverso il teatro sperimentale, l’arte contemporanea e la musica.

 

La nostre pubblicazioni a Salto2017

La nostra casa editrice sarà presente al Salone con le sue ultimissime pubblicazioni che qua vi segnaliamo in anticipo.

Tre strani pellegrini per la via Francigena nel territorio di Siena
Tre strani pellegrini per la via Francigena nel territorio di Siena

Chiudiamo con le parole di Monica Barni, vice presidente della Regione Toscana “La cultura vola oltre i confini” è il tema e filo conduttore del cartellone di iniziative del padiglione della Regione Toscana, in sintonia con il titolo del Salone 2017, “Oltre il confine”. Chi vorrà visitare il padiglione toscano varcherà una sorta di soglia nata dall’abbattimento di un muro attraverso la cultura, perché solo con l’educazione e la diffusione democratica della cultura si può sperare di abbattere i pregiudizi, di superare i confini, fisici e culturali, che purtroppo oggi sono presenti e ancora ritornano.

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Presentazione ” Laggiù nel profondo “

Venerdì 5 Maggio, alle 17.30, presentazione del libro Laggiù nel Profondo alla Libreria Mondadori di Siena.

Venerdì 5 maggio, alle ore 17.30 presso la Libreria Mondadori di Siena ci sarà la presentazione del libro “ Laggiù nel profondo – Mondo Letterario e mondo psicoanalitico in Lehane, McCarthy, Schnitzler, Serrano, Tobino” di Andrea Marzi e Francesco Ricci edito dalla Nuova Immagine Editrice; alla presentazione saranno presenti gli autori ed interverrà Mariangela Colella.

Per conoscere le altre opere di Francesco Ricci clicca qui

Laggiù nel Profondo – Cinque romanzi (Shutter Island, La strada, Fuga nelle tenebre, Dieci donne, Le libere donne di Magliano). Cinque scrittori (Lehane, McCarthty, Schnitzler, Serrano, Tobino). Cinque maestri di stile. Ad accomunarli è la capacità di cogliere e di mostrare il fondo della coscienza dei loro personaggi,  fondo melmoso e oscuro, tra le cui pieghe crescono i fiori del male, che avvelenano l’esistenza e i rapporti interpersonali, e dove deflagra il conflitto tra le energie vitali e creative e la distruttività auto ed etero diretta. Uno psicoanalista, Andrea Marzi, e un critico letterario, Francesco Ricci, conducono per mano il lettore, movendo ciascuno dal proprio ambito di competenza, a confrontarsi con questi cinque classici della letteratura novecentesca e contemporanea, che hanno saputo raccontare con grande sensibilità le angosce, le inquietudini, i tormenti dell’uomo moderno.

 

 

Andrea Marzi, psichiatra, psicoanalista, dottore di ricerca in deontologia ed etica medica, è membro ordinario della SPI e dell’IPA, in cui svolge incarichi a carattere nazionale e internazionale, tra cui redattore della Rivista di Psicoanalisi.  È stato docente di Psicologia dello Sviluppo presso l’Università di Siena, città dove vive e lavora. Tra i suoi lavori più recenti: Realtà psichica e fantasia sociale nella relazione analitica. Spunti clinici sull’aziendalismo interno (2012), Psicoanalisi, Identità e Internet (di cui è è curatore, Milano, Franco Angeli, 2013), Psychoanalysis, Identity and the Internet. Explorations into cyberspace (London, Karnac, 2016), Postmoderno. Un post da decifrare (con altri autori, Siena, Becarelli, 2016).

 

Francesco Ricci (Firenze 1965) è docente di letteratura italiana e latina presso il liceo classico “E.S. Piccolomini”di Siena, città dove risiede. È autore di numerosi saggi di critica letteraria, dedicati in particolare al Quattrocento (latino e volgare) e al Novecento, tra i quali ricordiamo: Il Nulla e la Luce. Profili letterari di poeti italiani del Novecento (Siena, Cantagalli 2002), Alle origini della letteratura sulle corti: il De curialium miseriis di Enea Silvio Piccolomini (Siena, Accademia Senese degli Intronati 2006), Amori novecenteschi. Saggi su Cardarelli, Sbarbaro, Pavese, Bertolucci (Civitella in Val di Chiana, Zona 2011), Anime nude. Finzioni e interpretazioni intorno a 10 poeti del Novecento, scritto con lo psicologo Silvio Ciappi (Firenze, Mauro Pagliai 2011), Un inverno in versi (Siena, Becarelli, 2013), Da ogni dove e in nessun luogo (Siena, Becarelli, 2014), Occhi belli di luce (Siena, Nuova Immagine Editrice, 2014), Tre donne. Anna Achmatova, Alda Merini, Antonia Pozzi (Siena, Nuova Immagine Editrice, 2015), Pier Paolo, un figlio, un fratello (Siena, Nuova Immagine, 2016). Inoltre, ha scritto il capitolo dedicato alla letteratura per il volume collettaneo interdisciplinare Il Postmoderno (Siena, Becarelli, 2015).

Informazioni Utili
Laggiù nel profondo –  Mondo letterario e mondo psicoanalitico  in Lehane, McCarthy, Schnitzler, Serrano, Tobino
Francesco Ricci – Andrea Marzi
Libreria Mondadori – Via Montanini – Siena
Ore 17.30.

 

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Tre Strani Pellegrini fanno tappa alla Mondadori Siena

Sabato 1° aprile, alle ore 16.30 presso La Libreria Mondadori di Siena ci sarà la presentazione del libro per bambini “Tre strani pellegrini in viaggio per la via Francigena nel territorio di Siena”, letture animate per bambini a cura di Silvia Nerucci, Duccio Ciampoli e Silvia Rovetta

Presentazione libro per bambini: Tre strani pellegrini in viaggio per la via Francigena nel territorio di Siena

Tornano finalmente le storie dell’Orsetto Viaggiatore (per acquistare clicca qui), letture per bambini nate dalla matita della bravissima Elena P. Questa volta il nostro Orsetto si trova in compagnia di due amici molto particolari che si trovano in viaggio lungo i sentieri della Via Francigena. I tre strani pellegrini si fermeranno a giocare nei luoghi più belli e affascinanti lungo la via Francigena nel territorio senese come San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni o Buonconvento, e ce ne mostreranno e spiegheranno le bellezze e i segreti.

Sabato 1° Aprile non mancate quindi alla Libreria Mondadori di Siena per scoprire le tappe e i viaggi del famoso Orsetto raccontati nel libro “Tre strani pellegrini in viaggio per la via Francigena nel territorio di Siena”, arricchito dalle illustrazioni di Elena P. e i testi di Raffaele Moretti ed edito dalla Nuova Immagine Editrice di Siena.

Dalle mani di Elena P. sono nate tante altre storie per bambini che fanno parte della raccolta Dal Mondo delle Figurine come Topolina Superbrain conta i mesi (clicca qui per acquistare), La vera storia dell’orsetto viaggiatore perduto a Siena (clicca qui per acquistare) e i due calendari L’anno fatto a mano e L’anno suonato.

Ci vediamo tutti, piccoli e grandi presso la Libreria Mondadori di siena, via montanini 112, il 1° aprile alle ore 16,30 per le letture animate per bambini tratte dal libro Tre strani pellegrini in viaggio per la via Francigena nel territorio di Siena

 

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Giochi da museo : giocattoli etruschi a Perugia

I giochi e i giocattoli dei bambini e delle bambine dell’Italia etrusco-italica e poi romana sono al centro della mostra “ Giochi da museo “, allestita nel Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, a Perugia.

Lungo il percorso espositivo si possono osservare sia giocattoli che immagini di giochi raffigurati, per esempio, su vasi e su specchi: un insieme che riesce a restituire la rilevanza che già nell’antichità gli aspetti ludici avevano nella formazione dei piú piccoli.

Diversi giocattoli rinvíano ad alcuni ancora presenti nel nostro tempo: è il caso di bambole, oggetti miniaturistici, trottole, sonagli, dadi, palline, animaletti.

Mostra Giochi da Museo – trottola

Tra i reperti selezionati per Giochi da museo , spicca, per esempio, una trottola in ceramica figurata che proviene da via della Cava a Orvieto. Essa presenta una forma biconica schiacciata ed è decorata da linee, tralci vegetali con foglie d’edera e palline. Indagini radiologiche hanno mostrato che, al suo interno, sono presenti otto sassolini che avevano la funzione di assicurare effetti sonori mentre la trottola era in movimento. Può essere datata tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C.

Una testimonianza di età romana particolarmente significativa è rappresentata dagli oggetti di una casa per bambole appartenuta alla piccola Iulia Graphis. Essi provengono dal corredo funerario della sua tomba rinvenuta in una delle necropoli di Brescello (l’antica Brixellum).

I tredici oggetti in piombo, databili nella prima metà dei Il secolo d.C., riproducono elementi del mobilio, suppellettili e stoviglie: si possono segnalare una cathedra supina, . ovvero una sedia per una donna di rango, un tavolino per il banchetto (mensa tripes), un appoggio per contenitori delle vivande (repositorium), o, ancora, un tegame con coperchio, una brocchetta, una lucerna.

Singolare è anche un bronzetto proveniente da Cascia e raffigurante un bambino che tiene una palla appoggiata sul fianco, in attesa d’iniziare a giocare: il manufatto sembra potersi datare nel I secolo a.C.

« Giochi da museo »
Perugia, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbrìa
fino al 17 aprile

Dove e quando:

« Giochi da museo »
Perugia, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbrìa
fino al 17 aprile

Orario tutti i giorni, 8,30-19,30

Info tel. 075 5727141;
http://polomusealeumbria.beniculturali.it

Articolo tratto da Archeo febbraio 2017

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TourismA 2017 a Firenze

Inaugurazione di “ tourismA 2017 ” giovedì 16 febbraio ore 20:45 nel Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze

Il ministro DARIO FRANCESCHINI interviene a “ tourismA 2017 ” sabato 18 febbraio ore 11:00 nel grande auditorium del Palacongressi di Firenze per la consegna a PIERO ANGELA del Premio speciale “R. Francovich” dedicato alla comunicazione scientifica.

 

Alla cerimonia che vede protagonista il popolare conduttore televisivo è presente GIULIANO VOLPE, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e della Società Archeologi Medievisti Italiani che promuove il prestigioso riconoscimento. Il Premio ordinario viene invece assegnato alle Catacombe di Napoli e all’Area archeologica di Santa Maria di Siponto come migliori siti d’interesse medievale.

Vedi: http://www.tourisma.it/955-2/

Inaugurazione di “ tourismA 2017 ” giovedì 16 febbraio ore 20:45 nel Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio.

Intervengono: il sindaco DARIO NARDELLA, il soprintendente ANDREA PESSINA, il direttore PIERO PRUNETI. Una lectio magistralis su “Firenze ai tempi di Dante” viene tenuta da FRANCO CARDINI che nell’occasione riceve il Premio speciale “R. Francovich” per la divulgazione del medioevo.

Vedi: http://www.tourisma.it/programma-2017/

Per tutta la durata di “ tourismA 2017 ” sarà visitabile la copia in scala 1:1 della camera funeraria di TUTANKHAMON, mentre venerdì mattina si terrà il convegno “Omaggio a Tutantakhamon” con la partecipazione di ZAHI HAWASS.

Vedi: http://www.tourisma.it/omaggio-a-tutankhamon/

Trenta convegni e sette laboratori didattici animano i tre giorni di “ tourismA 2017 ”, insieme a quasi cento stand e spazi espositivi di enti turistici e culturali.

CONSULTARE PROGRAMMA AGGIORNATO con date e orari.

Vedi: http://www.tourisma.it/programma-2017/

Chi deve soggiornare a Firenze nei giorni di “ tourismA 2017 ” può consultare la lista degli HOTEL CONVENZIONATI.

Vedi: http://www.tourisma.it/hotel-convenzionati/

Ingresso sempre libero e gratuito
Info: 055.5062302
www.tourisma.it
[email protected]

 

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Presentazione de I Cassiopei

Venerdì 27 Gennaio, alle ore 17.30 presso La Libreria Mondadori di Siena ci sarà la presentazione del volume I Cassiopei

 

Venerdì 27 Gennaio, alle ore 17.30 presso La Libreria Mondadori di Siena ci sarà la presentazione del volume “I Cassiopei (biografie autorizzate)” di Francesca Cardelli, edito dalla Nuova Immagine Editrice.

clicca qui per acquistare il libro

Alla presentazione del libro, che non a caso sarà nel giorno della festa del gatto, interverranno Francesca Cardelli, Cristina Marcolongo, Anna Mancini, Duccio Balestracci nel ruolo di presentatore e Laura Neri in rappresentanza della casa editrice.

Il ricavato delle vendite dei libro sarà devoluto a favore dell’oasi felina de “I Cassiopei”, un gattile gestito esclusivamente da volontarie; presso il loro sito http://www.cassiopei.it/ potete trovare tutte le informazioni necessarie per poter dare un qualsiasi aiuto o sostegno agli ospiti della loro struttura.

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Firenze Libro Aperto dal 17 febbraio

Firenze Libro Aperto: nasce un nuovo festival; da venerdì 17 a domenica 19 alla Fortezza da Basso

Da ven 17 a dom 19 alla Fortezza da Basso, I edizione di Firenze Libro Aperto una nuova manifestazione di respiro nazionale che si inserisce nella complessa filiera dell’editoria e dei suoi protagonisti.

Oltre 100 case editrici annunciate, riunite in un open-space all’interno del padiglione Spadolini, centinaia di ospiti di fama Internazionale, un programma ricco di presentazioni, incontri, laboratori, spettacoli, letture, concerti e premi letterari.

Firenze Libro Aperto 2017

La manifestazione affronta il grande interrogativo “Le parole non bastano più?” analizzando i mutamenti del linguaggio, anche in relazione ai cambiamenti sociali e alla globalizzazione.

II Festival è patrocinato da Regione Toscana, Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze, ideato e organizzato da FBS Eventi, con la Direzione Generale di Paolo Cammilli e la Direzione Artistica di Chiara Bentivegna.

Firenze Libro Aperto: presentazioni libri, riviste e tavole rotonde

Affrontate tematiche di attualità, come immigrazione, violenza sulle donne, “post verità” e incontri con autori. Qui spiccano lo scrittore americano pulp Joe R. Lansdale, lo scrittore e poeta marocchino Tahar Ben Jelloun, l’alpinista e scrittore Mauro Corona con il suo ultimo romanzo La via del sole; gli scrittori Andrea De Carlo con L’imperfetta meraviglia, Gianni Biondillo col nuovo romanzo Come sugli alberi le foglie, ispirato alla figura dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia, il giornalista e saggista Filippo La Porta con il saggio Indaffarati, la scrittrice di romanzi fantasy Licia Troisi e molti altri, tra i quali: Alessia Gazzola, Diego De Silva, Andrea Scanzi, Enzo Fileno Carabba, Marco Vichi, Sergio Staino e Federico Palmaroli,

Firenze Libro Aperto – Morgan

Firenze Libro Aperto: ragazzi e bambini

Uno speciale spazio dedicato e curato da Teresa Porcella ospita libri per l’infanzia con autori come Donienico Barillà, Grazia Gotti, Patrizia Rinaldi, Anna Sarfatti, Sara Marconi, Luisa,Mattia e illustratori come Otto Cabos, Sophie Fatus, Fuad Aziz, Simone Frasca; previsti laboratori d’arte, musica, illustrazione e spettacoli: Violeta Cantora dedicato alla cantautrice e artista cilena Violeta Parra, Il Cuore di Chisciotte con le immagini di Gek Tessaro o Non insegnate ai bambini, recital ispirato alle canzoni di Gaber.

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Nuova tomba scoperta ad Ortino

Una tomba a camera del periodo etrusco è stata scoperta ad Ortino

Una tomba a camera del periodo etrusco è stata scoperta all’ Ortino durante gli scavi per la costruzione del tanto discusso asilo nido. Un ritrovamento importante per Volterra che avrà bisogno di ulteriori indagini da parte della Soprintendenza e che obbligherà i tecnici a un ulteriore progetto della struttura scolastica per bambini.

Per adesso lo scavo ha rivelato la presenza della tomba etrusca, dotata di dromos (il corridoio a cielo aperto scavato nel terreno da cui si accede alla sepoltura). Nelle prossime settimane le operazioni dovrebbero proseguire per ottenere dati più precisi sulle dimensioni del ritrovamento.

Nuova tomba ad Ortino

È la seconda tomba antica con queste caratteristiche presenti nella città etrusca, del tutto simili a quelle della necropoli di Populonia. La vicenda dell’asilo dell’ Ortino, che era stato pensato in bioedilizia, si arricchisce quindi di un nuovo capitolo.

Nel dicembre 2013 l’amministrazione comunale pubblicò un bando per l’affidamento della progettazione e dei lavori, mentre nel gennaio successivo vennero divulgate informazioni specifiche da parte del sindaco, Marco Buselli: dal nome dell’asilo, Mongolfiera, ai 40 posti, passando per le due sezioni previste per bambini dai 18 ai 36 mesi.

Poi ci furono le polemiche per un’eventuale rischio idrogeologico della zona in cui doveva sorgere la struttura che si trova tra il liceo Carducci e la Coop, a valle di viale Trento e Trieste. Ipotesi smentita dalla stessa amministrazione comunale che, però, dovette rivedere i piani nel luglio 2014 per un ricorso di una dette ditte che avevano partecipato alla gara.

E, nel dicembre dello stesso anno, la commissione comunale bocciò il progetto, perché «non qualificato per il ruolo che dovrà assumere ». Un parere non vincolante a cui la giunta Buselli rispose che erano state fatte tutte le indagini del caso per garantire la sicurezza sia dei lavori che dello stesso asilo.

Successivamente venne scoperta una tomba di epoca Villanoviana, durante gli scavi archeologici propedeutici all’inizio dei lavori, elemento che poneva la certezza di essere in una zona di valore archeologico. Da qui la decisione di spostare il cantiere in un’area adiacente a quella originaria, ma con l’obbligo di effettuare saggi per un periodo di 35 giorni in modo da escludere la presenza di elementi storici nel terreno.

A dieci giorni dalla fine degli scavi, però, è stata trovata la tomba a camere che confinerebbe con l’area in cui realizzare l’asilo. Serviranno ulteriori indagini ma, secondo quanto appreso, la costruzione del nido non è a rischio.

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Mostra ad Orvieto Etruschi à la carte

Etruschi à la carte. Libri e documenti dal Settecento all’Ottocento accoglie volumi e disegni di personaggi che hanno fatto la storia dell’Etruscologia. Museo Etrusco Faina fino al 26 Febbraio 2017

Il percorso della mostra « Etruschi à la carte » offre l’occasione per osservare le opere, gli appunti, i disegni di alcuni dei protagonisti della riscoperta del mondo degli Etruschi avvenuta tra Sette e Ottocento.

L’opera De Etruria regali dell’antiquario scozzese Thomas Dempster, per esempio, inaugurò una stagione degli studi, denominata «etruscheria», nel corso della quale al popolo preromano vennero attribuiti numerosi primati, fino a ritenerli il perno della civilizzazione dell’Italia.

Il Catalogo di scelte antichità etrusche (nell’edizione italiana e in quella francese) di Luciano Bonaparte, lo scopritore delle necropoli di Vulci, è il racconto dettagliato di una delle maggiori avventure dell’archeologia nella prima metà dell’Ottocento.

Etruschi à la carte al Museo Faina di Orvieto
Etruschi à la carte al Museo Faina di Orvieto

Del fratello di Napoleone, si espongono ad Etruschi à la carte anche due taccuini di grande interesse: uno con gli appunti presi in vista della stesura del volume appena ricordato, l’altro con un elenco delle entrate e delle uscite della famiglia negli anni 1839-1840.

Die Etrusker, di Karl Otfried Müller, è il primo manuale di etruscologia e nella sua edizione originale, risalente al 1828, vi è, tra l’altro, l’intuizione del riconoscimento di Orvieto con l’etrusca Velzna (Volsinii, in lingua latina).

Numeri delle riviste Bullettino e Annali dell’Instituto di Corrispondenza Archeologica testimoniano l’attività editoriale dell’Istituto, che ebbe – con le sue luci e le sue ombre – un ruolo di primaria importanza nella ricerca archeologica portata avanti durante il XIX secolo.

Il numero degli Annali esposto in mostra (1877) contiene la prima presentazione, a cura di Gustav Körte, dei risultati degli scavi nella necropoli orvietana di Crocifisso del Tufo.

Riferiti proprio alla planimetria, alla tipologia delle tombe e alle iscrizioni delle necropoli di Orvieto sono tre disegni di Adolfo Cozza risalenti al 1881 e presentati per la prima volta.

Museo Faina - Orvieto
Museo Faina – Orvieto

L’intensa attività di Cozza è testimoniata anche da un suo articolo relativo alla scoperta di un importante tempio avvenuta in località Lo Scasato (Civita Castellana). Lungo il percorso espositivo Etruschi “à la carte” viene presentata anche una pianta delle strutture presenti nell’area archeologica di Paglíano, posta alla confluenza tra i fiumi Paglia e Tevere, e dove è stato riconosciuto un porto fluviale. La pianta segnala le scoperte avvenute durante il 1890.

Infine vengono esposte due opere di Domenico Cardella, tra le quali proprio il Museo Etrusco Faina, vale a dire il primo catalogo a stampa del museo pubblicato nel 1888, di cui è stata appena pubblicata la ristampa anastatica.

DOVE E QUANDO

« Etruschi à la carte Libri e documenti dal Settecento all’Ottocento»
Orvieto, Museo «Claudio Faina»
fino al 26 febbraio 2017

Orario ma-do: 10,00-17,00; lu chiuso

Info tel. 0763 341216;
e-mail: [email protected];
www.museofaina.it

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Siena e il Vino Etrusco

A Siena si moltiplicano i progetti di ricerca sulla viticoltura antica: e presto si potranno gustare le fragranze sprigionate dai calici colmi di vino etrusco

Tutto è iniziato nel 2004 da tre interrogativi: si può studiare l’ambiente con una prospettiva di ricerca storica, che aiuti a fissarne i caratteri e ne colga al tempo stesso i momenti evolutivi?

Si può interpretare l’attuale assetto dell’ambiente anche con gli strumenti dell’archeologia?

Si può, infine, pensare a forme di valorizzazione dell’ambiente che si ispirino all’evoluzione storica dei paesaggio e ai condizionamenti imposti dall’azione persistente dell’uomo sulle risorse naturali, per trarne alimenti utili alla sopravvivenza?

L’obiettivo della ricerca diventava, insieme al sito archeologico indagato con lo scavo, anche il contesto vegetale circostante, nel quale recuperare brandelli di paesaggio antico ancora nascosti.

vigna del chianti

Alla ricerca della vite selvatica per arrivare al vino etrusco

Cosí è nato il Progetto VINUM (il termine etrusco indicante la bevanda), con il suo postulato iniziale: “Al pari delle tracce lasciate dalle attività umane, anche l’ambiente può offrire nella vegetazione attuale forme di domesticazione delle viti selvatiche o, al contrario, forme di rinselvatichimento delle antiche viti domestiche”.

In tre anni di lavoro, il Progetto ha tracciato un solco metodologico centrato sull’analisi di quelle popolazioni di vite selvatica (Vitis vinifera ssp. sylvestris) presenti in prossimità di siti di carattere produttivo, soprattutto etruschi e romani, che mantenessero resti quali vinaccioli, impianti di spremitura e/o contenitori per la fermentazione, la conservazione e il trasporto del vino.

Botanici e biologi molecolari sono diventati i compagni di viaggio degli archeologi per approfondire i caratteri ampelografici e genetici di queste popolazioni, utili per verificarne i rapporti con i vitigni attuali.

Sono cosí emerse, per la prima volta, le differenze genetiche tra le viti selvatiche campionate in prossimità dei siti archeologici e quelle censite lontano da essi: un indizio di domesticazione a opera delle comunità antiche, impresso nel germoplasma di piante un tempo coltivate e ancora presente nelle popolazioni oggi selvatiche.

La cronologia della domesticazione coincide con quella dei sito, la cui comunità ha curato lo sviluppo delle piante spesso per lungo tempo e in forma diversa.

Vino Etrusco
Vino Etrusco

Il ProgettoVINUM ha fatto inoltre progredire la caratterizzazione storica dei vitigni, attraverso il sequenziamento del germoplasma della vite coltivata, per far emergere rapporti di similarità genetica tra i vitigni dell’area mediterranea e con l’analisi della circolazione varietale, rispetto all’attuale distribuzione geografica.

Una circolazione molto antica, che spesso risale alla fondazione delle colonie greche nell’Italia meridionale e nella Sicilia: i coloni recavano dalla madrepatria semi e talee dei tre prodotti tipici della policoltura mediterranea, i cereali, la vite e l’olivo.

II successivo Progetto ArcheoVino, realizzato a Scansano nella Maremma grossetana, per scoprire il vino etrusco ha messo in luce un’importante area di domesticazione della vite tra la media e bassa Valle dell’Albegna: la documentazione archeologica (fornaci di anfore da trasporto e relitti di navi onerarie provenienti dall’area in questione rinvenuti tra l’AltoTirreno e il Mar Ligure) qualifica il comparto come grande produttore di vino durante il periodo etrusco e romano, una sorta di Chianti dell’antichità.

La Valle dell’Albegna costituisce inoltre uno dei punti di arrivo del vitigno Sangiovese in Etruria, nel suo viaggio verso nord, iniziato dalla Calabria e dalla Sicilia.

ArcheoVino
ArcheoVino

Anche il paesaggio vitato della città di Siena e della fascia suburbana è stato esplorato, con l’intenzione di recuperare in parte l’antico legame tra la città, la vite e il vino ben illustrato nell’affresco del Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti.

Il Progetto Senarum Vinea (del quale vi invitiamo a leggere il libro a questo link), ancora in corso, è incentrato sui vitigni a rischio di estinzione e di antico radicamento nel territorio, sparsi tra i conventi e negli orti urbani e le forme tradizionali della viticoltura senese, quali spalliere e alberate di derivazione etrusca, con i sostegni (testucchi) formati da aceri campestri a sviluppo orizzontale per l’appoggio dei tralci.

Senarum Vinea
Senarum Vinea

II lavoro interdisciplinare degli archeologi con botanici e biologi è ricco di implicazioni utili al progresso delle discipline e alla realizzazione di nuove ricerche, come il Progetto Farfalla, finanziato nel 2015 dalla Regione Toscana e condiviso dalle tre Università di Siena, Pisa e Firenze con aziende, consorzi e associazioni di produttori.

L’assunto è che occorra individuare una nuova chiave competitiva per le imprese del territorio toscano e per i singoli comparti rurali, in grado di creare valore aggiunto nel mercato dei prodotti agro-alimentari e dei prodotti turistici.

Una strategia competitiva, in grado di contrastare le forme di globalizzazione, è tale se riesce a esprimere un valore di «unicità» da proporre sul mercato: il Progetto Farfalla ha identificato tale valore dell’ancoraggio storico-archeologico dei prodotti agro-alimentari con il territorio, ponendo particolare attenzione ai caratteri dei paesaggi agrari di età etrusca e romana.

Uno degli obiettivi, costruito con economisti e ingegneri dell’informazione, è la messa in atto di un modello organizzativo che connetta piú strettamente le risorse culturali, in particolare storico-archeologiche, ai prodotti dell’agricoltura per costruire itinerari di valorizzazione e certificarne l’effettiva specificità, con una menzione aggiuntiva di identità storica, da associare al vigente sistema di certificazioni.

Vino Etrusco a Siena
Vino Etrusco a Siena

Sall’archeologia all’enologia: scoperta del Vino Etrusco

Tali azioni congiunte tra diverse discipline stanno portando al trasferimento dei risultati al mondo della produzione e della trasformazione alimentare: i vigneti sperimentali allestiti a Siena con i vitigni recuperati dal Progetto Senarum Vinea e piantati con la tecnica medievale ad alberello -documentata nel Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti e a Scansano presso il sito etrusco di Ghiaccio Forte -, con le viti selvatiche a riprodurre l’alberata etrusca e la tecnica romana a paio secco, sono oggi la prova vivente del tentativo, per dirla con Duccio Balestracci, di «far partecipare anche le papille gustative alla conoscenza della storia».

Con le viti senesi è infatti auspicabile la produzione di un vino dal gusto medievale, mentre con quelle maremmane l’intento è la riproposizione di un vino etrusco.

Articolo tratto dalla rivista Archeo a firma Andrea Ciacci e Andrea Zifferero

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